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Paesaggi dello Stivale di Gianmaria Sforza

Grandi navi sfiorano San Marco. Dentro o fuori dalla Laguna?

Blog post del 5/06/2012

Assistere, nel cuore di Venezia, magari dal fondo di una delle strette calli che sbucano sulla laguna, al passaggio lentissimo, a pochi metri dalla riva, di un colosso galleggiante multipiano che ospita quasi 5.000 persone, è una visione davvero strabiliante, incredibile! Eppure non è un film: 700 grandi navi ogni estate entrano in Venezia, letteralmente.

Foto: Pattaro / Vision

Divina, la nuova ammiraglia della MSC, forse la nave più grande mai vista a Venezia, ha sfilato in laguna sabato scorso: 66 metri di altezza, 333 metri di lunghezza - quando Piazza San Marco in tutta la sua lunghezza ne misura 145 – un vero grattacielo galleggiante, in orizzontale, più simile a un parco divertimenti (si dovrebbe dire tematico) che a un mezzo per solcare i mari e vedere il mondo. Immaginate cosa scaricano in cielo e in mare questi giganti galleggianti...

Il Comitato No Grandi Navi non ha accolto bene il suo passaggio, tanto da indirizzare una lunga lettera proprio a Sofia Loren, madrina della MSC, a cui è dedicata nella Divina una sontuosa suite con tanto di pizzi e merletti. I motivi sono quasi ovvi, tutti condivisibili: la laguna è un ecosistema delicato già sufficientemente compromesso, anche senza gli effetti più o meno prevedili del passaggio di queste mega-imbarcazioni.

Bisognerebbe riflettere però su quanto vale per ognuno dei 4345 passeggeri quel punto di vista esclusivo su Venezia, oppure quanti passeggeri perderebbe la MSC senza poter pubblicizzare quell'occhiata a San Marco dall'alto dei suoi barconi, un'esperienza fin troppo speciale. E se davvero è sufficiente il ragionamento che queste navi portano soldi e lavoro a tutti i veneziani per pretenderne il passaggio. Non è forse una certa idea di turismo che andrebbe ripensata, anzi regolata?

Segnaliamo con divertita curiosità il classico progetto alternativo all'italiana: scavare il canale Caotorta dell'Angelo come ingresso esclusivo in Bacino delle grandi navi, come se fosse facile. Siccome l'idea è ancora di “larghissima massima”, per cui solo la fase di studio richiederebbe anni e soldi che non ci sono, dobbiamo ritenerci fortunati; per come vanno le cose in Italia di questo progetto si perderà memoria,  dunque eviteremo di imbarcarci, è il caso di dirlo, in operazioni difficilissme che toccano delicatissimi contesti, dove sbagliare non si può più.

Nel frattempo speriamo che qualcuno decida una volta per tutte che le grandi navi si fermino a Marghera, per esempio. E se Venezia perderà qualche turista transatlantico poco male, soprattutto di quelli che a terra ci scendono giusto il tempo di farsi qualche autoscatto veneziano . 

COMMENTI /

Ritratto di Andrea Moizo
Mar, 05/06/2012 - 10:39
ndrmoizo
<p> Non &egrave; proprio qualche turista, sono poco meno 2 milioni di persone, mediamente spendaccione. Poi c&#39;&egrave; il lavoro, che fra servizi alle navi, manutenzioni, servizi agenziali e via dicendo vale centinaia se non migliaia di posti (considerando l&#39;indotto e che un crocierista a terra spende diverse decine di euro), e ci sono le tasse. Tutte entrate che, spostando le navi a Marghera (dove peraltro permarrebbero i problemi degli eventuali danni alla laguna e dove le strutture d&#39;accoglienza sarebbero completamente da rifare, con la difficolt&agrave; di inserirle in un contesto di porto commerciale) si ridurrebbero sensibilmente, perch&eacute; le compagnie non sarebbero disposte a pagare altrettanto e perch&eacute; gli scali diminuirebbero, diventando in alcuni casi pi&ugrave; conveniente scalare altrove (ad es. Trieste; non a caso Costa Crociere si &egrave; da poco accaparrata la locale stazione marittima) e organizzare escursioni a Venezia (con il relativo aggravio in termini di traffico automobilistico). Anche la questione &quot;danni&quot; da navigazione &egrave; decisamente controversa: esistono studi per dimostrare tutto e il contrario di tutto, a seconda di chi lo commissiona e di che cosa chiede. Ricordo per&ograve; che i procrociere recentemente facevano riferimento ad uno studio del CNR, in cui si sottolineavano alcuni elementi significativi: navigando a 6 nodi (velocit&agrave; consentita nei canali), gli effetti di onde e risucchi non sono diversi (anzi) da quelli prodotti da natanti infinitamente pi&ugrave; piccoli che viaggino pi&ugrave; velocemente; inoltre navigare (come avviene a Venezia e da nessun&#39;altra parte, per questo basta leggersi le ordinanze della locale capitaneria) con 2 rimorchiatori e 2 piloti abbatte ad un limite tendente a zero la possibilit&agrave; di incidenti. Poi, per carit&agrave;, sono il primo a pensare che le navi da crociera siano dei mostri orrendi e inguardabili su cui non andrei in vacanza nemmeno gratis e penso che ci siano effettivamente esternalit&agrave; da mettere sulla bilancia (la questione dei fumi dei motori sempre accesi in porto viene liquidata dicendo che &quot;fra poco&quot; sar&agrave; possibile alimentarle da terra, di fatto attaccandole alla corrente - il che sposta solo geograficamente il problema di inquinare per alimentare questi leviatani - ma la realt&agrave; &egrave; che siamo lontani anni; l&#39;impatto visivo; l&#39;effetto invasione di 3-4000 persone che arrivano tutte insieme, etc.). Ma liquidare il problema - come fatto da Stella sul Corriere di avantieri http://archiviostorico.corriere.it/2012/giugno/03/navi_che_violentano_Venezia_Venezia_co_9_120603007.shtml - senza analizzarlo nella sua complessit&agrave; e parlando solo en passant delle centinaia di milioni di euro che Venezia e i veneziani incamerano grazie alle crociere non &egrave; professionale (senza citare il lavoro) mi pare poco professionale in termini di completezza dell&#39;informazione. Poi, certo, si pu&ograve; sperare a livello personale che le crociere vengano bandite da Venezia (e forse, egoisticamente, lo spero anch&#39;io), ma bisogna sapere bene cosa significherebbe in termini pratici (soldi e lavoro).</p>
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