Blog di

di Gianluca Ansalone e Angelo Zappalà

Le intermittenze della morte

Blog post del 10/06/2012
Parole chiave: 

Dobbiamo rassegnarci all’immortalità del nostro corpo. Non c’è niente da fare. Pezzo a pezzo tutto il nostro corpo sarà completamente sostituibile. Giorno dopo giorno giungono notizie di nuove protesi e di nuovi dispositivi per sostituire le parti, esterne e interne, del nostro corpo che sono danneggiate per traumi, obsolescenza o malattie. Morire e invecchiare sono due peccati mortali per l’uomo contemporaneo, ma il primo dei due sarà sconfitto entro fine secolo. La resurrezione dei corpi sarà superata dal fatto che i nostri corpi saranno eterni già in questo mondo. Certo non i nostri corpi originali. Ma corpi che saranno il frutto di continui  innesti artificiali  e il risultato non sarà nient’affatto peggio dei corpi fatti di carne e ossa in dotazione alla nascita. Considerando poi che entro fine secolo ci saranno a spasso cyborg senzienti di origine totalmente artificiale, la popolazione del nostro mondo sarà molto diversa da oggi.

Alla lunga saremo tutti vivi. Per esserlo non dovremo affidarci a società come la ALCOR, una organizzazione no profit che iberna i corpi delle persone una volta decedute per scongelarle nel futuro quando la medicina sarà in grado di riportarli in vita e riparare quei danni che li hanno condotti alla morte (http://www.alcor.org/ molto seventies!).

La notizia dell’immortalità prossima ventura porta con sé delle ombre. Il fatto che alla lunga saremo tutti vivi invece che morti è un problema.

Se solo qualche mese fa il Fondo Monetario Internazionale ci ha avvertito delle implicazioni della sostenibilità del Welfare a causa del progressivo allungamento della vita (affrontabile allungando la soglia dell’età pensionabile) l’immortalità dei corpi pone definitivamente la questione del  sovraffollamento.  Anche supponendo che il nuovo genere umano si alimenterà diversamente da oggi, e quindi le preoccupazioni di Malthus

(http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Robert_Malthus) sul fatto che “bocche si moltiplicano geometricamente e il cibo solo aritmeticamente”, saranno agro-bio-tecnologicamente superabili, resterà comunque il problema di dove stoccare tutti questi corpi.

Il tema dell’immortalità da sempre accompagna l’uomo. Troviamo insopportabile che quello che percepiamo così vividamente con nostri sensi, che ricordiamo con la nostra memoria, che viviamo con le nostre emozioni scompaia per sempre. Abbiamo inventato la religione, l’arte, la scienza ma moriamo lo stesso.

Anche nella cultura popolare attuale abbondano i temi dell’immortalità e delle vie deteriori per ottenerla. Si pensi al rinnovato interesse, per la verità mai totalmente sopito, per i vampiri. Film come Let me in (http://it.wikipedia.org/wiki/Blood_Story remake USA dello svedese Låt den rätte komma  http://it.wikipedia.org/wiki/Lasciami_entrare_%28film%29) o la saga di Twilight (http://it.wikipedia.org/wiki/Twilight_%28film_2008%29) solo per citarne alcuni (chi si ricorda Highlander degli anni ’80?  http://it.wikipedia.org/wiki/Highlander_-_L%27ultimo_immortale). L’immortalità del vampiro è a scapito della costante sete di sangue (fluido vermiglio che per antonomasia rappresenta la vita).

L’abbondante produzione di fiction sugli zombie può essere intrepretata come una acida proiezione dell’ansia e della paura del sovraffollamento. In questi film e fumetti, infatti, si vedono orde di lenti e sgraziati corpi che attaccano e mangiano gli umani (si vede l’ultima eccellente produzione The Walking Dead (http://it.wikipedia.org/wiki/The_Walking_Dead_%28serie_televisiva%29). Curiosamente anche gli zombie si “uccidono” ferendoli alla testa. Come a ricordarci che il motore delle azioni e la parte che rende unicamente umani è la testa: la sede del cervello. Solo quando il cervello muore anche gli zombi muoiono (come per noi del resto! http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_cerebrale).

Al momento non appare ancora a portata di mano la sostituzione del cervello, l’alambicco dove si distilla l’anima (Marguerite Yourcenar, L’opera al nero). Il sogno di fare come il professor Shiba, il papà di Hiroshi che si trasforma in Jeeg Robot d’acciaio, il quale prima di morire ha costruito tutta la sua conoscenza e personalità, difficilmente sarà visibile da chi sta leggendo questo blog. (http://it.wikipedia.org/wiki/Jeeg_robot_d%27acciaio).

Stiamo facendo un lungo viaggio per l’immortalità (si veda Boncinelli e Sciarretta http://www.raffaellocortina.it/verso-l-immortalit%C3%A0?filter_all=boncinelli&option=) ma il grande maestro Saramago ci ha già fatto vedere cosa accadrebbe se si interrompesse il lavoro instancabile e quotidiano della morte nel suo il libro “Le intermittenze della morte”

(http://www.lafeltrinelli.it/products/9788806184872/Le_intermittenze_della_morte/Jose_Saramago.html).

/ Angelo Zappalà

Parole chiave: 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Sab, 07/07/2012 - 19:26
Dunque mi par di capire che gli zombie diventeremo noi. confortante. non resterà che trovare qualcuno (E.T.) che ci fracassi la testa.
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Precari della scuola, l’Italia condannata dalla Corte di giustizia Ue

La sentenza della Corte europea viene dopo i ricorsi del sindacato che richiamavano le norme europee contro l’abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego

Ferguson, nuovi scontri nella notte. Obama: "Stop alle violenze"

Lo scorso agosto il poliziotto Darren Wilson ha ucciso il 18enne afroamericano Michael Brown

Iva, Tasi e bollo auto. Ecco tutte le altre tasse più evase dagli italiani

Oltre 130 miliardi di euro sottratti ogni anno all’Erario

Altro che Gates: il più ricco della storia è lui

Si chiamava Mansa Musa. Regalava tanto oro che, passando per l’Egitto, fece crescere l’inflazione
SHARE

L’atlante dei Paesi felici e di quelli infelici

La sperequazione della ricchezza è un male, ma quella della felicità forse è anche peggio
SHARE

Contro il declino dell’umanità boicottate “Chick chick”

La nuova canzone è un passo in avanti verso il baratro. Nel nostro piccolo, cerchiamo di impedirlo
SHARE

Jessica Minh Anh: sfilate strane per combattere la noia

In cima alla Torre Eiffel o nel Grand Canyon: la modella cerca nuovi spazi per la creatività
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Indiane d’America: la storia oscura di donne dimenticate ma libere

Nessuno conosce, a parte Pocahontas, un nome di squaw famose. Eppure, prima della conquista, vivevano in società molto più egalitarie di quelle europee

Leonardo Di Caprio e Angelina Jolie: come l’Onu sceglie i suoi ambasciatori

Non tutte le celebrità possono rappresentare l’Organizzazione. È un mix di marketing e di politica do tu des

Messico: altri 31 studenti rapiti da uomini armati

Dopo l’uccisione dei 43 studenti di Iguala, lo stesso accade al villaggio vicino di Cocula