Blog di

The Jerk

Tramonto e polvere. Arriva l’8 marzo, gli auguri di Lansdale alle donne

Blog post del 7/03/2012

“Il pomeriggio che piovvero rane, pesci grossi e pesci piccoli, Sunset scoprì che non ci voleva nulla a buscarne tante come Jack Tre Dita. […] Se ne stava sulla schiena, con la sola parte superiore del vestito. Quella inferiore era volata via quando Pete, mentre la menava ben bene, le era montato sopra, e l’abito, ormai logoro come la politica, si era lacerato lasciandola coperta solamente dalla vita alle spalle.

Le era passato per la mente che di vestiti, adesso, gliene restavano due […] Un pensiero fuggente, comunque. A impegnarle il cervello era soprattutto il modo di riuscire a farlo smettere. […]. La inchiodò a terra, le allargò le gambe e prese a strapparle quel poco che le era rimasto addosso.

Dopo averle fatto saltare anche la parte superiore del vestito, le abbrancò un lato del reggiseno, denudandola. – To’, ecco la tetta, - disse. Ormai farfugliava, e il fiato sembrava grondargli alcol.
Poi le afferrò le mutande, e le strappò pure quelle. Infine si slacciò il cinturone con la pistola e lo gettò li accanto. Mentre armeggiava attorno alla patta dei calzoni, con l’obiettivo di fare entrare il mulo nella stalla, Sunset allungò una mano e riuscì a sfilare la .38 dalla fondina. Lui nemmeno se ne accorse. Lei gliela piantò alla tempia e gli fece saltare le cervella.
Il rumore dello sparo fu pari a Gabriele che la faceva volare dritta in cielo, ma in cielo c’era finito Pete. Perlomeno si era messo in viaggio. In seguito, Sunset amò pensare che gli fosse toccato un bel posticino all’inferno, proprio accanto al forno. […]

Pete si afflosciò, non solo con l’attrezzo che aveva progettato di usare, ma tutto quanto. Non disse una parola. Né Ahi,Cazzo, né Non ci posso credere. […] Si limitò a buttare giù il piombo rovente, mollare una scoreggia che non aveva nulla da invidiare allo sparo, tirare le cuoia e uscire di scena in groppa al nero cavallo della Morte.
 

Joe Lansdale, Tramonto e Polvere, Einaudi.

 Vacca d’un cane, auguri, donne. E ve li faccio a modo mio. Con l’avvio potente, violento, ma salvifico, di questo stupendo libro di Champion Joe.
Tutto si svolge nel Texas degli anni ’30, nel bassofondo umano e sociale che erano gli States di quegli anni, in cui la donna era roba da far lavorare, scopare e far figliare, poco più rispettata dei negri.
Ma la galoppata travolgente che è questa botta di libro, fa alla fine giustizia di tutto.
 

La storia è straordinaria, epica, eroica: la si divora con un'ingordigia bulimica, insaziabile.
Ci si trova - in alcuni punti - a cagarsi sotto dalla tensione che Lansdale riesce a trasmettere e, in altri, a sobbalzare dalla sedia sentendosi al fianco di alcuni personaggi che scazzottano, ringhiano e sparano per fare giustizia.
Ma, la grandezza di questo romanzo di vera formazione, sta nella sua carica eticamente rivoluzionaria. I temi trattati con la solita corroborante e diretta ironia sono pesanti. E attuali.
Si va dalla narrazione cruda di quella che è stata l'alba nebbiosa dell'emancipazione femminile, impersonificata dalla dura, decisa Sunset, donna sceriffo mozzafiato (e mozzapalle, nel senso che i coglioni li taglia ai cattivi, quando serve), sino agli albori della scoperta dell'oro nero in Texas, con tutto lo sporco corollario di corruzione, marciume morale, violenza che l'olio si porta dietro, passando per la sempre presente segregazione razziale del Klan.
 

Anche qui, come in altri romanzi, Lansdale scava negli anfratti più profondi della miseria umana, mettendo in scena lo scontro tra il bene - un bene duro, spietato, poco incline ai sentimenti, spigoloso e spiccio - e il male; parteggiando dichiaratamente per il primo e suscitando nel lettore (almeno per me è stato così), moti di odio e di amore per i personaggi che si susseguono, tratteggiati in un mondo in cui c'è redenzione, ma nessuna consolazione.
 

Un libro da leggere e rileggere. E anche un manuale davvero “hardboiled” per un nuovo femminismo, che si liberi dai triti e ritriti slogan degli anni ’60 e ’70, per incoronare davvero le donne che ci piacciono: toste e decise.
Un pensiero che mi son fatto quando ho letto – qualche anno addietro – questo capolavoro: che USA, che mondo si sarebbe trovato Obama se, al posto del texano W, ci fosse stata la texana Sunset?
 

Insomma, invece di quella mimosa tanfante, comprata agli angoli delle strade da qualche cencioso e sfruttato venditore o in qualche lindo e sfruttante supermercato, l’augurio di Jerk per la festa delle donne è: leggetevi questo libro; di botta. E, anziché piangervi addosso per tutto quello che i maschiacci vi fanno, imparate da Sunset: menate fendenti, tirate dritte per la vostra strada e, se serve, qualche coglione, tagliatelo anche voi. Burp


 

COMMENTI /

Ritratto di The Jerk
Mer, 07/03/2012 - 16:09
Jerk
Nené, sei troppo gentile. Io incasso volentieri, ma sono solo un povero idiota. Il grande, in questo caso, é Lansdale. Che non solo fa ridere, ma fa riflettere e insegna a vivere. Oltre, naturalmente, a scrivere da dio. Ariburp
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Ritratto di The Jerk
Sab, 17/03/2012 - 22:29
Jerk
@ Anonimo bah, premesso che ciascuno può capirci ciò che vuole e, tra queste comprensioni può starci che a uno faccia schifo sia il libro che il linguaggio, quello che a me questa frase dirompente ha evocato è questo: il rumore dello sparo, tanto liberatorio visto che lei era sotto a uno stupro, fu come sentire l'arcangelo Gabriele che la portò in cielo. e via dicendo. il linguaggio di questi scrittori è spesso diretto e senza fronzoli. ma anche evocativo, per l'appunto. a me, la spiegazione che viene, è questa. però, lo ripeto sempre, io sono un idiota. ciao e grazie della fiducia nelle mie a me non note doti esegetiche!
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Ritratto di The Jerk
Dom, 18/03/2012 - 23:57
Jerk
Grazie a te, Giorgio. Anche io amo Lansdale, scrittore che è un gigante. Ma anche gli altri americani, non son da meno. Crumley, ad esempio, va divorato. A presto.
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