Blog di

di Massimo Nunzi

Ares oltre gli Area

Blog post del 27/05/2012

foto di Roberto Masotti

Molti anni fa Ares Tavolazzi,  con gli Area,  suoi amici e compagni di viaggio,
aprì strade diverse  e sintetizzò un nuovo tipo di musica, aspra e trasgressiva,
modernissima e di avanguardia, molto politicizzata ed estremamente originale.

Finito il periodo del gruppo, funestato dalla morte precocissima di Demetrio Stratos,
Ares è tornato nei ranghi del Jazz e ha elaborato un suo percorso,
per certi versi molto lontano dai luoghi della sua gioventù.


foto di Roberto Masotti

Dove sta ora Ares Tavolazzi?

Più o meno, qui....

Il primo suono che ricordi

Il primo suono che ricordo è la chitarra che mio padre suonava spesso in casa,
di solito musica napoletana e canzoni di quell'epoca, anche qualche brano sudamericano.
 

L'ultimo che ti ha colpito e emozionato

Il suono di Jimmy Garrison in alcuni video con Coltrane visti ultimamente,
eccezionale!

 

Il basso, il contrabbasso, il trombone, sei un low profile man?

Si amo le frequenze basse, le trovo molto più ricche di armonici naturali udibili.


La danza si percepisce nei tuoi brani e col tuo fisico avresti potuto ballare..
quanto conta nella tua ispirazione il corpo in movimento?


Ballare mi piace molto, non balli canonici,
ma il movimento naturale  del corpo mi dà molta gioia,anche mentre suono.

Suonare ti dà piacere fisico?

Sì, il mio corpo ne trae beneficio, a patto che non sia in tensione.
E questo è un lavoro interessante.



Suonare ti dà piacere intellettuale?

Sì, per me è un piacere quando la mente lavora in tempo reale
attraverso le strutture armoniche, ed ogni volta il percorso del pensiero è diverso.
Trovo meraviglioso il fatto che una frazione di secondo prima di eseguire una nota,
non ho affatto idea di quale sarà.

Che altro vorresti saper suonare bene?

Mi piacerebbe saper suonare meglio il pianoforte,
mi piacciono le voci degli accordi che si muovono
e la possibilità di suonare una melodia unita all'armonia.
Ogni tanto mi ripropongo di mettermi a studiarlo seriamente,
ma poi si sa come vanno le cose, la pigrizia, il tempo,ecc...

Quanto studi al giorno e che suoni preferibilmente?

Di solito suonicchio, ma studiare non è il mio forte, anche se spesso
analizzo i soli che mi interessano.
Passo comunque qualche ora al giorno sullo strumento
e mi piace lavorarci con un pò di liuteria fai da te.

Componi al piano o alla chitarra o al basso?

Dipende, di solito uso il pianoforte, specialmente per il teatro,
ma compongo  anche con il contrabbasso ed il basso elettrico.
La chitarra è ormai un ricordo.

Sei uno che lavora di notte o sei un mattiniero?

Mi alzo molto presto, quando non ho suonato la sera precedente.
Al mattino ho le idee più chiare.

Quanto il tuo immaginario musicale deve al teatro?

Non so se il mio immaginario deve qualcosa al teatro,
ma mi piace molto scrivere musica dopo aver letto un testo teatrale
ed aver assistito a qualche prova, stimola un'altra parte di me
musicalmente più semplice ma più intensa e legata ad una immagine precisa.

 



Quando eri ragazzo c'era un'altra atmosfera nei locali, ti manca qualcosa del tuo passato?

Naturalmente mi mancano molte cose, la curiosità
e l'entusiasmo del pubblico e la semplicità delle persone in generale,
mi sembra che adesso tutto sia finalizzato all'apparire più che all'essere.
Locali come il Capolinea a Milano, gestiti da persone che avevano
passione per il jazz e che rischiavano in proprio per portarli avanti.

Con Don Cherry e Steve Lacy hai suonato in contesti
di musica libera ma non ti sei mai fatto catalogare in qualche categoria specifica..
perché?


Nella mia vita ho suonato di tutto, a volte anche cose che non mi piacevano,
per bisogno,ma sempre con passione per il mio lavoro.
Evidentemente questo mi ha portato ad essere per così dire "eclettico"
e curioso verso gli altri musicisti ed a provarci in continuazione.
Con il tempo ho avuto la possibilità di fare scelte
che vanno verso ciò che più mi piace fare e cerco di perseguirlo.
Il trio comunque è la mia dimensione ideale.
 



Come stai adesso? come vivi la tua giornata di compositore ,
musicista e uomo?


A dire la verità, ho perso un pò l'interesse nei confronti della composizione,
preferisco suonare su cose già esistenti e sicuramente molto più interessanti.
Come musicista e uomo, cerco di vivere questi tempi difficili,
cercando di capire chi sono ora, attraverso il rapporto con le persone
a me più care ed a quello con i miei allievi,
il più onestamente possibile.
 



Che stai preparando?

Non ho progetti a breve termine, cerco di suonare il più possibile
e sono in contatto con alcuni bravi e giovani musicisti
che mi danno stimoli nuovi,vedremo.

Dicci che pensi della situazione italiana e che cosa prevedi...
se ti va.


All'ultima domanda preferisco non rispondere.

 

 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Dom, 27/05/2012 - 14:34
Favolosa umiltà.
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