Blog di

di Alessia Barbiero

Dimmi che serie TV guardi e ti dirò per chi voti

Blog post del 14/10/2011

Sembra folle, ma in America ne sono convinti. I gusti in fatto di serie televisive esprimono le inclinazioni politiche, e viceversa. Ecco perché studiosi del Paese a stelle e strisce si sono sbizzarriti a dire la loro, con tanto di studi di settore che dividono il panorama della televisione seriale americana in due categorie, gli show repubblicani e quelli democratici. I seguaci di Obama sembrano dunque preferire Mad Man, Dexter, 30Rock mentre i rivali politici si dilettano guardando Modern Family, The Big Bang Theory e Desperate Housewives.

Ecco nel dettaglio il risultato dei 15 programmi più seguiti da una parte e dall'altra, stilato dalla compagnia Experian Simmons lo scorso anno.


Qualche analisi sui risultati: primo posto a parte (che Gleen Beck sia popolare trai Repubblicani e Keith Olbermann tra i democratici è un dato di fatto e non stupisce più di tanto), è possibile vedere come in qualche modo gli show che piacciono ai democratici riguardano "damaged people" (letteralmente persone danneggiate): Mad Men, per esempio mette in scena in modo magistrale un mondo di pregiudizi retrogradi e di costumi passati, con Don Draper perfetto nell'incarnare l'uomo cinico, che non crede nell'amore, combattuto dal suo triste e difficile passato. E ancora Dexter, che racconta la storia di un serial killer incapace di provare emozioni; Breaking Bad con il suo protagonista Walter intento a trasformarsi da professore di chimica a spacciatore (e assassino) pur di garantire un futuro economico per la sua famiglia, dopo aver scoperto di essere in procinto di morire per un cancro non operabile ai polmoni. Rientrano, se vogliamo, nella stessa categoria anche Private Practice (con Addison frustrata dal non potere avere i figli e incapace di mantenere una relazione duratura con un uomo) e The Good Wife, dove dietro ai casi legali permane costante il dolore (privato e pubblico) di Alicia per il tradimento del marito.

D'altro canto, invece, ai repubblicani piacciono di più le storie standard: i "drama" familiari (come Modern Family, indipendentemente dalla presenza di una coppia gay tra i protagonisti) e i procedural con i loro schemi standard e la risoluzione dei casi a fine giornata come NCSI, The Mentalist e Lie to Me. V, il remake sui Visitors, rappresenta un caso a parte, ma di questo ne avevamo già parlato.

Ma ogni studio fa un po' da sé. Secondo un altra ricerca (quella fatta dalla YouGov e redatta dal professore di Scienze Politiche della UCLA, Lynn Vavreck) tra le serie preferite dai repubblicani ci sarebbero NCIS e Criminal Minds, contrapposte a CSI Miami e The Mentalist (ecco la contraddizione) per i democratici, secondo un principio principalmente geografico che vede i primi parteggiare per i programmi ambientati in Virginia mentre i secondi preferire gli scenari di Miami o della California.

Su una cosa sembrano tutti essere certi però: la televisione seriale ha conquistato una parte consistente della nostra quotidianità che non va sottovalutata. Ecco perché costanti studi si ripetono, al fine di inserire le pubblicità politiche come intramezzi dei programmi giusti, per consolidare i voti o indirizzare gli indecisi.

E voi, che ne pensate? Davvero i nostri gusti televisivi riflettono le nostre inclinazioni politiche? Se sì, è un discorso che possiamo estendere a tutti i programmi o questa influenza vale solo per quelli prodotti nel nostro Paese?

COMMENTI /

Ritratto di joiroi
Ven, 14/10/2011 - 13:53
joiroi
più che i gusti degli spettatori,sono le serie stesse ad essere le costole degli apparati politici. . .daltronde si può pretendere che un paese resista alla tentazione di infilare la propria dottrina in ogni dove con ogni mezzo consentito,lecito o illecito che sia??suvvia,altrimenti correrebbero seriamente il rischio che le genti inizino a pensare per conto loro. . .Certament questo spero possa non valere per tutte le serie "attuali",ovvero,spero ancora che nel pleonastico mondo della hollywood da bere ci sia gente che ama fare quello che fa e che se ne sbatte di tutto il resto. . . e che quindi lascia che siano altri ,critici e non,a trovare cavilli per commentare questo o quello o per tirare per la giacchetta chicchessia che abbia raggiunto una vasto bacino d'udienza grazie alla validità del proprio lavoro. . . Detto ciò,a me la propaganda cattoliberal di certe trasmissioni travestite da intrattenimento televisivo,fa vomitare. . .con buona pace di chi fa il proprio mestiere in maniera dignitosa,ma che poi magari ci si trova in mezzo a ste cose. . .a quelli in malafede invece,auguro ogni disgrazia. . .
SHARE
Ritratto di Beppe Roncari
Ven, 14/10/2011 - 14:11
GRoncari
E se guardo un po' e un po' che sono? Italiano?!?
SHARE
Ritratto di francesco
Ven, 14/10/2011 - 23:30
francesco
La televisione come qualsiasi mezzo di comunicazione , giornali -libri etc, trasmette un messaggio.L'ascoltatore tende a sintonizzarsi sulle cose che vuol sentire dire. Anche le serie tv hanno il loro messaggio e se l'impostazione e le soluzioni dei temi trattati concordano con il tuo modo di pensare le segui. Piu' semplice abbinare idea!!!! politica alla comicità. Da una mini indagine sul lavoro comicità ??? tipo bagaglino, fichi d'india piace ai simpatizzanti di destra; quelli di sinistra purtroppo devono accontentarsi da chi li rappresenta.
SHARE
Ritratto di Zizi
Lun, 17/10/2011 - 08:33
Zizi
Non so se è perchè avevo letto questo articolo prima di vedere l'ultima puntata andata in onda di the mentalist, ma davvero quella puntata mi è sembrata REPUBBLICANA!! in tutto! E pensare che l'ho sempre visto e non ho ci ho mai fatto caso prima d'ora!
SHARE
Ritratto di Anna
Mar, 18/10/2011 - 21:30
Anna
Se lo dicessero delle serie nuove, anche Person of interest rientrerebbe tra quelle repubblicane per questa sua idea di giustizia preventiva, tipo Minority Report. No?
SHARE
Ritratto di Anonimo
Sab, 22/10/2011 - 05:14
Secondo me manca la domanda di fondo: chi si sciroppa tutta quella fiction TV si e' bevuto tutto o il 99% del cervello?
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Travaglio scarica Grillo e M5s: «Si sta suicidando, sembrano una setta»

«Il buon lavoro dei parlamentari pentastellati resta sullo sfondo»

M5s, Beppe Grillo lascia: «Sono stanchino, rimango garante»

Cinque persone si confronteranno con l'ex comico genovese

Istat: disoccupazione giovanile record al 43,3%

Sciopero dei precari anche all’Istat, che non ha tenuto la consueta presentazione dei dati

Robert Badinter, l’uomo che fermò la ghigliottina

Storia di un avvocato che decise di abolire la pena di morte in Francia, e di come ci riuscì
SHARE

Ridere con Truth Facts, i fatti veri più veri del vero

Sono vignette che rappresentano situazioni proverbiali, verità note a tutti ma mai diffuse
SHARE

Un anno di CO2: cosa succede nei cieli della Terra

I viaggi dell’inquinamento atmosferico in una simulazione molto chiara della Nasa
SHARE

Altro che Gates: il più ricco della storia è lui

Si chiamava Mansa Musa. Regalava tanto oro che, passando per l’Egitto, fece crescere l’inflazione
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Indiane d’America: la storia oscura di donne dimenticate ma libere

Nessuno conosce, a parte Pocahontas, un nome di squaw famose. Eppure, prima della conquista, vivevano in società molto più egalitarie di quelle europee

Leonardo Di Caprio e Angelina Jolie: come l’Onu sceglie i suoi ambasciatori

Non tutte le celebrità possono rappresentare l’Organizzazione. È un mix di marketing e di politica do tu des