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di Giambattista Scirè

Il giudice, l'aborto, la donna e la macchina del tempo

Blog post del 8/06/2012

Ci risiamo. Con la solita puntualità, dopo qualche tempo, si torna a mettere in discussione la legge 194. E' un leit motiv che si ripropone sempre, soprattutto quando la politica e il governo appaiono deboli e prestano il fianco alle pressioni di poteri esterni.

Il 20 giugno la Corte costituzionale è chiamata ad esaminare la legittimità dell'art. 4 della legge sull'interruzione della gravidanza. Il motivo? Un giudice del tribunale di Spoleto ne ha chiesto il riesame a seguito della vicenda che ha visto protagonista una giovane donna (minorenne) che senza coinvolgere nella sua decisione i genitori si è rivolta al consultorio manifestando fermamente e consapevolmente la propria volontà di non portare a termine la gravidanza. Il giudice che ha chiamato in causa la Consulta ha usato come grimaldello la tutela dell'embrione sancita dalla Corte europea per i diritti dell'uomo e la salvaguardia della salute dell'individuo sancita dalla Costituzione. Evidentemente la donna in questione avrebbe dovuto, a suo avviso, contro la propria stessa volontà, portare a termine la gravidanza per salvaguardare il diritto alla vita del nascituro. Sembra di essere tornati indietro, come attraverso una macchina del tempo, agli anni bui dell'Italia oscurantista e senza diritti. Ma c'è di più. Il punto dirimente, per il giudice, non è la minore età della donna, quanto una direttiva comunitaria sulla protezione giuridica delle biotecnologie, che comprenderebbe l'embrione umano. Quindi riguarda il diritto di aborto nel suo complesso.

A questo punto è bene far subito presente due importanti precedenti storici. Il primo: già nel lontano 1959 l'Assemblea delle Nazioni unite nella Dichiarazione dei diritti del fanciullo aveva sancito il suo diritto alla vita, quindi anche a quella del nascituro. Il secondo: la Costituzione italiana del 1948 aveva affermato con chiarezza e in modo inequivocabile il diritto alla vita. Ma questi principi sanciti a livello italiano ed europeo non hanno impedito, nel 1978, ad un parlamento di votare una buona legge come quella sull'aborto, che ha resistito nel tempo, ha quasi estirpato del tutto la piaga degli aborti clandestini, ed ha diminuito fortemente, più in generale, il numero degli aborti. Non hanno impedito che un referendum popolare, nel 1981, riconfermasse, secondo il parere della maggioranza degli italiani, quella stessa legge. Peraltro va ricordato, per dovere di precisione, che proprio l'art. 4 era stato uno tra gli articoli presi di mira dal Movimento per la vita e dai cattolici intransigenti attraverso il referendum proposto per l'abrogazione.

La cosa che viene spontaneo chiedersi, in questi frangenti, è come si può pensare che nonostante il parere della diretta interessata, cioè a dire della donna (che poi sia minorenne questo è un altro discorso, ma proprio per questo motivo la legge aveva pensato al mezzo dissuasivo del consultorio), qualcun altro, che sia lo stato, o che sia la chiesa, o che sia il giudice tutelare, o che sia il medico, possa decidere per lei. E' una idea aberrante, coercitiva, anti-democratica, solamente anche il poterla concepire. La visione che emerge da chi vuole rivedere l'impianto della legge 194, a partire dalla costituzionalità dell'art. 4, è che la donna sembra interessare non già in quanto persona autonoma e libera che decide, ma come strumento biologico. Cioè a dire, i valori preziosi della sua vita personale, delle sue scelte, delle sue difficoltà, dei suoi dubbi, non hanno valore alcuno rispetto all'inesorabilità della macchina biologica di cui il suo corpo è sede, rispetto all'inalienabile salvaguardia di un embrione. Partorisca, dunque, la minorenne il bambino che a stento sarà in grado di assistere, poco importa con quali problemi a venire, per il nascituro quando sarà persona, per lei stessa, per la sua famiglia, per lo stato.

Appare evidente che un embrione umano, senza la donna consapevole e consenziente alla sua nascita, è poca cosa. Inoltre, proprio la minore è invece quella che deve essere assolutamente tutelata. La minorenne, che un tempo è stata l'area più rilevante della clandestinità negli aborti, è la più debole anche oggi, in un mondo dove quelli che alimentano le spinte dell'economia al consumismo sono gli stessi che vogliono rimuovere tutti i problemi che mettono in crisi il loro concetto di morale. La verità, amara da dirsi, è che, dopo più di trent'anni dall'approvazione della legge, manca ed è sempre mancata, nei grandi partiti e nella chiesa, ma più o meno consapevolmente in tutti noi, la volontà di rimeditare completamente il ruolo della donna e della famiglia nella nostra società. E' su questo punto che, aborto o meno, si dovrebbe discutere. 

COMMENTI /

Ritratto di Max
Ven, 08/06/2012 - 12:03
Max
Quindi, il parere dell'interessata dovrebbe ergersi a giudice supremo? La stessa interessata che probabilmente senza pensarci e in modo leggero ha deciso di sc****si l'amichetto, senza - sempre probabilmente - irresponsabilmente prendere le dovute precauzioni, dovrebbe essere lei, peraltro minorenne, a esercitare il compito di decidere se una nuova vita ci sarà o no? Cioè non vi viene neanche un dubbio? Questo è l'esempio più lampante della crisi etica e morale del nostro tempo.
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Ritratto di Kan63
Ven, 08/06/2012 - 15:15
Kan63
"Appare evidente che un embrione umano, senza la donna consapevole e consenziente alla sua nascita, è poca cosa." Ecco forse é in questa frase più che in tutta la dotta dissertazione giuridica il cuore della vicenda, io avrei messo un punto di domanda: "Appare evidente che un embrione umano, senza la donna consapevole e consenziente alla sua nascita, è poca cosa?" Solo a partire da questa domanda si può "rimeditare completamente il ruolo della donna e della famiglia nella nostra società."
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Ritratto di michi
Ven, 08/06/2012 - 21:29
michi
Max,fa piacere constatare che la ragazza per te non debba essere la sola interessata a poter decidere del proprio corpo, mentre ti pare evidente che sia stata la sola interessata a scopare....quel ragazzino invece ha fatto le cose per bene? perchè non si è messo un preservativo? dov'è ora? il ca**o glielo ha preso lei a sua insaputa? chi ti dice che l'abbia fatto con leggerezza? chi ti dice che magari non ci fosse davvero un rpofilattico che si è rotto o un sistema contraccettivo che magari non ha funzionato bene? lo sai che molti antibiotici o antistaminici per esempio diminuiscono il potere della pillola? ma mica te lo dicono tutti i medici...prima di sparare sentenze sull'irresponsabilità di qualcuno magari sarebbe un tantino meglio saperle le cose,e siccome non le puoi sapere (o sei tu l'altra parte attiva di questa storia? perchè nonostante la modernità i figli si fanno ancora in 2...ma per i soliti a restare incinta sei da sola,ma per dicidere del tuo utero dopo sei l'unica a non aver voce in capitolo) almeno limitati alla dissertazione su cosa sia un embrione....un grumo di cellule che non ha nemmeno i fasci nervosi centri delle sensazioni....
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Ritratto di Pietro
Sab, 09/06/2012 - 00:01
Pietro
la crisi etica e morale sopraggiunge quando si lotta per una manciata di cellule umane, e si uccide senza pietà ogni altra forma di vita. a partire dalle piante fino agli animali superiori (per la cronaca: un polpo adulto ha la stessa intelligenza di un bambino di 8 anni). è assurdo discutere se sia giusto o meno "uccidere" un embrione mentre si mangia carne allevata e macellata come fosse letame, mentre si incarcerano polli e conigli, mentre abbiamo tutto il diritto di uccidere animali e trattarli come schifezze. Gli animali non sono creature di dio? forse conoscere un po di scienza non farebbe male.. conoscere cosa significa gastrula e embrione e conoscere quanto sono evoluti tutti gli altri animali farebbe evitare discussioni inutili..
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Ritratto di salvatore
Sab, 09/06/2012 - 00:13
salvatore
max...e che cosa vuoi che avvenga, diversamente dal fatto che sia L' INTERESSATA" a decidere..chi vuoi che lo faccia il suo prete? o vuoi partecipare anche tu alla decisione?Lembrione è un progetto di vita, nn è la vita, l' embrione non è un essere umano.....l' uomo è uomo quando nasce, non quando viene "progettato.
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Ritratto di Ink
Sab, 09/06/2012 - 00:37
Ink
E soprattutto saranno, dopo la nascita, lo Stato e la Chiesa a preoccuparsi di sostentare madre e figlio, giusto? Il diritto a una vita dignitosa in una società moderna di una bambina (magari cresciuta con sacrifici e difficoltà) viene di fatto compromesso e messo in secondo piano nel momento in cui ella stessa diventa procreatrice, nella maggior parte dei casi, involontariamente, anche in seguito a comportamenti irresponsabili o immaturi peraltro giustificabili dall'età. Quindi un embrione deve essere tutelato maggiormente rispetto a un essere umano completo, vivo vegeto, raziocinante e respirante?
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Ritratto di Andrea
Sab, 09/06/2012 - 16:16
Andrea
Analisi perfetta, complimenti all'autore e al giornale...ho notato che gli altri quotidiani hanno solo dato la notizia della chiamata all'esame della Corte sulla legge, ma non hanno fornito alcuna valutazione in merito...
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Ritratto di Giuseppina
Sab, 09/06/2012 - 16:19
Giuseppina
Per non parlare della reintroduzione della patria potestà e della supremazia assoluta negli ospedali dei medici obiettori di coscienza!
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Ritratto di Antonio
Lun, 11/06/2012 - 08:50
Antonio
Ho l'impressione che l'ordinanza del giudice di Spoleto non tenga in considerazione un principio di equilibrio tra "titolari di diritto". http://cosechedimentico.blogspot.it/2012/06/abbasso-i-talebani-viva-i-talebani.html
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Ritratto di elena
Lun, 11/06/2012 - 10:13
elena
Mi dispiace osservare che anche uno studioso qualificato come l'autore dell'articolo confonde la Corte europea dei diritti umani (cui si fa riferimento nell'articolo) con la Corte di giustizia dell'Unione Europea, alla cui sentenza Brustle in materia di brevettabilità degli embrioni umani ha fatto riferimento il giudice di spoleto. La questione NON è di lana caprina perchè: a) i due organi giudicanti appartengono a ordini diversi: la Corte europea dei diritti umani è organo del Consiglio d'Europa (per vedere di cosa si tratta si può leggere www.coe.int), mentre la Corte di giustizia è organo dell'Unione Europea; b) la questione cruciale è verificare se la materia dell'aborto è disciplinata, anche in via concorrente, dal diritto comunitario o di competenza esclusiva del diritto nazionale, come io credo. Solo quando si avranno ben chiari questi due punti si potrà comprendere pienamente la questione, indipendentemente da valutazioni ideologiche o morali
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