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15 March 2012
La Rai parla romanesco. La pubblicità milanese. E l’Italiano?
Alessandro Marzo Magno
Va in onda in questi giorni per radio uno spot pubblicitario di automobili che promuove la possibilità di provare alcuni modelli. "Vieni in Volkswagen", dice la voce narrante. Chi sarà l'autore dello spot? Non lo so. Ma so di dov'è: di Milano. In italiano si dice "vieni alla Volksvagen".
"In Volskwagen", "in Fiat", "in Duomo", non è italiano, è dialetto milanese.
Alla Rai parlano romanesco, nella pubblicità milanese. E l'italiano? C'era una volta...

Comments
MC: le lingue saranno anche in evoluzione, ma gli errori sono errori e un errore fatto da un milanese non vale meno dell'errore fatto da un altro italiano
Altre perle: lo spot ENI : rélax, con l'accento sulla e, invece di relàx. Spot Peugeot: Pérformance invece di perfòrmance. Anche l'inglese viene storpiato alla milanese. Il problema è serissimo, perché non è dialetto, è errore linguistico. Diffuso dalla TV, confonde le idee oltre che agli ascoltatori, agli insegnanti. Mi chiedo: ma nelle agenzie di pubblicità, dove sono andati a scuola? e che sistemi di controllo hanno?
Due morali:
1 - ennesimo esempio della sciatteria applicata all'attività lavorativa che è una delle metastasi di questo paese che non conosce passione e rigore.
2 - uno spot prima di uscire viene visto e vivisezionato da decine di persone. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Io fossi in Alessandro Marzo lo segnalerei a Formigoni per il prossimo elenco delle eccellenze lombarde.
PS: per chi non mi conosce, vivo a Milano da 25 anni. Ancora non riesco a capacitarmi di come si possano infilare tanti strafalcioni ben peggiori, anche da persone istruite( ce l'ho bisogno, il figlio spiaccicato al padre, il Carlo, il Pierluigi, etc)
Le lingue sono costantemente in evoluzione. Non il Dizionario della Crusca ci dice come parlare, ma l'uso comune. Non solo questo: i dialetti, tutti i dialetti, sono parte integrante del patrimonio storico di un Paese. Che li si promuova è solo un bene!!!
Sono milanese-terrone, caro Ale, cognome non mente. Ma prendiamo un romanzo a caso: troveremo «era venuto in ufficio» o «era venuto nell'ufficio?» o anche «veniva tutti i giorni in azienda» o «veniva tutti i giorni nell'azienda?»
Lo dico così un po' a naso, un po' a buon senso. Ma se non è italiano, mi attengo.
ciao, mf
Scusa Michele, ma si dice "vieni nell'azienda", non vieni "in azienda". Non è che per caso tu sia milanese?
Con affetto. A.
Pur avendo una stima sostanzialmente illimitata nei confronti di Alessandro Marzo Magno, tanto che sarei tentato di dargli ragione (a prescindere) anche in questo caso, mi vedo costretto da quel tozzo di onestà intellettuale che ancora mi resta a mostrare la mia peraltro inutile perplessità. Nel senso che Volkswagen è in quel caso considerata azienda e non vettura, almeno così mi pare di capire. E dire «vieni in azienda» non mi sembra così scombiccherato. Ma comunque.
Piuttosto segnalerei, sempre nel senso del tamarro che è in loro, il cambio di testimonial Lavazza. Da Bonolis-Laurenti a Brignano senza soluzione di continuità: romani erano, romani sono.
Ciao Ale, un abbraccio
mf
A proposito di pubblicità
Suggerirei di portare il copywriter "AL MONTE" (mi riferisco al vostro box pubblicitario in alto a destra). Mi sembra che la sede sia proprio lì a Milano. Ebbene, "impegnate" immediatamente il copy e se vi danno qualcosa in cambio lasciatecelo per sempre.
Non avete capito le parole del copywriter dell'agenzia e soprattutto la strategia di comunicazione che punta sulla rottamazione dell'usato con incentivi sull'acquisto di nuovi modelli. "Vieni in Volkswagen" significa "Vieni con la tua vecchia Volkswagen" oppure "vieni in tram", scoprirai delle straordinarie offerte per te. Nel comunicato radio secondo me non hanno inciso il codino (la parte finale): "non venire in Fiat".
P.S. Scusate, qualcuno ha mica visto per caso i dati di oggi relativi alla vendita in Europa del Lingotto!? "Non venire neppure in bisarca!"
Ahò, ha mai visto le pubblicità TIM/Telecom?
Nelle Fiction la fa da padrona il napoletano o siciliano (e ci sta purchè ambientata, ma spesso si tende all'abuso più che all'uso);
Non solo c'è una perdita dell'italiano, c'è anche una classifica dei dialetti...
Romanesco
Milanese
Napoletano
Toscano
Siciliano
tutto accettato e spesso acclamato, ma gli altri??
Un Veneto??
Un Pugliese??
Un Sardo??
Un Ligure??
buoni solo per l'ironia e per le facili prese in giro??
Tutti i dialetti si prestano all'ironia e alla prese in giro in quanto esotici alle orecchie di tutti gli altri. Quelli in cima alla lista corrispondono alle aree più abitate e forse per questo più accettate. Acclamate, non so. Ma questo tipo di classifiche le trovo comunque odiose.
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