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di Alessia Barbiero

I meravigliosi e patinati anni '60: così la TV sfata l'incubo della crisi

Blog post del 3/10/2011

Manca solo che quando sorridono i denti scintillino, come le più esplicite pubblicità dei dentifrici. Bellissime, indipendenti, acculturate, emancipate: le hostess della Pan Am, la compagnia aerea di lusso (una delle principali d'America fino agli anni novanta) sono le regine indiscusse della programmazione televisiva americana di quest'anno, insieme alle sexy, talentuose e determinate conigliette del Playboy Club. Gli scenari in cui prendono vita le diverse dinamiche di queste due nuove serie televisive sono quelli patinati del lusso sfrenato: gli aerei e gli aeroporti di Pan Am sembrano paradisi in terra, come sottolinea il New York Times, mentre il famoso club delle conigliette è il sogno recondito di migliaia di persone, luogo di perdizione, divertimento, e luogo privilegiato, accessibile ai pochi e ricchi possessori della chiave. Nell'anno della Grande Crisi, nell'anno in cui il mondo si interroga sul suo futuro, in cui tutti (Stati Uniti compresi) vivono con angoscia l'incubo del fallimento, la televisione seriale si riscopre prospera. Forte del successo di Mad Man, e in parte anche di The Kennedy, sono gli anni Sessanta a tornare fortemente protagonisti della TV americana.

Niente scenari offuscati dal fumo delle sigarette o imbevuti di alcool come nella precedente serie sui pubblicitari di Madison Avenue incominciata 4 anni fa (in tempi non sospetti), stavolta è il lusso a padroneggiare. Gli anni Sessanta esplodono con tutti i cliché e gli stereotipi: il boom economico, l'emancipazione, l'apertura sessuale e mentale, il consumismo come espressioni dello status sociale. Sono gli anni in cui il sogno americano sembrava aver trovato finalmente un porto a cui approdare. Stavolta non si ride e irride di un passato pieno di luci e ombre (come del resto fa Mad Man) quanto piuttosto si estremizza il lato ottimista intrinseco in questo periodo storico. 

La scelta sembra azzardata visti i tempi che corrono, eppure ha una sua logica. Lo scopo è quello di sottolineare come dalle crisi si trovi sempre una via d'uscita. E questa via è quella che ci viene mostrata. Del resto gli anni Sessanta  sono stati la più palese conquista americana nel secondo dopoguerra, dopo gli anni bui del maccartismo e della caccia alle streghe. Si tratta del periodo in cui i giovani avevano trovato finalmente spazio nella società (Kennedy era il più giovane presidente che gli States avessero mai avuto): erano belli, ambiziosi e lottavano per ciò che volevano. Erano gli anni in cui le donne avevano raggiunto consapevolezza dei propri desideri. Gli anni della tolleranza e delle aperture.

Gli sceneggiatori e i produttori di Pan Am e di The Playboy Club sono stati attenti a non cadere in fallo: sebbene nell'immaginario gli anni Sessanta hanno rappresentato una parentesi felice della storia americana, nella realtà non hanno rivoluzionato poi molto la società in termini di tolleranza e integrazione. I quartieri dei neri erano e rimanevano ben separati da quelli dei bianchi borghesi, i gay venivano continuamente discriminati nei luoghi pubblici: l'unica categoria che ebbe dalla lotta un'effettiva vittoria furono le donne. E sono appunto le donne le protagoniste di questi due drama, destinati a incassare buoni ascolti. Banditi dunque tutti i ricordi negativi: dalla crisi si esce con l'ottimismo e con la convinzione che il sogno americano è ancora possibile. Basta prendere il volo perfetto o trovare la chiave che apre la porta giusta.

 

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