Blog di

di Massimo Nunzi

Roberto Gatto goes West! Il tributo del grande batterista romano a Shelly Manne, un eroe "non celebrato" a "Jazz a nota libera", mercoledi 18 maggio.

Blog post del 14/05/2011



Nel folle tentativo di realizzare una classifica fra i batteristi jazz italiani,
Roberto Gatto sarebbe di certo quello più titolato a reclamare il primo posto.
E' tale e tanta la qualità delle sue collaborazioni che sento che tutti,
musicisti e pubblico, voterebbero lui.
Nei Poll delle riviste specializzate è in permanenza al primo posto.
Non ha molto senso fare classifiche e io le ho sempre detestate.
Ma Roberto ha davvero quel qualcosa di diverso, quel quid in più
per figurare nei "Top Ranks" internazionali della batteria moderna.

 

Per esperienza posso affermare che il musicista in questione,
con il quale ho realizzato un mio disco, e numerosi concerti,
è a suo agio sia con la Big Band che con il piccolo gruppo.

 

 

In particolare ricordo che Chet Baker, con cui facemmo alcuni concerti insieme,
uno anche per la RAI, lo adorava e la cosa, che in sé non pare particolarmente strana,
lo diventa quando si scopre che il trombettista era noto
per aver cacciato nomi ben più altisonanti direttamente durante il concerto.
L'incredibile talento di Gatto consiste nella misura e nel controllo assoluto delle dinamiche.


Non suona mai forte e sviluppa trame ritmiche di grandissimo pregio,
contribuendo alla sostanza musicale del brano
senza mai traboccare dal suo ruolo che rimane spesso quello del "time keeper".

 

Ora che è nella piena maturità, Roberto fa i conti con il suo passato
e ritrova le origini stesse del suo stile che, nel tempo,
ha sviluppato caratteristiche originalissime.
E dedica ben due dischi proprio a Shelly Manne,
batterista attivo in studio e dal vivo dagli anni 40 agli anni 80, sulla West Coast.


Manne è un genio dimenticato e bene fa Roberto
a strutturare un percorso musicale di grande pregio, proprio in suo omaggio.
Lo fa con un quintetto che vede nelle sue fila alcuni "campioni" del jazz italiano
fra cui spiccano Max Ionata al tenore e Marco Tamburini alla tromba, con un roccioso
Luca Mannutza al piano e la cavata possente di Giuseppe Bassi.

 

Dopo tanta esperienza come sideman, da quando è leader Roberto ha iniziato
a comporre temi freschi e veloci, spesso colmi di ironia e guizzi di rimando
alle colonne sonore dei film degli anni 60 ed in particolare ispirati a Trovajoli e Piccioni.
Con il primo ha realizzato una riscrittura di "Rugantino" in chiave jazz.




Nel sentito omaggio al suo mentore, Gatto alterna brani conosciuti
a "standards" molto "battuti" dal batterista californiano.
Sarà con me in radio a "Jazz a Nota Libera" mercoledi 18 maggio
dalle 22 alle 24 a suonare dal vivo e a presentare "Remembering Shelly #1 e#2",
sulle frequenze di "Teleradiostereo" in streaming su www.teleradiostereo.it o,
per chi vive nel centro Italia, su 92,7 in Fm.
 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Un documento di propaganda dell’Isis in italiano

Si intitola “Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare' e firmato” ed è un documento di 64 pagine con traduzioni dai materiali in inglese

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

Maicol&Maicol

 

La strada che affonda nel mare

In Francia un’isoletta è raggiungibile solo con la bassa marea. E hanno messo dei pali di sicurezza
SHARE

La felicità è solo una formula chimica

L’approccio può sembrare troppo arido, ma la verità è questa. Chi vive nei romanzi si rassegni
SHARE

Cinque parole che in origine significavano tutt’altro

Da "casino" a "siringa", il senso era del tutto diverso, ma la storia ha deciso che cambiasse tutto
SHARE

Altro che stelle: il miglior oroscopo è quello musicale

Quale canzone dominava la hit parade quando siete nati? Questo sito lo rivela e vi dice anche di più
SHARE

PRESI DAL WEB

Come nasce un capolavoro: il backstage del video di Razzi

Immagini rubate mostrano Antonio Razzi, sul lungomare di Pescara, mentre canta e balla per il suo videoclip "Famme cantà"

La politica non basta più, e Antonio Razzi diventa cantante, con "Famme cantà"

Il brano è una sorta di auto-presa in giro del discusso e discutibile politico, che riprende sue frasi diventate tormentoni e le mette in musica