Blog di

di Paolo Massa

"Italy, love it or leave it": docu-trip alla scoperta del nostro Belpaese

Blog post del 6/05/2012

Mi piace pensare che sia stato il destino a farmi lasciare l'Italia per la Germania. Ci ho provato a restare nel mio Paese, ho tentato in tutti i modi di non scappare, di trovare un lavoro decentemente retribuito tra Milano e Roma, visto che nella mia città, Salerno, come nel resto del Mezzogiorno, è diventato ancora più difficile lavorare.

Mi piace pensare che la mia nuova esperienza professionale a Düsseldorf, che sto raccontando giorno dopo giorno sul blog Was ist Heimat?, possa essere un trampolino di lancio magari per tornare in Italia o probabilmente per allontanarmene ancor di più.

Questi pensieri che mi girano ora per la testa mi hanno fatto venire in mente un gran bel documentario visto qualche mese fa, consigliato a tutti gli Italiani alla ricerca di una risposta al motto: "Italy, love it or leave it" (Italia, amala o lasciala). Proprio come il titolo del film diretto da Gustav Hofer e Luca Ragazzi, che durante questo loro docu-viaggio attraverso l'Italia si chiedono se lasciare o meno la capitale, Roma, per andarsene a vivere entrambi a Berlino. Guardatelo per scoprire se i due alla fine decideranno di scappare o di continuare a resistere nel loro Paese.

- E' veramente incredibile come a 500 metri dalla bruttezza c'è una bellezza assoluta.
- L'Italia è cosi, Gustav: ti devi concentrare sulle cose belle altrimenti non se ne esce.

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Dom, 06/05/2012 - 15:26
Io l'ho trovato un concentrato di luoghi comuni e divinità del Pantheon di certa sinistra italiana. Bella idea, sviluppata in modo pessimo. Facile e populista. Quest'estate al Milano Film Festival (http://milanoquantobasta.wordpress.com/2011/09/17/milano-film-festival/) ha vinto, nonostante in concorso ci fossero film e documentari molto più complessi e raffinati.
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Ritratto di Paolo Massa
Dom, 06/05/2012 - 18:29
pmassa
Al di là dei giudizi personali, penso che sia comunque un documentario da vedere.
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