Ma gli uomini come fanno a resistere? Il sequel

Chiara Fornari

Posso? Mai avrei detto che un post del genere avrebbe sollevato tanto interesse, sdegno, divertimento, polemiche, consensi, critiche e “Mi piace”.
Credo di aver involontariamente aperto un vasone di Pandora, pieno di uomini, mariti e papà, assetati di sangue e vendetta. 
So che molti di quelli che mi hanno letto, non tutti per carità, si sono ritrovati nelle mie parole e hanno ripensato a tutte le discussioni e le liti senza capo né coda della loro vita che avrebbero potuto evitare e che soprattutto non hanno mai capito veramente.

Un vaso di Pandora che ospita anche, per mia fortuna, qualche donna un po’ autoironica.
E va bene, non parlo per tutte, parlo per me, la smetto…

Non è vero.

Mi hanno dato della qualunquista, di quella che “sminuisce il genere a causa della propria insicurezza”, mi hanno fatto i complimenti, mi hanno scritto persone che non conoscevo.
In questi due giorni onestamente mi sono arrovellata sul perché un argomento tanto banale abbia suscitato tanto clamore.
Ma dove si nasconde normalmente questo esercito di uomini bistrattati che si è levato al mio richiamo? Anni di soprusi da sindrome premestruale vi hanno ridotto al silenzio? O finora avete avuto paura che se foste stati voi, e non una donna, a dire quello che ho detto, sareste stati messi al bando e accusati di maschilismo?

Perché dire che spesso noi donne siamo vittime delle nostre stesse frustrazioni è tanto strano?
Ditemelo voi. Va bene la storia del QI, saremo anche più intelligenti e multitasking, ma dobbiamo anche imparare a prenderci un po’ meno sul serio.
Forse siamo già arrivate al punto di aver imbavagliato gli uomini e averli messi a tacere senza nemmeno essercene accorte.
Potrebbe essere, in effetti, che il genere maschile nel suo complesso (giusto per generalizzare ancora un po’) abbia talmente tante colpe nei nostri confronti che, a nessun portatore dei cromosomi XY, è più consentito fare pubblicamente commenti anche solo lievemente offensivi nei nostri confronti. Ed è proprio così, storicamente ci hanno trattato così tanto male che adesso non possono più rivendicare nulla. Non vorrei che per una storica abitudine ad essere e a fare le vittime nei rapporti di coppia ci stessimo trasformando in carnefici, senza neanche accorgercene.

Rimane il fatto che una parte di me non è affatto contenta che il mio post più letto della storia sia un pezzo dove critico il genere a cui appartengo, anche perché non era mia intenzione fare una critica sterile ma volevo e voglio porre l’accento sul fatto che forse dobbiamo ritrovarci, capirci e trovare il modo di parlare la stessa lingua, se un modo c’è.

Nel mio post precedente, ho solo scritto, in due parole, che spesso e volentieri le donne sanno essere assai petulanti - con l’età si peggiora molto - e che questo loro essere pesanti, (Solo io? Sicure?) quasi sempre, non da alcun valore aggiunto alla comunicazione uomo-donna.
L’ho scritto e lo sottoscrivo, se potessi a volte mi ficcherei da sola un tappo in bocca.
Se capita solo a me, se solo io molte volte scambio mio marito per il capro espiatorio di tutte le mie frustrazioni fatemelo sapere, significa che è davvero giunto il momento di farmi delle domande e di farmi dare delle risposte…serie, da uno bravo.
Questo non significa che non dobbiamo smettere di provare a parlarci, anche se non sempre la comunicazione va a buon fine. Sarebbe bello davvero se, come mi hanno scritto alcuni, fosse sufficiente volerlo, per fare andare bene le cose.

Stare insieme, parlarsi, richiede tempo, cura, affetto ma anche la consapevolezza che non sempre capirsi viene naturalmente e soprattutto che con il passare degli anni è necessario trovare del tempo da ritagliarsi in due, al solo scopo di parlare. Sbaglio?

Chi non ha figli probabilmente non sa nemmeno che cosa sto dicendo ma, vi assicuro, che con i bambini piccoli persino trovare il tempo per rivolgersi la parola è un’impresa.
A volte la vita, purtroppo più spesso di quanto vorremmo, ha il sopravvento su tutto, riesce a distruggere anche il castello di affetti che ci sembrava più saldo, semplicemente perché trascuriamo ciò che per abitudine o stanchezza abbiamo erroneamente deciso di dare per scontato.
È bello darsi per scontati, lo so. È stupendo, certe volte, alla sera, guardarsi negli occhi, sorridersi e con uno sguardo raccontarsi le fatiche di una giornata, sapere che tutto il tuo mondo è in quella stanza, è bello crollare addormentati nello stesso letto sapendo di aver lottato tutto il giorno per arrivare a quel momento. È stupefacente ricordarsi, tutti i giorni, che qualcuno ha scelto proprio te, te e nessun altra o altro.
È meraviglioso, ma non basta. Per stare insieme, per continuare ad amarsi, ci vuole di più, bisogna fare anche fatica, diciamocelo, come per tutte le altre cose.
Perché facciamo di tutto per trovare una persona da avere accanto per la vita e poi ci permettiamo il lusso di trascurarla? Di trattarla male?
Lo sappiamo tutti perché e le chiacchere qui stanno a zero.

È perché ci sbagliamo, perché siamo umani, uomini e donne, in questo tutti uguali, ugualissimi.
Forse la soluzione è davvero semplice.
Banale, banalissimo: impegno.
Forse, ma io non ci credo.
Per questo ci aggiungo sempre un po’ di sano senso dell’umorismo.
Non prendiamoci e non prendetemi troppo sul serio, non c’è tempo.

 

: comunicazione / donne / Easybaby / uomini

Comments

MARTINAS's picture
Inviato da: MARTINAS
18 July 2012 - 21:48

Per me hai perfettamente ragione, siamo tutte uguali, i nostri mariti sono i nostri pungiball, ci ascoltano con estrema pazienza, sempre (ogni mese puntuali!) e ci consigliano sempre. Il mio poi ha capito che è bene darmi sempre ragione in certi casi. Siamo terribili, tutte, chi più, chi meno. E sono anche convinta che se non sei sposata e non hai figli non entri in questo delicato meccanismo di sfogo e supporto..
w i mariti e w te che hai il coraggio di scriverlo! ;)

Chiara Fornari's picture
Inviato da: Chiara Fornari
18 July 2012 - 22:44

W noi che sappiamo volerci bene e farci volere bene, così come siamo! :-)

 

Barbara's picture
Inviato da: Barbara
18 July 2012 - 18:00

Nel mio passato ci sono i "gruppi di autocoscienza" che ogni femminista conosce bene. Avevo 18
anni, e i tempi erano diversi: non c'era internet nè i cellulari, e ci si riuniva e si parlava, si discuteva, magari finendo per non approdare a nulla, ma intanto ci si confrontava e ci sentivamo vicine le une alle altre. Ci accomunavano le grandi battaglie del divorzio, dell'aborto, battaglie di civiltà e direi quasi sempre portate avanti con molta correttezza anche nei confronti di chi non la pensava come noi. Il tempo passato non ha salvato molto di tutto questo. La comunicazione spinta in realtà risulta molto meno efficace che una bella "tavola rotonda" con le persone sedute fisicamente a scambiarsi opinioni.Non sono una di quelle che rimpiange i propri 19 anni, non ci tornerei per tutto l'oro del mondo, troppo faticosi in un momento in cui emanciparsi per una donna era ancora difficile. Ma se molte cose sono cambiate alcune sono rimaste quasi intatte e una di queste è una certa tendenza alla "lamentosità" che un pò ci accomuna tutte. Lo dico con affetto e riconoscendomi in parecchi atteggiamenti. Quanto a loro, i signori uomini, sono forse cambiati, nel corso degli anni, meno di noi a mio avviso, tuttavia il nostro cambiamento non si può dire che sia stato sempre positivo.

Ilaria's picture
Inviato da: Ilaria
18 July 2012 - 10:50

Non avevo letto il precedente articolo, ma ho recuperato. Secondo me hai ragione, su tutto. Invece di fare monologhi con il proprio compagno, dovremmo fare più dialoghi con noi stesse. Spesso (purtroppo) sento uscire dalla mia bocca frasi inaciditesi in testa ancora prima di finire di pensarle. Mi chiedo cosa sono diventata (o forse sono sempre stata) e cosa voglio essere. Cerco di contenermi, anche se non mi riesce sempre. Si fa del nostro meglio, via.
Comunque, sei stata onesta e te ne sono grata.

@leovesentini's picture
Inviato da: @leovesentini
18 July 2012 - 01:33

Ma non era meglio rispondere a chi ti ha preso troppo sul serio con un sano e saggio silenzio?
Non so se, per dirla alla John Gray, sia questione di Marte o di Venere. Magari le Venusiane si sono un po' troppo avvicinate a Marte, e adesso ci stanno provando gusto a far valere la, eventuale, maggior dotazione. E questo direi era il tema del primo post da SANTA SUBITO!
Nel sequel l'aggiunta del 'dare per scontato'. Non credo qui ci sia differenza di genere. Per quanto mi riguarda è il pericolo del 'perdersi di vista' che è sempre dietro l'angolo. Figli, il nuovo lavoro, il semplice cambiare. Direi la vera sfida del rapporto di coppia, scoprire e lasciarsi stupire dall'altro che cresce!
In bocca al lupo!

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