Blog di

di Antonio Aloisi

Le ferite al cuore che Milano non dovrebbe tollerare

Blog post del 18/02/2012

Come sempre, Milano ha porto l'altra guancia e gli «antitutto» che inneggiano alla libertà ne hanno approfittatto: il centro città è stato sequestrato per tutto il pomeriggio di sabato. Disagi al traffico, corse soppresse e ingente dispiegamento di forze: ma non solo. Fosse questo il danno, chiuderemmo un occhio - o forse due - e benediremmo il sacrosanto diritto di manifestazione. Ciò che intristisce è il fatto di dover riscoprire il cuore della metropoli oltraggiato dalla codardia del mucchio selvaggio, i corsi più frequentati appaiono violati nel profondo mentre cala la sera e sfumano i cori che hanno riempito il Carnevale della contestazione. La tattica è sempliciotta: ranghi serrati - oggi erano meno di mille i provocatori, non proprio un successone - e, al centro della mischia, sospensione della legalità: dove le regole non esistono, esistono solo le violazioni.  

Non sarebbe bastato un hashtag? «Cloro al clero», «Caselli vattene», «Comunismo e presa bene», «Le lotte non si arrestano», «L'alta velocità uccide», «Make school, not war». Solito campionario, con una chicca da archivio: «No Gelmini», qui il graffitaro si era distratto e non ha percepito il golpe dei poteri forti in corso da mesi. Va in scena la Milano a mano armata: di spray, arroganza, blasfemia. Il corteo si è mosso dalla Stazione Centrale fino al carcere di San Vittore, dove sono reclusi quattro violenti coinvolti nelle devastazioni estive in Val di Susa. L'area antagonista milanese, al solito, ha miscelato temi diversi nella vernice della discordia: anticapitalismo, antirazzismo, antieuropeismo, antimilitarismo. Ripercorrendo a ritroso il tragitto della scampagnata vandalica, si incontra una città stuprata: nel mirino non solo istituti di credito, ma anche piccoli esercizi commerciali il cui ruolo nella crisi finanziaria è tutto da dimostrare.

Questo è squadrismo (rozzo al pari dell'originale), una prassi dialettica che ci spaventa, un rito ambrosiano di cui non si avverte la necessità. Sarebbe bello se le istituzioni civiche dicessero la loro, condannando la turpe scorribanda di questi pischelli senza sogni. Il sindaco e le sigle che vivono la partecipazione alla vita democratica della città si impegnino a scongiurare la consueta festa mesta che sbigottisce turisti e residenti. Ci vogliono coraggio e determinazione, perchè - in fondo - quella di sabato non è stata una bella serata per chi ama questa città, la sua storia antica, le sue battaglie nobili, il suo animo fiero. Ora anche basta: la lotta più degna, una volta intinta nella scelleratezza della violenza, diventa indifendibile e sciocca. Commuove, anzi indigna, la rassegnazione di un pasticcere anziano: sta calando la saracinesca e, mentre singhiozza, sussurra: «Non la faccio ripitturare, tanto entro l'estate ho deciso che chiudo. Son mica ricco, io».

COMMENTI /

Ritratto di Daniel Colm
Dom, 19/02/2012 - 10:09
Daniel
Ma non si usa avere assicurazioni in caso di vandalismo per la ripulitura di saracinesche e muri? O non le paga il Comune (che indica i percorsi delle manifestazioni, giusto?)? Potrebbe essere il comune ad assicurarsi eventualmente, o ad assicurare e poi emettere fattura ai gruppi e le associazioni organizzatrici e partecipi all'evento. Io trovo che non sia tollerabile che sotto il motto della democrazia e della libertà di espressione si assista ad atti di gratuito vandalismo che creano più danno che beneficio.
SHARE
Ritratto di Alberto Taramelli
Dom, 26/02/2012 - 10:59
Alberto Taramelli
Le manifestazioni vanno autorizzate. Qualcuno è titolare della autorizzazione, ma deve essere anche reso responsabile del suo ordinato svolgimento. Fanno danni ? Paghi , ma paghi veramente
SHARE
Ritratto di katum
Dom, 19/02/2012 - 14:00
katum
Un articolo che si poteva leggere nei primi anni sessanta, scritto da qualche penna benpensante, sdegnata che i cori potessero rovinare i te e biscottini delle cinque. Ma provate a capire cosa sta succedendo nel mondo. Parlate di antitutto violenti, ma avete seguito minimamente cosa ha fatto la polizia e l'esercito in val di susa? Avete una idea di quale siano gli sbreghi alla legalità che milano sopporta, la mafia, la cementificazione, gli sgomberi illegali dei rom, i ghisa pistoleri che ammazzano la gente... ma andate un po' in giro a darvi una svegliata, siete più tristi di una pizza fredda...
SHARE
Ritratto di Davide M
Dom, 19/02/2012 - 14:19
Davide M
muri bianchi popolo muto. popolo che in recessione, con gente che muore di fame e solitudine, che si lamenta per le scritte sui muri, merita l'indifferenza che ci uccide.
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Barbara Berlusconi e Pippo Inzaghi? Gli avvocati smentiscono: “Nessun flirt”

Le voci di una liaison tra l’allenatore del Milan e la figlia di Silvio Berlusconi sarebbero infondate. I legali minacciano querele

Contro il declino dell’umanità boicottate “Chick chick”

La nuova canzone è un passo in avanti verso il baratro. Nel nostro piccolo, cerchiamo di impedirlo
SHARE

Jessica Minh Anh: sfilate strane per combattere la noia

In cima alla Torre Eiffel o nel Grand Canyon: la modella cerca nuovi spazi per la creatività
SHARE

Storia dei prodotti domestici: una guida visuale

I processi chimici trasformano le materie prime dell’agricoltura in tutt’altro. Ecco come fanno
SHARE

Consigli rinascimentali per scegliere la donna giusta

Li abbiamo estratti dai "Ricordi" di Giovanni di Pagolo Morelli, che morì nel 1444. Sono molto saggi
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Perché non fare il bersaglio umano per una ditta di paintball inglese?

Una proposta poco allettante in realtà, ma la paga è buona: 40mila sterline pro rata

L’amore ai tempi della guerra in Ucraina

Le persone si innamorano con la pace e con la guerra: un universo privato di affetti per sfuggire alle follie e alle ingerenze della geopolitica

Cosa succede nel mio villaggio, terrorizzato da Boko Haram

Attacchi quotidiani, uccisioni tremende e spaventose. Se l’obiettivo era disseminare la paura, ci sono riusciti benissimo