Blog di

di Adriano Solidoro

Le Torre Galfa d'Europa, buone pratiche di sussidiarietà.

Blog post del 16/05/2012

L'occupazione abusiva del grattacielo milanese da parte del collettivo Macao era un'azione illegale e lo sgombero effettuato ieri dalla polizia ne è stato l'inevitabile epilogo.

Quindi questione chiusa?

Pare proprio di no.

Le domande che sono emerse, per la politica e per la città e a cui dover dare ancora risposta sono molte. La discussione ancora molto accesa. Ed è utile che sia così.

Foto connyrusso

Il giorno dopo lo sgombero sembrano tutti scontenti. Senz'altro lo sono quelli del collettivo Macao e simpatizzanti, che dopo tanto lavoro (di pulizia, progettazione, comunicazione) vedono infranto il loro sogno di uno spazio per una creatività svincolata dalle leggi di mercato.

Scontenti sono anche i legalitari di destra e di sinistra che nonostante l'avvenuto sgombero denunciano tentennamenti e cerchiobottismo del sindaco Pisapia. 

E scontento è forse anche Pisapia stesso, che ha visto spaccarsi la maggioranza 'arancione' tra favorevoli e contrari all'occupazione.

Alla fine, Pisapia ha estratto dal cilindro una soluzione per il collettivo Macao: uno spazio nei locali dell'ex Ansaldo.

Promettendo anche due cose:

  1. che ciò avverrà in tempi brevi, "fra poche settimane, anche prima";
  2. che verrà svolta attività di “pressione” sulle proprietà private di spazi abbandonati.

Bene. Bravo. Bis.

Foto connyrusso

Senonché, la questione Torre Gualfa non è questione solo di spazi. 

E infatti, svanito in una frazione di secondo l'effetto stupore, per l'arrivo di domande e polemiche il tempo di attesa è stato impercettibile: è giusto premiare con una sede chi occupa? Quale sarà la strada per spostare il collettivo? Un bando o l'assegnazione diretta? Saranno rispettate le regole dei bandi? E delle procedure?

In molti hanno approcciato la questione come un problema di regole. Regole e legalità, sono state tirate in ballo più volte e da più parti. Come è ovvio. Come è giusto. 

Eppure Macao non è un'occupazione qualsiasi e neppure una qualsiasi associazione che chiede spazio al Comune. 
Dietro l'occupazione di un monumento allo spreco di 31 piani, c'era, forse, anche un tentativo di dialogo diverso da quello tante volte sperimentato in passato da altri occupanti abusivi. Sì, certo, magari con posizioni rigide e posizioni assolutistiche da parte di alcuni. “Non vogliamo nessuno rapporto con le istituzioni”, ho registrato affermazioni di questo tono quando ho fatto visita alla Torre nei giorni dell'occupazione, tuttavia quello che mi è saltato agli occhi è stato sopratutto il tanto impegno e le tante competenze. Non c'era la logica antagonista di alcuni centri sociali. C'era al contrario apertura a tutti, e partecipazione alla vita del quartiere. Macao proponeva (proporrà?) "tavoli di lavoro", laboratori di economia, politica e riciclo aperti a tutti, anche uno sugli orti urbani, grazie al contributo del quartiere. Fra gli obiettivi, per esempio, quello di avviare un processo per valorizzare un luogo abbandonato per restituirlo a tutta la città.

Foto connyrusso

Pur nella consapevolezza che undici giorni, la durata dell'occupazione, sia un tempo troppo esiguo per una valutazione corretta, si può però ipotizzare che nessun bando potrebbe rigenerare questa esperienza.

Perché legalità e regole sono indispensabili, ma da sole non bastano.

Sono il punto di partenza da cui poi si deve arrivare a soluzioni che tengano conto della complessità e degli interessi in ballo, che non sono solo quelli di un gruppo di “creativi” (termine di per sé scivoloso), ma di aree urbane, di comunità e della città tutta.

Anche chi fortemente critico con l'occupazione, e con il modo in cui è stata gestita dalla giunta comunale, ha sottolineato infatti come la conflittualità innescata da questa iniziativa possa essere benefica per la città per le domande che sono state sollevate (mi riferisco, per esempio, alle diverse dichiarazioni di Carlo Masseroli, capogruppo del Popolo delle Libertà a Milano, e del post sul suo blog qui su Linkiesta).

Quali possono essere queste soluzioni allora?

Giangiacomo Schiavi sul Corsera del 16 maggio suggerisce per esempio quelle adottate in passato da altri sindaci, come Aniasi. Occupazioni autorizzate con il patto di sistemare l'area e i locali e garantire una corretta gestione, in questo modo il Comune lascia in uso uno spazio altrimenti destinato al degrado. Senza occupazioni abusive, ma rispettando le regole e la legalità.

Altre riflessioni ci vengono dall'assessore alla Cultura Stefano Boeri, che pur non condividendo l'azione dell'occupazione abusiva riconosce l'opportunità che può venire dal non soffocare le forme di autogestione fatte di energie costruttive, creatività, innovazione, evitando le semplificazioni e gli schematismi assoluti su ciò che è legale e ciò che non lo è e guardando ai contenuti.

Il sostegno chiaro al collettivo Macao da parte dell'assessore Boeri ha generato polemiche, certo, ma il suo sottolineare che la creatività nasca spesso in luoghi non totalmente regolati “dai muri di periferia ai sottoscala” offre spunti di riflessione interessanti e dovuti. 

Il modello che ha in mente Boeri è quello di città come Londra o Berlino, dove gli edifici abbandonati, anche privati, possono essere affidati agli artisti, con la vigilanza delle amministrazioni o di “New York dove c'è una associazione nata occupando abusivamente spazi vuoti, che ora collabora con l' amministrazione Bloomberg, che non è certo di sinistra”.

Certo le “buone pratiche” internazionali, anche quelle eccellenti, non sono sempre trasferibili, non sono ricette che vanno bene per tutti e per ogni città, come differenti sono le comunità per natura e obiettivi. Esperienze come quelle di ufaFabrik a Berlino, o di Gängeviertel ad Amburgo, o di altre significative di Amsterdam e dell'Aia non è detto che siano replicabili a Milano. Il comune denominatore tuttavia è quello di esprimere innovazione in sistemi locali, offrire discontinuità al contesto introducendo nuovi significati e modi di fare le cose, collaborare e condividere spazi laddove l'utilizzo individuale di solito prevale.

Anche offrendo servizi alla cittadinanza. Culturali, ambientali ma anche sanitari. Secondo il principio di sussidiarietà, quel principio regolatore tale per cui se un ente che sta "più in basso" (un collettivo, un associazione di quartiere) è capace di fare qualcosa (fornire luoghi di aggregazione al quartiere, recuperare aree dismesse, organizzare attività culturali e formative), l’ente che sta "più in alto" (il Comune) deve lasciargli questo compito, anche sostenendone eventualmente l’azione.

Quindi regole e legalità, ma anche molto studio di buone pratiche e della loro possibilità di declinazione, affinché la città, e la politica, possano essere "comunità di apprendimento", nella realtà e per le persone, oltre gli steccati ideologici.  

 

COMMENTI /

Ritratto di lucianopontiroli
Mer, 16/05/2012 - 21:48
lucianopontiroli
Signor Solidoro, il punto è che nessun individuo o gruppo sociale, più o meno organizzato, ha il diritto di appropriarsi di ciò che è di altri. Che la "torre Galfa" sia un monumento allo spreco - come Lei ritiene - è opinabile, vorrei capire se lo era all'origine o lo è diventata nel tempo (come molte altre cose realizzate allora): ma, anche se fosse legittimo valutarla in codesti termini, resta il fatto che i partecipanti all'okkupazione non hanno titolo alcuno ad erigersi a vendicatori di una perduta sobrietà. Signor Solidoro, le "buone pratiche" non implicano la prevaricazione: dire che "se nessuno ci dà gli spazi ce li prendiamo" (come si è sentito ieri sera su Rai Tre) è pura arroganza, ancorché si invochino nobili finalità.
SHARE
Ritratto di Adriano Solidoro
Mer, 16/05/2012 - 22:51
Asolidoro
gentile lucianopontiroli, "se nessuno ci dà gli spazi ce li prendiamo" non è certo da me condiviso, e non credo nemmeno di aver espresso sostegno all'occupazione di proprietà private ma anzi di aver sottolineato diverse volte l'imprenscindibilità di legalità e regole. Semmai dico che queste da sole non possono bastare a trovare le soluzioni necessarie alla città, che oltre a luogo di inalienabili proprietà private è una comunità.
SHARE
Ritratto di daria
Dom, 20/05/2012 - 12:49
daria
Credo che sia purtroppo troppo facile in momenti come questi dire l'occupazione e' sbagliata. E' chiaro a tutti quanto sia necessario rispettare le regole per il bene comune, per vivere e costruire quella che dovrebbe essere una societa' civile. Credo che ora pero' sia giunto il momento di domandarsi altro: in che modo possiamo indirizzare questi stimoli creativi che nascono in canali paralleli? e' giusto strozzarli con l'importanza delle regole o forse dovremmo fermarci riflettere e trovare insieme una soluzione migliore per la nostra societa'..approfittare di queste energie e del pathos innovativo per uscire dalla crisi del pensiero unico e del cervello atrofizzato. Ascoltiamo e recuperiamo insieme la forza di parlare e le aree abbandonate delle nostre citta'. Insieme collaborando e confrontandoci.
SHARE
Ritratto di Adriano Solidoro
Gio, 31/05/2012 - 17:42
Asolidoro
Daria, grazie per il commento. L'intento è proprio quello, di chiedersi "in che modo possiamo indirizzare questi stimoli creativi"? e l'augurio è che solo chiedano tutte le parti in gioco. nessuna esclusa.
SHARE
Ritratto di Adriano Solidoro
Gio, 31/05/2012 - 17:42
Asolidoro
Daria, grazie per il commento. L'intento è proprio quello, di chiedersi "in che modo possiamo indirizzare questi stimoli creativi"? e l'augurio è che solo chiedano tutte le parti in gioco. nessuna esclusa.
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Proiettile vagante negli Usa, muore una bambina

A Baltimora una bimba di tre anni è rimasta uccisa mentre si trovava nel portico di casa, testimoni riferiscono di una sparatoria poco lontano

Pantani «costretto a bere cocaina»

La nuova ipotesi di inchiesta condotta dalla procura di Rimini vorrebbe il ciclista picchiato e costretto ad assumere droghe

Esplosione in una fabbrica cinese: oltre sessanta vittime

Esplora il significato del termine: a Zhongrong Metal Products Company produce ruote in lega leggera per le case automobilistiche americane

Un video mostra come la tecnologia tende a isolarci

Utilizzando smartphone, tablet e quant’altro rischiamo di sconnetterci dal mondo reale
SHARE

Come sarebbe la pubblicità se dicesse sempre la verità

La versione “onesta” degli slogan pubblicitari di alcuni dei marchi più conosciuti al mondo
SHARE

Un video spiega quali elettrodomestici consumano di più

Una guida utile per provare a gestire al meglio i consumi delle nostre abitazioni
SHARE
Messaggia che ti passa

Trucchi e suggerimenti per usare al meglio WhatsApp

whatsapp
Per non perdersi proprio nulla, ora che se ne parla tanto dopo l’acquisto da parte di Facebook
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Un’operazione di “penis enlargement” su cinque nel mondo si effettua in Germania

Gli interventi sono oltre 2.700 sui 15mila nel mondo. Queste operazioni, che costano 10mila euro, sono in costante aumento

India, donne del villaggio picchiano due uomini fermati prima di uno stupro

Il video. Secondo il Times of India, nel Paese ci sono due stupri ogni ora

Perché le donne imprenditrici sono più felici degli uomini imprenditori

La strada per loro potrebbe essere più lunga, ma una volta raggiunto l’obiettivo il gentil sesso vive questa condizione meglio dell’uomo