Blog di

di Valentina Ciannamea

Se non ora (a Siena) quando? Stati Generali della condizione femminile

Blog post del 28/06/2011

Sembrava che la manifestazione Se non ora quando del 13 febbraio 2011, che ha portato migliaia di donne nelle piazze di tutta Italia, non avesse prodotto risultati duraturi e invece molto continua a muoversi. Oltre alla creazione di una rete presente in tutta Italia, il comitato di Se non ora quando sta preparando un incontro a Siena per il 9 e il 10 luglio prossimi.

Gli Stati Generali della condizione femminile che si terranno nel complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, sono aperti a tutte e tutti e intende essere un incontro in cui si possa parlare a 360° gradi della situazione delle donne in Italia.

Ancora una volta si guarda al rapporto annuale Istat che ha fotografato la condizione delle lavoratrici nel 2010. Rimbalza in rete e ne ho parlato già in questo blog, ma non è mai troppo ricordare ciò che è emerso.

Questi i dati principali:

- La qualità de lavoro femminile in generale è peggiorata e sono aumentati i problemi di conciliazione tra la vita privata e il lavoro.

- Nel 2010 l’impiego femminile è diminuito del 5,6 per cento rispetto al 3,4 per cento per gli uomini, mentre è cresciuto il lavoro part time per le donne ma non per volontà, piuttosto per la mancanza di alternative e di un lavoro a tempo pieno.

- Nel 2010 è cresciuto il numero delle occupate con un lavoro che richiede una qualifica più bassa rispetto a quella posseduta, raggiungendo il 23 per cento.

- La retribuzione netta mensile per le dipendenti è inferiore del 20 per cento rispetto a quella degli uomini. In media nel 2010 una dipendente ha percepito 1.096 euro al mese contro i 1.377 euro percepiti dagli uomini.

- È maggiore il numero delle donne che soprattutto a inizio carriera ha un lavoro atipico, solo 11 donne su 100 vedono trasformare il lavoro atipico in lavoro stabile nell'arco di un anno, mentre gli uomini sono 17 su 100.

- Per quanto riguarda l'occupazione femminile l'Italia è sotto la media europea di 12 punti percentuali. Solo il 46,1 per cento delle italiane ha un’occupazione.

- Ancora più gravi i dati su maternità e lavoro. Nel biennio 2008-2009 circa 800 mila madri hanno dichiarato di essere state licenziate o indotte a lasciare il lavoro in occasione o in seguito a una gravidanza. Su 100 donne sono 51 le madri che riprendono a lavorare al nord e solo 23 al sud.

Si legge nel rapporto Istat: "I percorsi lavorativi delle donne, e soprattutto delle donne appartenenti alle giovani generazioni, sono irti di ostacoli e confermano la difficoltà di conciliare l'attività lavorativa con la vita privata, rivelando altresì gravi carenze nella tutela delle lavoratrici".

Per gli Stati generali di Siena Se non ora quando un paese per donne? la regista Cristina Comencini ha realizzato questo spot con Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini.

 

 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

tanti-figli

Piccola lezione di inglese per chi lo parla già bene

Frasi che, a prima vista, sembrano prive di senso, si rivelano corrette e con molte cose da dire
SHARE

Gli errori più comuni delle donne che tradiscono

Sarebbe meglio non farlo mai. Ma se proprio capita, questi sono i passi falsi da evitare
SHARE

Perché quando segna Ramsey qualcuno di famoso muore

È la correlazione spuria: due fenomeni del tutto slegati che presentano le stesse caratteristiche
SHARE

Quando la scuola è solo un sogno

Un’infografica interattiva mostra le differenze e gli ostacoli per l’istruzione nei Paesi più poveri
SHARE

PRESI DAL WEB

La classifica delle droghe che causano più morti in America

Le tre sostanze che causano più morti all'anno negli Stati Uniti, infatti, sono completamente legali: sono l'alcool, il tabacco e gli antidolorifici oppiacei

Studente turco espulso dall’Italia: "La soluzione è il paganesimo"

"Sono pronto a farmi esplodere davanti alle ambasciate". Per questi messaggi è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di procurato allarme