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di Massimo Nunzi

E se invece dei calciatori scioperassero i musicisti?

Blog post del 29/08/2011

E se invece dei calciatori scioperassero i musicisti?
 

 

Avremmo di certo molti problemi a farlo sapere,
anche perché voi ascoltatori, in realtà ci percepite poco come categoria.


Eppure noi musicisti, se ne avessimo la forza e la capacità, avremmo molti motivi
in più dei giocatori per scioperare.

Ho chiesto a vari colleghi cosa ne pensassero e le risposte sono state varie.


Molto alta la percentuale di insoddisfazione,
poiché la problematica più percepita è la mancanza di rispetto.

In effetti un ottimo luogo su cui sfogare la propria rabbia
sono alcune trasmissioni di “musica” come X Factor e Amici .


Sono trasmissioni vissute molto male dai veri musicisti,
quelli che studiano tutta la vita per intenderci;
essi vedono svilito un percorso di vita, fatto di rinunce e sacrificio,
a una comparsata televisiva, che dona istantanea visibilità
a chiunque abbia il fegato di sbraitare qualcosa.




In realtà, quello che secondo me si è perso,
è il rispetto per una categoria che, attraverso una televisione
sempre più sensazionalistica e piena di “trucchi”, propone un’immagine falsata della realtà.

Sono molti i “personaggi”, direi che sono sempre di più..
e se non sei un personaggio, non”buchi” il video.



Inizio io questa serie di risposte alla domanda:

“Perché i Musicisti dovrebbero scioperare"

(Metterò solo il nome di battesimo degli intervistati).

Massimo
La specificità tecnico esperienziale che porta a dominare uno strumento musicale
richiede almeno 15 anni di durissimo lavoro quotidiano.
Tale competenza non è riconosciuta.
Per Legge, come si fa ad esempio in Inghilterra,
i musicisti devono essere impiegati nei luoghi di intrattenimento.
Ad esempio, nel West End, i musicisti suonano dal vivo le Medley
delle musiche dello Spettacolo.
Per Legge devono suonare un certo numero di Orchestre Classiche e,
sempre per Legge, i Musicisti si riuniscono in una Guild,
una lega che garantisce uno standard di base alle loro prestazioni.
In Italia siamo nel Far West.
Se non ci uniremo, alcune musiche scompariranno come l’Opossum…
chi ascolterà, non dico Berio, ma anche Brahms fra 15 anni?
Le Orchestre Classiche e Jazz hanno difficoltà insormontabili
e chiunque suona ha immense difficoltà ad esibirsi per motivi fra i più vari,
dalla politica di certe istituzioni, che selezionano solo alcuni
a discapito dei molti altri, alla difficoltà a fare semplicemente
le prove, che costano sempre di più.


Sandro
Scioperiamo per poterci almeno pagare la cremazione dopo che saremo morti di fame
(a meno che non vogliano ripristinare le Fosse Comuni)

Katia
Morirei.....senza pallone si può stare....senza musica no ;)

Francesca
Peccato che se lo facessero non se ne accorgerebbe assolutamente nessuno.
Esistono i cd. E poi pensate che ancora qualcuno ci ritenga una categoria professionale???
tempo fa in autostrada un benzinaio, scorgendo la custodia, mi disse: Bello! Un violino!
Ma di lavoro che fai?

Salvatore
si può scioperare contro le cover band?

Chiara
perchè ci sarebbero un sacco di motivi per cui i musicisti dovrebbero lavorare!!!

Francesca
Essere sottopagati è una conseguenza diretta della mancanza di considerazione.
Ma finchè esisteranno programmi come X Factor o Amici
che illudono la popolazione nazionale del fatto che per fare il musicista o il ballerino
o l'attore basta svegliarti una mattina e dal supermercato dove lavori andare
a fare un provino e diventare una star, chi ha sputato sangue per diventare
ciò che è non sarà diverso da un ragazzino imbecille su canale 5.
La gente riconosce il valore se possiede i mezzi per capire il valore.
Altrimenti, è tutta una globale mistificazione a scopo di lucro.

Steve
la nostra è una categoria perennemente in sciopero.... :(

Laura
Il motivo potrebbe essere chiedere semplicemente il rispetto
e la considerazione del musicista come persona sensibile
e senza dubbio sopra le righe, ma che comunque LAVORA
come ogni altro essere umano e deve mantenersi
e andare avanti e che se sicuramente gode maggiore libertà
di un impiegato al contrario di quest'ultimo non ha un briciolo
di sicurezza e tutela ed è continuamente esposto
al giudizio ed all'esposizione della propria emotività.


Sandro
Siamo in un periodo di cambiamenti globali,
direi un passagggio di civiltà che durerà probabilmente oltre il nostro orizzonte di vita.
Dobbiamo abituarci al cambiamento del nostro ruolo.
Le forze in campo sono enormi, e vanno al di là di AMICI o X-Factor.
Se possiamo fare qualcosa, è mantenere vivo il senso della MUSICA
come arte, artigianato o anche solo diletto. E poi cercare, come cittadini,
di indirizzare questi cambiamenti nel verso meno nefasto.
Rileggersi la Trilogia di Asimov, si dovrebbe metter su una (anzi, due per i lettori di I.A.)
Fondazione per preservare tutto ciò e guidare la transizione... Fantascienza?

Simone
Dopo anni e anni di gavetta e di studio ti ritrovi a suonare in un club rinomato
(si paga 15 euro di ingresso e la gente sgomita in fila per entrare...):
hai 2 bevute gratis e la tua paga per la serata è inferiore a quella
del futuro ingegnere che per mantenersi all'università fa il cameriere un paio di sere a settimana...

Enrico
perchè noi in qualunque dichiarazione di professione nei "prestampati"
apparteniamo alla categoria "altro" :D

Fabiano
“Un quartetto di Mozart, con un tempo di esecuzione di mezz’ora,
che nel XVIII secolo richiedeva due ore-persona di esecuzione,
richiede esattamente la stessa quantità di tempo oggi.
Nel frattempo in quasi tutte le attività economiche la produttività è cresciuta
in maniera esponenziale, accumulando un enorme differenziale.
Ma, poiché i salari del settore artistico sono correlati a quelli del resto dell’economia,
ne consegue che il costo per spettacolo nel settore artistico deve crescere a un tasso
più alto di quello rilevabile in tutti gli atri settori.
” La sindrome di Baumol, spiegata un esempio da Luigi Maria Sicca in "Organizzare l’Arte", 2000, ETAS

Silvia
Chi sceglie di fare il musicista, soprattutto in Italia e al di fuori degli ambiti accademici,
lo fa anche per un'attitudine alla libertà e all'espressione di se stesso
e quindi all'esposizione della propria emotività...che é anche
in fondo la sua più grande goduria solipsistica!
Siamo persone sensibili, non sempre e non tutti,
ma non siamo una comunità solidale e unita:
avremmo diritto a più tutele sul lavoro, senza dubbio,
ma nessuno ci ha ordinato di fare questo lavoro se ci pesa troppo
e ce ne lamentiamo sempre.
Soprattutto, dato che ci diciamo liberi e dato che la musica
é un linguaggio tra i più universali, andiamo altrove dove sembra vada meglio...
.o forse ci mancherebbero mamma e papà (!!!?).
Sono scelte.

 

Federico
partendo dal tuo precedente articolo,
prima pensiamo a diventare una casta, e ce ne vorrà..poi pensiamo agli scioperi!

Bianco
scioperare sarebbe stragiusto, ma,
esattamente come siamo stati sostituiti nei locali da suonatori di cover
e dilettanti disposti a suonare gratis e a riempire il locale, verremmo rimpiazzati

Marcello
In Italia, se scioperassero i musicisti, non se ne accorgerebbe nessuno.
Se scioperassero i cantanti se ne accorgerebbero tutti. :-)


Giuseppe
Ma quando non avremo più l'età per essere chiamati a suonare con cosa campiamo?

Marcello
State perdendo tempo. Uno sciopero è un'azione che colpisce un datore di lavoro
perché gli fa perdere produttività. Uno sciopero dei musicisti
non farebbe perdere un centesimo a nessuno.
Semmai possono scioperare gli insegnanti di una scuola di musica o conservatorio,
per esempio per un aumento di stipendio.
Tutti gli altri musicisti sono liberi professionisti.
Quindi, tecnicamente, non sarebbe neanche uno sciopero:
sarebbe una serrata, come potrebbe essere quella dei fruttivendoli o dei tabaccai.
E di nuovo non ci sarebbe un danno tale da costringere una ipotetica controparte (?)
ad accettare trattative e condizioni.

Massimo
Se scioperassimo noi troppe persone sarebbero contente,sempre che qualcuno se ne accorga

Francesco
"Farei una riflessione a monte: ma come mai il calcio e' sempre presente ogni attimo della giornata???
Perché noi italiani abbiamo perso di vista la cultura e tutto e' mercificazione...
La musica non e' cultura e' oggetto di scambio un bene da usare come puro diletto
senza considerare le fatiche che occorrono per imparare uno strumento....
Tornando allo sciopero sono stra d'accordo....
Solo quando ci manca qualcosa ne sentiamo davvero la mancanza....
Quindi immaginiamo un giorno senza udire un suono.....
Drammatico oserei dire..!! Facciamolo davvero...."

 


 

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