Quando non fai altro che scrivere, arriva un momento in cui ti senti vuota. Completamente, irremediabilmente, inesorabilmente vuota. Il nulla dentro. Certo, il fatto che sei sola e nuovamente chiusa in casa, agli arresti domiciliari causa figlia perennemente malata, beh, non aiuta. Così, alle 10.30, senza aver mangiato, senza esser riuscita a guardare il mio film preferito, Il Laureato, perché il dvd è made in USA (ma ci sono ancora queste differenze tecno-culturali???), e senza assolutamente niente nel cuore, ho deciso per una bella birra Moretti sul balcone di casa mia, davanti alla Chiesa Celestiale, un posto dove, a parer mio,  ogni venerdì sgozzan capretti. O forse bambini. Non lo so, so solo che vedo uscire big mamas vestite di mille colori, dopo aver intonato cori ed urla di ogni genere. Un giorno andrò a dare una sbirciatina, spacciandomi per una fedele credente della religione più sincretica che c'è.

Ad ogni modo, birrino fresco e poi due pensieri in fila. Tipo la denuncia oggi alla polizia inglese del portafogli rubato. Nooooo che non ve la racconto, non c'è niente da raccontare. Solo noia e attesa. E qualche bestemmia di una donnona grossa e grassa che imprecava contro non so chi e cosa. Ma alla frase "l'arrestiamo se non la smette", l'energumena s'è zittitita. A parte la stanza da interrogatorio stile film americano dove mi hanno rinchiusa con tanto di vetrata e microfono per deporre la mia testimonianza, non c'è altro da dire. "Guardate che avete preso un granchio" dico al poliziotto "a me hanno solo rubato un portafogli del valore massimo di £1". Hanno zittito anche me. Intanto Viola disegnava la caricatura di metà dipartimento. E loro, a turno, si presentavano, con la loro bella divisa, a far complimenti alla figlioletta e a fotocopiare i bei disegni che ella gli propinava. Ma non c'hanno un cavolo da fare qui dentro? Dovete proprio venire tutti qui? Ma la mia denuncia poi, si fa o non si fa? Era meglio se non la facevo, lo sapevo io. E come prevedevo, mi hanno chiesto di rimanere disponibile nei giorni a seguire per l'identificazione del ladro. Mah. Mio marito intanto mi chiamava per sapere come me la cavavo col fascino della divisa che subisco continuamente. Foss'anche un controllore del bus, dice lui. Tutto è cominciato quando ha notato una certa luce nei miei occhi ogni qual volta pronunciassi la parola "denuncia": dice che avevo preso a frequentare in modo assiduo la caserma dei carabinieri di piazza xxxx. "Ho perso il portafoglio" reclamavo io. Dopo due giorni "ho perso il cellulare". E ancora "eh devo portare la nonna a parlare del "tipo del piano di sopra". Un giorno se li è ritrovati vis-à-vis quando son venuti a soccorermi dopo un incidente. Da quel momento ho dovuto cambiar caserma.

Ad ogni modo, io veramente in testa c'ho solo il mio viaggio in Italia tra una settimana. E come faccio senza documenti? La mia carta d'identità ce l'ha il Child Benefit, quelli che mi dovrebbero "regalare" £16 a settimana per il semplice fatto che posseggo una figlia. Ok, bene, ma me la rimandate la mia carta per favore? Poi la patente. Quella si che me l'hanno rubata. "Signora, ma si ricorda l'uomo che le ha preso il portafogli, ce lo può descrivere?". Beh, sa, è complicato, quando mi sono voltata c'era una davanti a me, e siccome io ero seduta, mi sono ritrovata il suo sedere in faccia. Si si, scriva pure, il suo sedere in faccia. Com'era? Beh, tondo, un po' grosso, era una donna di colore. Sa come dicono in Africa appena le ragazze diventano un po' più formose? Ca sort, ca sort (esce, esce, per dire che il sedere sta uscendo, cioé sta assumendo quella forma prorompente tipo palla attaccata a due gambe). Si ma questo non lo scrive vero?

Una deposizione di tutto rispetto, la mia. Ma che noia. Non è successo niente, nessuno sparo, nessun allarme, nessuna sommossa. Siamo tornate a casa, sotto il diluvio universale. Io più vuota di prima. Avevo anche deposto. Non mi restava più niente dentro. Tutte le parole che avevo, le ho dette, oppure scritte. E poi a quest'ora non c'è niente alla tv, neanche il mio show preferito, The Graham Norton Show. Certo scrivere per scrivere, che senso ha? Me lo chiedo perché mentre sto scrivendo, non so dove andare a parare. Spero sempre in qualche pensiero che m'illumini mentre sto per finire l'ultima frase. Ma il pensiero illuminista o illuminato, non arriva.

 

ALCUNE NOTE

1.

Molti di voi mi scrivono frustrati perché vorrebbero lasciarmi commenti su linkiesta, proprio qui sotto il mio post, ma che questi non appaiono. Sì, sappiate che appaiono, ma solo dopo qualche ora. Mi fa sempre piacere leggere i vostri commenti, quindi, scrivete.

2.

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3.

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