Blog di

di Leonard Berberi

L'accusa degli studiosi: "Il presidente palestinese? Un negazionista"

Blog post del 29/04/2011

Mahmoud Abbas è un negazionista? L’accusa, grave, tira in mezzo nientemeno che il presidente dell’Autorità nazionale palestinese. E mette il politico nella stessa categoria dei vari David Irving e Mahmoud Ahmadinejad. Proprio in un momento delicato per i palestinesi, a pochi giorni dalla firma dello storico accordo di riconciliazione tra Fatah e Hamas.

E allora. Scrivono gli studiosi del Center for Near East Policy Research che in una sorta di dissertazione di dottorato, Abbas ridimensiona – a tratti nega – le proporzioni dell’Olocausto. Il presidente dell’Anp, accusa il direttore del centro, David Bedein, «riduce il numero delle vittime e accusa il Sionismo di aver collaborato con i Nazisti».

Il documento firmato da Abbas sarebbe stato ultimato nel 1982 in una università sovietica e pubblicato nel 1984 con il titolo «L’altro verso: la relazione segreta tra Nazismo e Sionismo». «Se è ragionevole pensare che il numero delle vittime di religione ebraica durante l’Olocausto abbia raggiunto i sei milioni – ha scritto nel documento Abbas – è altrettanto probabile ritenere che il loro numero non superi il milione». E ancora: «Sembra che l’intenzione dei Sionisti sia quello di ingigantire il numero delle vittime per poi trarne il maggior vantaggio possibile sul fronte dei consensi internazionali».

Quindi l’argomento più scottante: quello della collaborazione. «C’è stata una partnership tra i Nazisti di Hitler e la leadership del movimento Sionista. Sono stati questi ultimi a dare il permesso a ogni razzista nel mondo, a partire da Hitler, di trattare gli ebrei come loro meglio preferivano. Così da garantirsi il flusso d’immigrazione verso la Palestina». Insomma: secondo Abbas, l’Olocausto sarebbe stato organizzato anche grazie al Sionismo.

COMMENTI /

Ritratto di altrocampo
Ven, 29/04/2011 - 22:20
altrocampo
Se si tratta di una dissertazione di dottorato citerà ovviamente numerose fonti a sostegno della propria tesi. Si ha qualche notizia a proposito?
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Ritratto di Leonard Berberi
Sab, 30/04/2011 - 02:56
LBerberi
<p>Nella sua tesi lui cita parte degli studi di Raoul Hilberg. Per&ograve; dicono gli studiosi che il professor Hilberg - a differenza di quanto scrive Abbas - non ha mai ridimensionato i numeri dell&#39;Olocausto.</p>
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Ritratto di Lucio D&#039;Amico
Sab, 30/04/2011 - 08:58
Lucio D'Amico
Nulla di nuovo. La tesi di laurea con cui Mahmoud Abbas sostanzialmente nega l'Olocausto, fa il paio con la tesi non infondata secondo cui "Abu Mazen" sia stato l'ispiratore della strage di Monaco del 1972. Senza dimenticare che il capo di Ramallah ha inaugurato di recente in questa città un monumento intitolato a Dalal Al-Mughrabi, che per chi non lo sapesse è la terrorista responsabile del "massacro della strada costiera", in cui persero la vita 38 civili israeliani (tra cui 13 bambini) e 71 rimasero feriti. Negazionismo o no, è un delinquente della peggiore specie, che si compiace di esserlo. Aveva ragione la Fallaci: non esistono terroristi moderati e terroristi integralisti. E' una nostra invenzione architettata per metterci in pace la coscienza.
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Ritratto di falecius
Lun, 02/05/2011 - 10:50
falecius
Ci fu un accordo tra autorità sioniste di Palestina e Germania nazista per favorire l'emigrazione di ebrei tedeschi in Palestina, ben prima della guerra e della Shoah. Ne scrive dettagliatamente Tom Segev, che certamente non è un negazionista, e la cosa mi risulta abbastanza ben nota. Questo non significa che le autorità sioniste amassero il nazismo, in generale (tranne qualche esaltato del Betar, ma anche per quelli durò molto poco) e la documentazione citata da Segev mostra molto bene il disgusto provato da Ben Gurion nel dover trattare con loro. Quello che emerge è che il movimento sionista traesse vantaggio dalla difficile situazione degli Ebrei d'Europa - il che è ovvio, dato che la difficile situazione degli ebrei d'Europa era la stessa ragion d'essere del sionismo. Se un partito antisemita saliva al potere in Europa, per le tesi sioniste era in qualche modo una conferma. La frase sul numero di vittime è certamente discutibile, specie in uno studio storico ("è ragionevole pensare che panser che fossero un milione, o che ne fossero sei"... è un come dare numeri al lotto, direi). Per non parlare dei quel "religione ebraica" (sarebbe da vedere l'originale) ma proprio non coglie il punto: i nazisti perseguitarono e sterminarono su base raziale e non religiosa. Uno poteva essere completamente ateo, ed essere comunque ebreo per la legge del Reich e trattato di conseguenza. Però quella affermazione non è "negazionista" in nessun senso normale del termine. E comunque, trovo piuttosto normale che un esponente di rilievo dell'OLP nei primi anni Ottanta faccia ricerca cercando di smontare quelle che erano (e sono) percepite come le basi di legittimazione morale dello Stato di Israele, (in un momento in cui il conflitto tra Israele ed OLP era particolarmente aspro - e stiamo parlando di un momento in cui dal governo israeliano uscivano affermazioni per cui "Treblinka" era l'unica alternativa all'invasione del Libano e Arafat era espressamente definito "peggiore di Hitler") a prescindere dal fatto che il risultato sia molto probabilmente della cattiva storia.
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Ritratto di molly
Dom, 05/08/2012 - 10:08
molly
Considerando la superiore considerazione di se stessi che gli ebrei hanno acquisito nei confronti dei non ebrei attraverso gli inegnamenti del Talmud, è facile capire che secondo gli ebrei talmudisti, il valore della morte di un ebreo corrisponde,a quella di centinaia di non ebrei. Secondo l'ottica talmudica quindi attribuire il numero di milioni alle vittime ebree è un modo per onorarne ed esaltarne la memoria.
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