Goldman Sachs non farebbe gli interessi dei clienti, bella scoperta

Fabrizio Goria

Greg Smith lavorava a Goldman Sachs. Era un executive director e capo della divisione US equity derivatives nell’area EMEA (Europa, Medioriente, Africa). Ha deciso (o è stato licenziato?) di lasciare la più celebre banca d’investimento statunitense. E lo ha fatto scrivendo un op-ed sul New York Times. Smith evoca lo spettro dell’avidità, che avrebbe traviato tutta Goldman Sachs. Le sue accuse sono tanto pesanti quanto scontate. In sostanza, la banca non farebbe gli interessi dei clienti. Bella scoperta.

La recente storia di Goldman Sachs è contrassegnata da episodi di dubbia moralità. Come non ricordare le Collateralized debt obligation (Cdo) di Fabrice Tourre, costruite insieme a John Paulson, fondatore dell’omonimo hedge fund. Sono casi in cui l’asimmetria informativa tra il cliente e la banca raggiunge livelli incredibili. Ma non è nulla di nuovo. O meglio, non è nulla che non sia già stato prezzato dagli operatori di mercato. Nella giungla che è l’investment banking mondiale, tutti sanno che c’è qualcuno pronto a farti le scarpe, non ad aiutarti. E poco importa del fatto che si tratti di un cliente privato o un fondo sovrano. Il concetto di base è monetizzare, creare profitto, aumentare il portafoglio. Il tutto per gongolare con gli incentivi di fine anno. Un trend quest’ultimo, che a Wall Street come nella City o in qualsiasi altro hub finanziario mondiale, è legge. O meglio, era. Sì, perché il deleveraging bancario iniziato dopo il fallimento di Lehman Brothers passa anche dal taglio degli incentivi. Con buona pace dei banker.

La vicenda di Greg Smith però è interessante sotto un altro punto di vista. Lo smacco subìto da Goldman Sachs non è irrilevante. Anzi. Per tutta la mattina, nelle sale operative e negli uffici delle banche, non si è fatto altro che parlare della lettera. Per la prima volta un dipendente della regina di Wall Street racconta (nemmeno troppo nel dettaglio, fra l’altro) che l’interesse della banca non è quello dei clienti. Delle due l’una: o Smith è stato colto da un’irrefrenabile spinta etica e moralista o Goldman Sachs voleva che si sollevasse il polverone. Chissà cosa dirà Richard Siewert Jr., il consulente del Tesoro americano appena assunto da Goldman come Global Head of Corporate Communications. Per la serie, revolving door. 

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

Comments

Luciano Golino's picture
Inviato da: Luciano Golino
15 March 2012 - 00:20

scorrendo l'internet, mi accorgo che chi parla "consapevolmente" di finanza perchè - appunto - la frequenta e la conosce, ha assunto un atteggiamento estremamente freddo, distaccato e compassato alle parole (gravi) di Greg Smith. Sarà davvero l'acqua calda, ma è sempre più importante che si diffonda la convinzione che *qualcosa* va cambiato in questo modo di fare finanza. Forse la finanza non è un male-di-per-sè (come molti Giacobini si affrettano a bollare) ma di certo va rifondata su basi concrete.

Perchè se "sua maestà" GS è la Regina del Male, inevitabilmente anche l'ultima banchetta retail in fondo a destra tenta di imitarla malamente diffondendo capillarmente il "cattivo verbo" (di cui la gente NON ha bisogno, nel modo più assoluto).

Danilo1's picture
Inviato da: Danilo1
14 March 2012 - 20:21

Fabrizio, stia tranquillo, l'articolo è buono e ben scritto.

Fabrizio Goria's picture
Inviato da: Fabrizio Goria
14 March 2012 - 16:29

Caro Guglielmo, ma ha mai letto un mio articolo? Prima di insultare, provi a farlo. Poi ne riparliamo.

giulio's picture
Inviato da: giulio
14 March 2012 - 16:09

- inglese + italiano, grazie

Guglielmo's picture
Inviato da: Guglielmo
14 March 2012 - 15:05

Lei capisce di finanza come un idraulico di neurochirurgia. L'informazione economica è altrove, ma ad anni luce di distanza.

Marco Bo''s picture
Inviato da: Marco Bo'
14 March 2012 - 20:02

Sig.Guglielmo,

mi rivolgo chiedendoLe ragguagli circa la situazione all'interno di GS e se gentile un suo outlook sulla situazione macroeconomica mondiale. Non voglio assolutamente difendere il sig.Goria che personalmente non conosco, ma che da prova nei suoi articoli di conoscenza della materia. Pertanto non trovo corretto il suo 'apostrofo' alla persona, in aggiunta nascondendosi dietro a un nome che magari risulta pure fittizio.
Marco Bo'

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
14 March 2012 - 14:56

Bella scoperta? Bel commento... Diciamo che tanta banalità potevate risparmiarvela. Se si passa dai "si dice", a un'accusa pronunciata da una persona in carne e ossa, forse bisognerebbe riflettere un po' di più e magari argomentare le proprie battute.... Si sapeva.... c'è da non crederci!

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