Blog di

di Marco Boscolo ed Elisabetta Tola

Elsevier: si allarga il numero di pubblicazioni open. Ma è una goccia nel mare (di profitti)

Blog post del 28/03/2012

La protesta contro il gigante delle pubblicazioni scientifiche Elsevier non accenna a diminuire. Da quando il matematico inglese Tim Gowers ha lanciato la proposta di boicottare l'editore olandese per i prezzi ingiustificatamente alti, sono quasi novemila i ricercatori di tutto il mondo che hanno firmato la petizione online. Per una panoramica sulle motivazioni della protesta, che qualcuno ha associato al movimento Occupy, vi rimandiamo al nostro post precedente.

Elsevier nel frattempo non è stata con le mani in mano ma ha rilanciato la sua iniziativa Open Access (che, a onore del vero, non è una conseguenza della protesta). Per farlo ha aggiunto gli archivi di alcuni journals al suo archivio aperto (va da sè, sempre dopo diversi mesi dalla pubblicazione) e ha aggiunto anche 13 journals a quello che chiama "open access portfolio". Non si può certo parlare di grande apertura, visto che le pubblicazioni indicizzate dal sito di Elsevier sono più di 2600.

In più, sulla stessa pagina dell'Open Access Initiative l'editore olandese pone qualche limite a quei ricercatori a cui le istituzioni di ricerca per cui lavorano chiedono di depositare anche in un archivio aperto i propri risultati, oltre che sulle pagine delle riviste scientifiche. Sul sito si legge che in questo caso "Elsevier richiede un accordo anticipato con l'organizzazione per assicurarsi che le politiche di pubblicazione dei manoscritti non minino la sostenibilità della rivista". Per un editore che, come abbiamo riportato a febbraio, nel 2010 ha avuto un profitto di 724 milioni di sterline sembra una richiesta che sa tanto di ingordigia, tanto più se, seguendo il ragionamento di Gowers, pensiamo che moltissime di quelle ricerche sono effettuate da ricercatori che non vedono il becco di un quattrino da Elsevier per la fatica fatta per pubblicare.

Anche vantarsi che per gli accordi intercorsi tra i National Institutes of Health americani (che sono finanziati con danaro pubblico e vincolano alla pubblicazione su piattaforme aperte) Elsevier ha depositato gratuitamente "più di 80.000 manoscritti" appare per lo meno inelegante.

Sembra assistere alle mosse di marketing di un'industria che ha cominciato a capire che il modello editoriale che propone sta cominciando a mostrare la corda e tenta di prolungare il più possibile la propria sopravvivenza mascherando la propria natura con qualche piccola operazione di maquillage. (marco boscolo)

 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Presidenziali Usa, il repubblicano Mitt Romney annuncia che non si candiderà

Romney aveva perso un certo numero di supporter, passati a sostenere Jeb Bush e c’era scetticismo nel partito Repubblicano su una sua corsa

Minotauro, richiesta choc del procuratore: “Annullate tutte le condanne”

Secondo la motivazione non risulta chiaro il “metodo mafioso”

Disoccupazione in calo al 12,9%

Tweet di Renzi: «Centomila posti di lavoro in più in un mese. Siamo solo all’inizio»

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

tanti-figli

Votate Seggio Mattarella, il finto profilo su Twitter

Il fake twitter di Sergio Mattarella
Commenta, scherza, si sfrega le mani in attesa della vittoria. E lancia già i primi moniti
SHARE

Orgoglio e Pregiudizio, spiegato in un grafico

Il testo di Orgoglio e Pregiudizio, nelle celebrazioni del 200 compleanno di Jane Austen
L’orgoglio di Elizabeth e i pregiudizi di Darcy si scontrano e danno materia alla trama del libro
SHARE

Aumentare la produttività con i ritmi circadiani

Contro il corpo non si può fare nulla. Datori di lavoro e lavoratori ne devono tenere conto
SHARE

Piccola lezione di inglese per chi lo parla già bene

Frasi che, a prima vista, sembrano prive di senso, si rivelano corrette e con molte cose da dire
SHARE

PRESI DAL WEB

Sigarette: l’alternativa si chiama TJU, il chewing gum che sa di tabacco

Dopo l’exploit della sigaretta elettronica e i vaporizzatori, una joint-venture tra l’americana Altria e la danese Okono

La classifica delle droghe che causano più morti in America

Le tre sostanze che causano più morti all'anno negli Stati Uniti, infatti, sono completamente legali: sono l'alcool, il tabacco e gli antidolorifici oppiacei