Blog di

di Marco Boscolo ed Elisabetta Tola

I ricchi sono più disonesti, ora c’è la prova scientifica

Blog post del 2/03/2012

Sentiamo spesso dipingere l'Italia come il paese delle corporazioni, delle lobby e dei privilegiati che hanno successo a discapito di una maggioranza che invece subisce l'immobilismo che questo sistema genera. Contro quelle che oramai vanno sotto il termine di "caste" è montata la rabbia di una parte della popolazione. Quella, per fare un esempio, che ha applaudito ai blitz della finanza nelle località turistiche per i portafogli più gonfi, quasi si trattasse di una vendetta di chi si sente onesto lavoratore spremuto da un fisco sempre più esigente contro quelli che avendo più di altri deve averlo ottenuto in maniera poco onesta. Una semplificazione da bar tra buoni e cattivi, me ne rendo conto, ma la scienza potrebbe aiutarci a fare luce su questo intricato rapporto tra etica e ricchezza.

Secondo uno studio condotto da un team di psicologi americani e pubblicato recentemente sugli autorevolissimi Proceedings of the National Academy of Sciences, infatti, i ricchi sarebbero più inclini a comportarsi in modo disonesto. Per esempio, negli esperimenti condotti da Paul Piff all'Università della California a Berkeley, i soggetti delle classi sociali più elevate si sono dimostrati più inclini a imbrogliare per ottenere un premio a un gioco.

Ma la cosa più incredibile è che quando alcuni soggetti meno abbienti sono stati convinti di appartenere a una classe sociale più elevata, anche loro hanno cominciato a sviluppare un comportamento più disonesto di quanto non facessero prima. E non si è trattato di una serie di esperimenti svolti esclusivamente all'interno di laboratori universitari. I ricercatori hanno portato i soggetti anche in contesti reali per verificare il loro comportamento. Risultato? Chi guidava auto di lusso non ha rispettato le strisce pedonali tre volte di più di chi era dietro al volante di utilitarie o auto dall'aspetto più dimesso.

Insomma, come suggeriscono gli psicologi americani, "i privilegi favoriscono la disonestà". Certo, bisogna rifuggire dal determinismo che è sotteso a esperimenti come questo, soprattutto se tentano di misurare cose che non sono tanto misurabili e che, soprattutto, non si possono mettere facilmente in una graduatoria di importanza.

Di sicuro, però, come per i luoghi comuni, anche questi esperimenti un fondo di verità lo conterranno. E allora, rimanendo nel contesto della discussione da bar - quale si addice anche a un blog come questo - la ricerca degli psicologi americani fornisce la dimostrazione scientifica che la rabbia contro le caste e gli evasori di Cortina o Capri è fondata. (marco boscolo)

COMMENTI /

Ritratto di Cpt Obvious
Ven, 02/03/2012 - 21:43
Cpt Obvious
quoto
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Ritratto di Stefano Brenna
Sab, 03/03/2012 - 00:28
Stefano Brenna
I privilegi favoriscono la disonestà , intesa come non rispetto delle regole, perché prima di ogni altra cosa le regole servono ( o dovrebbero servire) soprattutto a tutelare i deboli, e fondamentalmente così sono percepite. Il forte pensa a volte di poterne fare a meno. "La legge è uguale per tutti", cosa vi fa venire in mente?
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