Blog di

di Marco Sarti

Tagli ai parlamentari? Sì, ma resta il buco nero delle spese ingiustificate

Blog post del 30/01/2012
Parole chiave: 

L’Ufficio di presidenza di Montecitorio taglia gli stipendi dei deputati. Il presidente Gianfranco Fini l’aveva promesso, è stato di parola. Una sforbiciata da 1.300 euro al mese. Circa settecento euro netti a busta paga. Tanti, pochi? Non è il caso di formalizzarsi. Il taglio c’è stato, è già una novità positiva.

Non solo. Per tutti i deputati che ricoprono altre cariche - è il caso dei presidenti di commissione - è stata prevista un’ulteriore stretta, pari al 10 per cento. «Nel momento in cui si chiedono sacrifici al Paese - ha spiegato il vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione - chi ha posizioni apicali, se vuole essere credibile, deve essere il primo a farli».

Capitolo vitalizi (per deputati e dipendenti). Archiviato il sistema retributivo, si passa al contributivo. Per carità, non c’è nulla per cui festeggiare. «Si passa al contributivo, come tutti i cittadini» scriveva questa sera il presidente della Camera Gianfranco Fini su twitter. Appunto, «come tutti i cittadini». Niente di clamoroso. Straordinario, semmai, era il sistema in vigore fino ad oggi. Ma la modifica c’è stata. Onore a chi ha preso l’impegno e l’ha mantenuto. Tanto di cappello.

Contenti i parlamentari che finalmente possono prendersi il merito di una decisione largamente condivisa (anche se qualcuno già inizia a lamentarsi). Contenti i cittadini che hanno visto riconosciute alcune richieste di giustizia ed equità. Insomma, tutti felici. Tranne i portaborse.

Già, perché a dispetto dei tagli e dei risparmi c’è una parte dello stipendio di ogni deputato - una delle più discusse - che di fatto è stata risparmiata dalla scure. Sono quei quasi 4mila euro che ogni parlamentare incassa mensilmente per le spese di segreteria. Un bonus forfettario, che non deve essere giustificato in alcun modo. Dovrebbe servire per stipendiare i propri collaboratori. Ma troppo spesso finisce in tasca al beneficiario (mentre i portaborse lavorano senza contratto e sono pagati in nero).

Qualcuno aveva proposto di confermare la somma, ma solo dietro una giustificazione della spesa. Come in gran parte d’Europa: dove gli assistenti vengono pagati direttamente dagli uffici parlamentari, a cui i deputati si limitano a trasmettere i contratti di lavoro. Niente da fare. Da noi il sistema non cambia. Da domani ogni deputato dovrà giustificare una parte di quei soldi, ma il 50 per cento della somma rimarrà “a forfait”. E, con ogni probabilità, continuerà ad essere intascato dai singoli parlamentari o dai partiti.

E i collaboratori? A breve, assicurano dall’Ufficio di presidenza, si approverà una legge apposita che ne tutelerà la professionalità e il lavoro. Per ora possono aspettare. 

Parole chiave: 
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Balotelli, accordo raggiunto tra Milan e Liverpool: sarà ceduto per 20 milioni

Raiola vola a Liverpool per discutere le condizioni contrattuali del giocatore. Lui avrebbe detto: “Questo è il mio ultimo giorno a Milanello”

Gaza, uccisi tre leader di Hamas

Hamas ha subito "il colpo più forte dalla sua fondazione", aveva detto ieri il premier Netanyahu

Bachelor of Arts in Lingua, letteratura e civiltà italiana

Il cannone che spara i salmoni oltre le dighe

I pesci le incontrano nel risalire la corrente dei fiumi. Un ostacolo spesso insormontabile. Finora
SHARE

L’app che ti permette di creare GIF da Youtube

Si chiama GIF Youtube e permette di lavorare sui video di Youtube. Noi l’abbiamo provata, su Youtube
SHARE

I lavori che in futuro lasceremo fare ai robot

L’automazione fa passi da gigante: le macchine rimpiazzeranno insegnanti, conducenti e attori?
SHARE

Il marxismo spiegato con Super Mario

Il plusvalore e l’alienazione raccontati in un simpatico video ispirato all’idraulico della Nintendo
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

La sorte degli interpreti che aiutarono gli Usa in Iraq e in Afghanistan

Gli avevano promesso il visto americano o uno Stato senza talebani. Visto come è andata, a distanza di 15 anni, non li aiuterebbero più

Il traffico delle armi nel mondo, chi compra e chi vende

La Stampa presenta un’infografica interattiva sulle armi, e gli intrecci tra i Paesi produttori e Paesi compratori

La decapitazione di James Foley e la difficoltà delle scelte editoriali

Il video dell’esecuzione è nella scia degli orrori della rete: le immagini sono sconcertanti e ci interrogano sui limiti della censura e della pubblicabilità