Il consiglio federale di Europa Ecologia/I Verdi (EELV) ha votato ad ampia maggioranza (76%) l’accordo con il Partito socialista. Il patto di mandato era stato concordato martedì scorso dai due segretari Cécile Duflot e Martine Aubry.
I punti principali sono: i due partiti si uniranno in colazione all’assemblea nazionale, pensioni a 60 anni a tasso pieno per lavori usuranti e lavoratori che hanno iniziato molto giovani, carbon tax, una profonda riforma fiscale, nuova politica d’immigrazione e inserimento di una percentuale di proporzionale alle future legislative (da 15% a 20% del totale dei deputati).

François Hollande (Ps) e Cécile Duflot (EELV)
Per Yannick Jadot, braccio destro di Eva Joly l’accordo dimostra “la maturità politica raggiunta dai gruppi ecologisti”. Il patto non è stato semplice e viene definito “doloroso” dalla stampa transalpina. Mercoledì scorso il Ps, su forte pressione di Areva, la multinazionale francese del nucleare, aveva eliminato la clausola sui combustibili MOX. Giovedì la clausola è ricomparsa e la firma definitiva non si è fatta attendere, smentendo le voci contrastanti degli ultimi giorni che volevano una battuta d’arresto nell’intesa.

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