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di Luca Pautasso

L'orgoglio del generale Tricarico: restituisce la Legion d'Onore dopo la risata di Sarkò

Blog post del 25/10/2011

Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, ha restituito oggi alla Francia la "Legion d'Honneur", la Legion d'Onore, ordine cavalleresco istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802, nonché una delle più prestigiose onorificenze francesi. L'alto riconoscimento gli era stato assegnato per il ruolo svolto durante il conflitto in Kosovo.

Un gesto, quello di Tricarico, con cui l'alto ufficiale italiano ha voluto protestare contro «l'irriguardoso comportamento» del presidente francese Nicolas Sarkozy l'altro giorno a Bruxelles, durante il siparietto ridanciano con la collega tedesca Angela Merkel.

Generale di Squadra Aerea, Tricarico è nato a Tione di Trento il 9 settembre 1942. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica si è arruolato in Aeronautica Militare frequentando, dal 1961 al 1964, l'Accademia Aeronautica prima a Nisida e poi a Pozzuoli. Nel corso di oltre quarantatre anni di carriera ha svolto numerosi incarichi in Italia ed all'estero. Alla luce della sua straordinaria competenza e professionalità, è stato chiamato a svolgere il ruolo di consigliere militare di tre diversi presidenti del Consiglio: Massimo D'Alema, Giuliano Amato e Silvio Berlusconi.

Oggi Tricarico, come riferiscono le agenzie di stampa, ha restituito la Legion d'Onore all'ambasciatore francese in Italia, insieme ad una lettera nella quale ricorda di aver ricevuto dal presidente Jacques Chirac una onorificenza «della quale - scrive - sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell'attuale Presidente francese nei confronti dell'Italia».

La lettera si chiude con un post scriptum in cui Tricarico ricorda un aneddoto legato proprio al cognome di monsieur le Président. «Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell'aviatore ungherese con l'attuale Presidente, l'episodio indica che gli Italiani - affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali - sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy».

Una stoccata di fioretto elegante ma letale. Dritta al cuore. Come solo un ufficiale "vecchio stampo" sa ancora fare.

COMMENTI /

Ritratto di Daniel Colm
Mar, 25/10/2011 - 19:40
Daniel
Capisco il gesto, ma non riesco a valutare quanto l'aneddoto alla fine nel post scriptum. Non è che scade nel personale? Il suo gesto si rivolge a un'istituzione, che è il presidente francese, tanto che rinuncia all'onorificenza nonostante fosse stata consegnata da un'altra persona, ma poi l'aneddoto fa precisamente riferimento all'attuale presidente. Il mio gusto personale mi fa pensare che potesse risparmiarselo. Per il resto rendo onore al gesto.
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Ritratto di Paolo S
Mar, 25/10/2011 - 20:31
Paolo S
Sarkó non é un gran bell'esempio, ma non possiamo pretendere che si faccia prendere in giro da GHE PENSI MI, x quello siamo bastati noi...
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Ritratto di Luca Pautasso
Mer, 26/10/2011 - 15:06
Lpautasso
Gentile Max, dell'ipotetica battuta del premier non esistono riscontri se non "rumors" e voci ripescati non si sa bene dove e come da una testata. Sarà anche per quello che i giornali esteri non ne hanno parlato. Quelle risate di scherno verso l'Italia, invece, sono andate in mondovisione. E non c'è nessuna considerazione politica che possa giustificarle
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