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di Tommaso Ederoclite

L'Italia è fallita. Lettera da un blog del 2015

Blog post del 20/04/2012

È il 20 aprile 2015, sono passati quasi tre anni da quando il governo Monti dichiarò, in una storica conferenza stampa, che l'Italia ormai aveva fallito ed il tanto discusso default era arrivato.
Ricordo ancora il momento. Ero in cucina e stavo ascoltando Radio Radicale. Oggi quella radio non esiste più perché vivendo di soldi pubblici, soldi dello Stato ormai fallito, non ha avuto vita lunga. Due mesi e chiuse i microfoni.
All'epoca avevo un blog su Linkiesta. In quel periodo scrivevo molto sull'ascesa del Movimento 5 Stelle. Ricordo che furono loro i primi a proporre il default. I loro argomenti richiamavano le teorie di Krugman e McWilliams. Oggi, a distanza di anni, possiamo dire che nessuno di loro aveva realmente compreso che cosa significasse realmente far fallire uno Stato. Nelle loro teorie c'era speranza. Ma anche molta propaganda. Infatti, dopo il fallimento e la crisi sociale, a loro é andato il potere. Vincendo le elezioni, e dopo che la crisi era arrivata per le strade assumendo toni da guerra civile, si sono finalmente convinti che le loro posizioni sul ricalcare i passi argentini per uscire dal fallimento erano del tutto errate.
Dopo il fallimento la disoccupazione é schizzata al 62%, e coloro che lavoravano hanno avuto un taglio di stipendio di oltre il 70%. All'epoca avevo un lavoro precario, nel giro di qualche mese ho perso anche quello e sono tuttora senza lavoro. Vivo con i miei genitori e i miei fratelli in un monolocale che non paghiamo da ormai un anno. Non ho una ragazza, lei é andata all'estero. L'inflazione é alle stelle e ormai più del 60% delle PMI ha chiuso. Più di due milioni di giovani tra i 20 e i 35 anni sono andati all'estero, e molti altri andranno via nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Insieme a loro anche buona parte del capitale bancario e finanziario ha lasciato il paese.
Gli unici a tenere testa al default sono stati i "ricchi" i quali, annusando il fallimento, hanno esportato tutti i propri soldi in banche estere. Ma anche gran parte dei politici che in quel periodo occupavano gli scranni nazionali non se la passano male. Accerchiati dalla magistratura e dal popolo inferocito, in molti chiesero asilo politico nei diversi paesi del mondo ed ora passeggiano per le strade di Parigi o Kuala Lumpur e risiedono in ville opportunamente comprate durante la loro permanenza al potere.
Ovviamente, anche il sistema politico é andato in collasso. Il vuoto politico creatosi vide l'ascesa di movimenti come quello di Grillo, ma anche il formarsi di gruppi radicali che, a colpi di propaganda del peggior populismo mai sondato, riuscirono ad andare in Parlamento. Il risultato é stato quello di avere nelle massime cariche istituzionali quanto di peggio un sistema in crisi potesse creare.
Oggi, a distanza di quasi tre anni la situazione non é cambiata. Gli stessi economisti che auspicavano un default ci dicono che non usciremo da questa situazione non prima del 2022. Beh, non era difficile capire all'epoca che un default controllato non era un pranzo di gala, e che gestire un fallimento di uno Stato che contava oltre sessanta milioni di persone non era come gestire il fallimento di un negozio a conduzione familiare. Ma in quel periodo la confusione era tanta, e le teorie del default controllato presero piede, ed ora eccoci qui a fare i conti...o meglio a cercare di fare i conti con ciò che resta del sistema Italia.
Non mi soffermo sulle innumerevoli manifestazioni di questi anni, sugli scontri violenti in strada, sull'emergere di gruppi terroristici, no, sarebbe troppo doloroso.
Ora vado, devo chiudere perché il minuto in Rete concessoci a noi disoccupati é finito. La Rete é per ovvie ragioni proprietà dello Stato in quanto nessuna grande azienda di telecomunicazione ha più interesse ad investire in Italia. Mentre si sognava una Rete libera per tutti oggi ci ritroviamo con un razionamento dei collegamenti per evitare  elevati consumi energetici.
Ecco, mi chiamano, devo andare...la fila per i moduli per emigrare é piuttosto lunga. Se tutto va bene dovrei riuscire ad abbandonare il paese entro la fine dell'anno. Sono circa due anni che ci provo ma non sono riuscito ad accumulare il denaro necessario per andare. Forse questa volta...
 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Ven, 20/04/2012 - 20:02
Sarebbe bello scrivere anche un articolo su come sarebbe la situazione nel 2015 se l'Italia non fallisse, naturalmente a spese dei cittadini che sarebbero dissanguati per permettere a qualche alto esponente della finanza di spremerci ancora un po', come un detenuto libero su cauzione che viene costretto a comportarsi "bene", perché lo spauracchio del default è sempre, viscidamente, tenuto dietro l'angolo.
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Ritratto di Anonimo
Ven, 20/04/2012 - 20:53
Qui e ora. Soggetto Politico Nuovo, ListaCivicaNazionele. Ma siamo sulla piana di Maratona. E ora di fatto, l'unico soggetto politico di cui l'antipolitica dei partiticasta e dei tecniciservitoridella finanza hanno paura, davvero paura, è il MOVIMENTO 5 STELLE. Occorre usarlo bene. Non ne faccio parte, ma è l'arma che ho e che abbiamo in mano.
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Ritratto di Anonimo
Ven, 20/04/2012 - 21:41
...è il 20 aprile 2015, sono passati tre anni da quando il governo Monti ha attuato il deafult, causando il crollo dei mercati, il rischio di fallimento della J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Us e delle banche Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas, le quali detenevano il 90% dei titoli derivati del mondo causò il panico sui mercati e per poco non si sfiorò la guerra. Le opinioni pubbliche degli USA e dei paesi europei si convinsero però che era più ragionevole la svalutazione dei titoli, che la follia della distruzione completa del welfare e del sistema di sostegno alla domanda di produzione industriale. La Federal Reserve e la BCE si accordarnono così per un deafult controllato: Venne costituito un fondo di garanzia europeo finanziato prevalentemente dalla Banca Centrale Europea; aumentato progressivamente il contributo di ogni stato europeo (all’1% del Pil nel 2012); costituito un budget gestito a livello europeo in grado di favorire una politica sociale comune; avviato di piano europeo per la definizione di una politica fiscale comune. Da allora l'economia europea è entrata in una fase di programmazione degli investimenti industriali, basati sulla green economy e sulle nuove tecnologie, con quote di ricerca garantite paritariamente alle eccellenze scientifiche di ogni paese membro. Cosa più importante, caro diario, è che anche a livello culturale gli europei si sono convinti ad abbassare il loro livello di consumi, puntanto di più sui prodotti culturali, biologici e tecnologici a basso impatto ambientale. Non avrei mai potuto credere che un deafult potesse fare tanto, ma in fondo non è vero che le guerre mondiali hanno rivoluzionato le società più di ogni altro fattore storico? E una crisi economica come quella vissuta tra il 2008 ed il 2012, cos'era se non una guerra?
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Ritratto di Anonimo
Sab, 21/04/2012 - 10:41
certo che per avere un solo minuto a dispoizione sei riuscito a scrivere un bel po' di cose...
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Ritratto di L
Sab, 21/04/2012 - 11:11
L
Se l'intento e' di creare un soggetto fiction e' interessante, se i contenuti hanno approccio analitico (macroeconomico), c'è una leggera confusione tecnica sul default controllato e l'attuale situazione Tra le moltissime osservazioni direi che se lo stato paga interessi sui propri finanziamenti per 70/80 miliardi l'anno e sistematicamente "copre" i capitoli di spesa stanziati in anni precedenti per importi simili, non pagando i lavori pubblici o differendo i pagamenti di anni stiamo nascondendo la polvere sotto il tappeto, e distruggendo i fornitori della P.A. Inoltre se il nostro debito verra' downgradato fino ai livelli previsti scatteranno le vendite di molti fondi, per le banche (IAS adopters tutte quante) scatterà la necessita di svalutare, senza pensare ai giudizi sui bond delle autorità gi vigilanza. E' opportuno ragionare anche sullo scenario default.
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Ritratto di Anonimo
Sab, 21/04/2012 - 14:30
...mi sembra che quando si parla di Default si continui sempre a pensare solo allo scenario italiano, ignorando il contesto europeo, l'unico per cui ha senso parlare di default controllato. O si pone il problema della costruzione di istituzioni politiche ed economiche europee comuni, in grado non solo di battere moneta, ma anche di ereditare e gestire il debito degli stati membri, di imporre una politica fiscale comune, una programmazione ed una divisione produttiva comune, etc. Oppure si parla del nulla. Dire che se non si accettano i diktat dell'ESM, alle condizioni vantagiose solo per i gruppi bancari citati, succede un disastro è fumo ngli occhi. Il disastro è già sotto gli occhi di tutti.
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Ritratto di maurizio costantino
Sab, 21/04/2012 - 22:14
maurizio costantino
Ricordo molto bene quella sera del 1 maggio 2012: Servizio Pubblico aveva invitato attorno ad un tavolo il portavoce dei pastori sardi, quello del movimento degli studenti di Bologna, un giovane calzolaio umbro, Roberto Saviano, don Ciotti, la presidente delle piccole imprese di Forlì, una signora con un cartello sul petto – madre di handiccapato - c'era scritto sopra, quel ferroviere che era stato due mesi sulla torre a Milano, don Gallo ed l'ex vescovo di Locri, Stefano Rodotà ed uno dei tre licenziati Fiat/Fiom di Melfi. C'erano anche: un signore con una bandierina greca sul cappello, e un operaio dei Cantieri di Sestri. E Gino Strada. E Benigni, che si sedette proprio mentre Santoro diceva semplicemente: “Tocca a voi”. Il portavoce dei pastori sardi prese la parola per primo: - Ci sono solo due cose che abbiamo deciso insieme di premettere a questo incontro. La prima l'abbiamo scritta insieme nel pomeriggio ed ora ve la leggerò. La seconda è un proverbio sardo, che, semplicemente e reciprocamente ci ricorderemo ogni volta che sentiremo apparire un attrito tra noi. Il proverbio dice: una minuscola impazienza può far impazzire la ricotta. Il silenzio intorno – nello studio e nelle piazze collegate – mi sembrò in quell'istante più forte di tutte le bugie che per secoli si era preteso di farci ingoiare. Sembrava accogliere, quel silenzio, il silenzio a cui erano stati costretti tutti i nostri genitori e tutti quelli prima di loro, mandati a morire come armi di distruzione di massa o lasciati, spinti a morire nella violenza dell'avidità.O lontano da casa o prigionieri e prigioniere delle mafie di casa... Ecco il testo che venne letto. “A noi, seduti qui, sembra ora di esserci sempre cercati, ma non lo sapevamo. E sentiamo una gioia tanto profonda quando timida per esserci oggi trovati. Noi sappiamo che troppo, troppo, troppo – infinitamente troppo - si è morti, si muore e si morirà per responsabilità di altri umani i cui occhi sono oscurati dalla paura di vivere semplicemente. Noi non perderemo nemmeno un istante a parlare contro qualcosa o qualcuno. Qui si parlerà stasera solo del per. Ognuno si sforzerà di mettere il suo dolore al servizio della sua necessità di sopravvivere, insieme, tutti. E se qualcuno si perderà nella sua giusta rabbia, gli altri cercheranno di capirlo e si daranno da fare per aiutarlo a ritrovarsi oltre. Viviamo in stato di guerra. Guerra non dichiarata e praticata attraverso l'uso di alcuni di noi contro noi stessi. Oggi con la più vile delle tattiche: l'assedio per fame. Prendere e prenderci i nostri figli per fame. Nessuno di noi, da solo, ha oggi l'intelligenza, i mezzi, la forza per salvare sé stesso ed i propri figli. Da solo. Ma, come ci hanno raccontato i nostri padri ed i nostri nonni e, sempre, tutti quelli indietro nei tempi, ci sono solo due cose che contano: lavorare per farci il pane quotidiano ed aiutarci. E' certamente ora di aiutarci. Questo è il perché siamo attorno a questo tavolo. Ed a chiedere, suggerire, implorarvi che ogni tavolo nelle nostre case sia insieme il luogo del pane e dell'aiuto. L'uno, oggi più che mai, necessario all'altro. Vediamo ora cosa ognuno di noi, qui raccolti, può dire per aiutarsi ed aiutarci. Io intanto ripeto: una minuscola impazienza può far impazzire la ricotta.” Ricordo ancora il silenzio. Il silenzio. E gli occhi dolci, grati, intelligenti. Umani. Inquadrati in carrellata dalla telecamera dalle piazze e dal quel tavolo. Io credo che non avessero proprio deciso chi, come iniziare a parlate. Ma quella donna si tolse il foglio di carta dal petto, lo ripiegò con cura sul tavolo e disse: La torta è così grande. E' questo che mi fa impazzire quando mi tolgono ogni sostegno ed io non posso aiutare mio figlio a imparare a leggere, a camminare più dritto, a toccare le cose di questo mondo. Non dico che diventi come gli altri, ma solo quanto spero che possa fare, che abbia un posto in questa vita ...semplicemente perché è un umano pure lui. Io ho visto che il Fondo Monetario Internazionale ha detto che la crisi italiana durerà fino al 2017. Bisogna credergli a questi signori. Bisogna prenderli sul serio, li sanno fare i loro calcoli e pensano che ci vorranno 5 anni. 5 anni per ridurci completamente al silenzio. Altri cinque anni di suicidi. Tutti procurati. Io dico una cosa semplice assai: dobbiamo chiedere, ottenere una legge che valga appunto per i prossimi cinque anni e che dica: Nessuno in Italia per i prossimi 5 anni potrà guadagnare più di venti volte quanto guadagnato da un altro in quella impresa, in quel ministero, in quel posto di lavoro. E questo valga anche per appalti, subappalti, immigrati con o senza permesso di soggiorno Ovunque ci siano persone che lavorano insieme, con qualunque tipo di contratto: 1 a 20. E stop. Tutto quello che sarebbe stato speso in salari, stipendi bonus e malus e rimborsi e tutte le schifezze che si inventano ...tutto quello andrà in sanità e scuola. E pagare, a piccole rate, il debito. Grazie. Pensavo anche di chiedervi scusa, forse sono stata troppo facile. Ma ora sento che è tempo di finirla di chiedere scusa. E vi ringrazio. E, nel silenzio tutt'intorno, presero a passarsi la parola. Ognuno disse una cosa semplice alla volta e tutta la notte - in diretta - man mano che la “conversazione” andava avanti apparvero idee, obiettivi, soprattutto inviti a mettersi tutti intorno a tavoli. Anche i sorrisi apparvero e qualche lacrima. E qualche lacrima di gioa. Ed io mi sentivo di partecipare per la prima volta a qualcosa di sacro, come immerso in un'acqua scaldata dalla pelle di tutti loro, dentro e fuori lo schermo, e poi rinfrescata dalle nostre intelligenze e dalle onestà, dal bisogno di verità di ognuno. Oggi è il 21 aprile 2017, sono passati 5 anni e il debito, in Italia, ma anche in Grecia e Spagna e Portogallo, è passato al 90% del PIL, che è cresciuto nel frattempo del 5% l'anno; in tutte le scuole d'Italia si è letta, raccontata la Divina Commedia e, sempre nelle scuole, si è cominciato a sceneggiarne alcuni canti e ragazzi e bambini si portano in giro, d'estate, nelle piazze, nei comuni, in montagna ed al mare la Divina Commedia. Turisti e cittadini apprezzano; la maggioranza dei medici italiani sono contenti di poter fare finalmente il loro mestiere, lo stesso per gli insegnanti e persino per gli imprenditori. Tutti quelli che avevano rubato continuano a vivere di quello che avevano rubato, ma hanno smesso (quasi tutti, ne appare ogni tanto qualcuno di nuovo); Molte città hanno dedicato le loro strade alle vittime della mafia, della fame e della disperazione, con nome e cognome; Il Papa si è autoridotto lo stipendio; in Europa, non solo non si fanno più guerre tra europei, ma nemmeno guerre non dichiarate: 1 a 20 funziona ed è diventato il made in Italy più esportato; Quasi ovunque si può vedere l'insegna disegnata da Dario Fo con sopra scritto TAVOLO PER IL NOSTRO PANE: comitati di sopravvivenza popolare sono in tutti quartieri e villaggi; tutto cambierà ancora: la democrazia è una cosa viva, si ammala, rischia di morire ed a volte davvero muore. Intanto la scrematura dei candidati ai posti di potere e di responsabilità avviene a km. quasi zero ed i Bilanci Partecipati vengono sottoposti alla conoscenza, all'esame ed alla critica dei bambini nelle scuole medie di tutta Italia e, naturalmente, di tutti i cittadini; tutti stanno meglio, persino i ricchi (anche se c'è sempre chi non si accontenta mai). Per la visione integrale del video di quella serata del 2012 – sembra un'altra epoca – vai a: www.umanità.network Il video è usato correntemente in tutte le scuole, di ogni ordine e grado ed in tutte le facoltà universitarie. Non si tratta evidentemente di essere d'accordo sui contenuti, ma di non dimenticare il metodo: lavoro, insieme, non fare impazzire la ricotta. maurizio costantino (free copyright)
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Ritratto di Anonimo
Mer, 14/11/2012 - 22:00
E' ufficiale, l'Italia è fallita http://youtu.be/yRLgmKw6124
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Ritratto di Anonimo
Dom, 13/10/2013 - 16:32
Anonimo
se il popolo italico salta ormai i pasti per pagare tasse su tasse (esclusi i bastardi del lavoro nero per pagare le ferie estere), e i vertici gettano i soldi dalla finestra o meglio li rubano legalmente , c'e solo una cosa da fare, e bene seppellirli prima che loro seppelliscano l'intero paese. bla bla ormai serve solo a scaldare aria.
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