Nata a Roma negli anni ottanta: troppo tardi per fare la groupie perdendosi dietro a una rock band, troppo presto per essere travolta dall’atroce deriva teen pop di fine secolo.
Giurista indecisa in prestito alla comunicazione, ama leggere, scrivere, partire e fotografare istanti.
Estremamente volubile, vive di poche certezze: vecchi dischi degli anni ’70, qualche ricordo, pochissimi amici, alcuni versi di Borges, il Duetto di Dustin Hoffman, il pensiero di Manhattan, Roma di notte, e le sue immancabili paturnie.
Da qualche anno, dopo un incontro casuale ha trovato un posto a questo mondo che la fa sentire come da Tiffany. Così ha comprato i mobili e ha dato al gatto un nome. E oggi ha addirittura un chihuahua.