Blog di

di Federico Ammazzalorso

Operazione nostalgia #1: Fotolog (il nonno del tag e di Pinterest)

Blog post del 9/06/2012

In un giorno imprecisato del 2006 qualcuno mi disse “Dai! Fatti il fotolog”. Non sapevo minimamente di cosa stesse parlando, accolsi l'invito ed andai a vedermi il fotolog di questa blogger.

Quella che mi si aprì davanti, rinchiusa nel monitor di un Acer portatile, era una pagina che faticavo a comprendere. Al centro vi era una grande foto, sotto una frase, ai lati di essa due colonne di piccole foto. Andai su quella di destra per vedere le foto di sta tizia, in alcuni click mi trovai dove non si sa, mi ero perso. La tipa mi disse “Ma no quella è la colonna dei favoriti! Vai su quella di sinistra per vedere le mie foto”. Così incominciai a capire.

Sopra ogni colonna vi era una scritta/link, a sinistra “Recent photos”, a destra “Friends/Favorites”. Se cliccavi sulla scritta di sinistra andavi ad un calendario, per ogni giorno una casella, dentro ogni casella la foto di quel giorno, vuote quelle in cui nessuna immagine era stata caricata sul Fotolog dell'utente. Se cliccavi sui Friends avevi una lista degli amici che la persona aveva scelto. Sopra la foto un titolo, anche questo scelto dall'utente. La grafica era semplice e spartana

Ma la comunità di quel luogo virtuale era attiva, eterogenea, d'Italia e del mondo, alcuni tra amici avevano americani, volando sull'oceano, sbattendo contro un satellite, li avevano scelti. C'erano anche un sacco di brasiliani, tant'è che tutti gli italiani credevano si trattasse di un software del Brasile. A quei tempi non s'usava Wikipedia, quindi nessuno s'andò ad accertarsi. In realtà Fotolog.com nacque nel 2002 in America, a New York City.

Su Fotolog potevi caricare una foto al giorno, avevi un massimo di dieci commenti (poco tempo dopo la mia registrazione arrivarono a venti). Potevi scrivere un massimo di 5000 battute, alcuni erano minimalisti, alcuni scrivevano il giusto, altri si sfogavano. Potevi scegliere i colori della pagina: la scritta principale, le scritte secondarie, lo sfondo. Usando colori semplici, ad esempio sfondo nero e scritte bianche e grige, avevi un risultato più gradevole. Usandone di troppo sgargianti il risultato era più pacchiano, pareva una versione più grezza del software, perlomeno ai miei occhi, insomma son sempre gusti.

Ma una foto, un breve testo e dei colori bastavano a rappresentare la personalità dell'utente. Era semplice, funzionale ed invitava con queste poche cose ad un fruttuoso scambio di commenti tra utenti. Magari caricavi la foto di un film e relativa citazione, subito qualcuno che ti diceva d'averlo visto e si scambiavano opinioni. Ovviamente c'erano molti primi piani, ma con il testo potevi spiegare la tua espressione.

Ero abituato all'ostico blog, scrivevi interi testi e per ricevere commenti dovevi interagire con gli altri. Ma un conto è leggere un testo di massimo 5000 parole con foto, un altro era leggere interi post, e chi cazzo c'aveva voglia? Considerate anche che molti commentavano solo la foto. Foto e testo avevano lo stesso peso per l'utente autore, ma in generale, specie per chi visitava il tuo flog, era l'immagine ad essere predominante sul testo. Il collegamento tra immagine e testo in alcuni casi era più immediato, per altri meno. Nei casi dei fotolog minimalisti era più arduo cogliere lo spirito dell'utente. Ma era una sfida affascinante, la persona era un enigma da risolvere. E' strano come talvolta siamo affascinati dal poco, è un sogno romantico quello di conoscere una persona da una foto a prima vista insignificante ed al massimo 4 parole.

I vari fotolog erano allenamenti pratici per sociologi apprendisti. Era bello vedere come le persone trovavano ogni giorno il modo di rappresentare se stessi: una proprio foto ed il testo di una canzone, la foto di un panorama ed un testo delle proprie sensazioni, foto in compagnia ed il racconto d'una serata. Ti tuffavi nel mondo di una persona e, se eri fortunato, ne trovavi uno che ti affascinava, lo sceglievi in mezzo ad altri e lo inserivi tra i Friends/Favorites.

Era la prima volta che vedevo una cosa del genere, nel blog regnava la parola, testi lunghi e boriosi. Lì era tutto più immediato, più t'immergevi più trovavi affinità inaspettate. Era qualcosa di davvero nuovo, forse solo adesso, a distanza di 6 anni, sto capendo quanto.

Finalmente l'immagine era entrata prepotentemente nella costruzione delle nostre identità virtuali. Ci si vedeva in faccia, ma non erano semplici e vuote foto di profilo, avevano sempre una loro identità. Alcuni usavano photoshop e le personalizzavano ancora di più. Si capiva quanto fossero diffuse le fotocamere digitali.

I nostri occhi, che erano anche le nostre fotocamere digitali, fotografavano i nostri mondi e noi stessi, le nostri menti elaboravano le nostre memorie, le nostre dita le scrivevano. Noi eravamo quello, finalmente non dicevamo solo un paio di informazioni fredde, dicevamo di più, comunicavamo al mondo anche le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, le nostre emozioni. Comunicavamo ciò di cui siamo veramente fatti. Se vuoi sapere chi sono veramente vai a fotolog.com/credodiaver.

I nostri nick erano sempre preceduti dallo slash. Anche se avevi un nick assurdo, come il mio di quei tempi, tra fotologgers si parlava di te con quel nome. Io non ero Federico, io non ero neanche Credodiaver, né credodiaver, io ero /credodiaver.

E nonostante fosse solo il nome di un fotolog, l'indirizzo di una struttura ipertestuale di documenti, in quel posto virtuale vi era il mio spirito più che in ogni altro luogo reale del mondo. E come c'ero io c'erano tante altre persone. E potevi realmente vedere dentro di loro, capire chi cazzo fossero e cosa ci facessero sopra questa terra. 

Non mi era mai capitato di poter buttare me stesso così tanto in uno spazio virtuale, che erano bit, pixel, codici binari che si trasformano in immagine e testo, lì dentro potevi trovarmi.Erano diari online pieni di immagini, ed erano incredibilmente immediati nel trasmettere noi stessi al mondo intero. Un tempo con i diari scrivevamo della nostra vita, con Fotolog quel diario era pubblico e con pochi click ci conoscevi. Un tempo ci si raccontava con le parole, noi fotologghers ci mettevamo le immagini.

I fotologghers sono stati forse gli utenti, inconsapevolmente, più innovatori del web. I NewYorkesi forse avevano semplicemente tradotto la necessità delle persone di condividere le proprio foto fatte con le digitali, forse si aspettavano solo delle foto e la descrizione della stessa, una roba per fotografi. Eppure perché consentire un testo di 5000 battute?Perché chiamare gli album preferiti Friends/Favorites e non solo Favorites? Perché un'immagine al giorno? All'ultima domanda si può rispondere dicendo che fu una decisione tecnica. Il sito non riusciva a contenere quell'enorme mole di dati, così dovettero mettere dei limiti al numero di caricamenti di foto.

La storia di Fotolog è quasi romantica, gran parte del successo l'hanno fatta proprio gli utenti. Quando gli utenti si incontravano si facevano una foto assieme, sempre. Ognuno con la propria fotocamera. Il giorno seguente la postavano entrambi. Scrivevano “io e /credodiaver” nonostante conoscessero benissimo il tuo nome e nella vita reale ti chiamavano con esso. Veniva scritto questo perché all'intera comunità non eri conosciuto con il tuo reale nome, ma anche perché copiandolo ed incollandolo dopo il link “www.fotolog.com” si andava al suo fotolog. E sapete a me cosa ricorda? Il tag apparso anni dopo su MySpace e Facebook. Io lo usavo nel 2006, credo esistesse anche da prima.

Inoltre vi erano anche fotolog che erano album a tema: /newyorkcity, /tattoo, /piercing. Lì dentro trovavi foto su quell'argomento. E sapete a me cosa ricordano questi album a tema? Le board di Pinterest. Dai ditemi voi quando è uscito fuori Pinterest. Nel 2010, 4 anni dopo.

Se gli utenti si rendessero conto di quanto siano essi stessi gli artefici delle innovazioni della rete, sarebbero più ricchi e sopratutto si renderebbero conto del loro potere. E se comprendete quanto il web sia importante in questa società, capireste anche come il potere su di essa, sulla sua evoluzione, sia così importante.

Qualche mese fa sono state apportate alcune modifiche che ne hanno snaturato in parte la vecchia grafica. Fotolog era bello anche perché era rimasto sempre uguale, non era mai cambiato. Lui era sempre lì, pronto ad accoglierti, a lasciarti sfogare, a raccontarti. Così di nicchia che dovete andare sulla versione in inglese di Wikipedia per trovarvi la descrizione. Le persone erano alla giusta distanza per avere il coraggio di dire chi veramente eravamo, felici quando trovavamo chi ci sapeva “leggere”. 

In queste recenti modifiche sono scomparsi tutti i vecchi commenti, riapparsi tempo dopo. In un primo momento la reazione di quasi tutti gli utenti è stata “ma i commenti?”

Molti decisero di abbandonare. Quel luogo virtuale era il diario della loro vita, lì dentro c'erano veramente loro, potevano vedere come era cresciuti, cambiati nel corso del tempo. Tutte le vecchie foto e relativi testi erano rimasti tutti lì, ma comunque sia tutti volevano indietro i commenti ricevuti in anni di utenza.

Questo significa solo una cosa, una semplice ed ovvia cosa. Noi stessi, il nostro passato, la nostra vita, siamo nulla senza il contatto con gli altri, senza l'interazione con gli altri. Con i nostri Friends/Favorites non siamo noi, sono loro che ci conoscono veramente, è anche con loro che tutti quei cambiamenti sono avvenuti. Ci hanno visto vivere attraverso un diario online.

Un fotolog era un pezzo di vita: le nostre sconfitte, le nostre risalite, le nostre emozioni, le nostre vittorie, i nostri sorrisi e le nostre facce tristi.

Grazie Fotolog.com, /credodiaver.

 

 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Mer, 13/06/2012 - 15:28
...bello. Ciao, /credodiaver :)
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