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di Federico Ammazzalorso

Un intero popolo unito contro il temibile "biscotto"

Blog post del 16/06/2012
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Ieri qui ho parlato di uno dei miti italiani, Trenitalia, alla quale in fondo siamo tutti affezionati. . Invece oggi il trend è l'incubo biscotto per gli Italiani. Aspettate non fraintendete, non è che siamo un popolo omofobico che ha paura che un enorme ed ingombrante “biscotto” ci inculi tutti quanti. Il problema è squisitamente calcistico.

La nostra super nazionale, in questi Europei dell'anno di grazia 2012, ha fatto il suo solito corso. Prima partita brillante contro la Spagna, pareggiamo, ma ragazzi che bella è questa Italia?

Per la seconda partita tutti i quotidiani si ricordano che se non vinci non vai da nessuna parte. E allora ma si che questa la vinciamo, figurati non abbiamo sfigurato con la Spagna, vuoi che non gliele rifiliamo un paio di pere a sti croati? Ovviamente pareggiamo anche lì, quindi sono, volgarmente parlando, cazzi.

Solitamente in questo momento i quotidiani incominciano sempre a scrivere cose come “ma vi ricordate al mondiale dell'82?”, poi arriva Sacchi che ti fa il tattico e pensi “minchia l'ha detto Arrighe, regà è fatta!”. Infine c'è l'articolo poetico-romantico che sarebbe capace di paragonare una partita di pallone alla resistenza dei partigiani. Che se te sei un attimino sensibile incominci a piangere, prendi una qualsiasi bandiera tricolore e incominci ad urlare “Forza Azzurri!”.

Ad essere sincero io ricordo che solo ad Euro 2000 ci siamo fatti una terza gara del girone in tranquillità, altrimenti sempre na sofferenza assurda. E ti chiedi sempre: come facciamo noi italiani? Ci ritroviamo sempre nelle situazioni più improbabili, che come ti cala in mente che possiamo farcela?, come pensi che quella banda di scoglionati possa improvvisamente diventare un plotone di fenomeni. Eppure noi ci assiepiamo davanti ad un televisore, compriamo le birre ed un paio di pizze. Sfruttiamo l'intervallo per tornare a respirare.

E' inutile dire il contrario qua gli unici veri eroi sono gli irriducibili tifosi dell'Italia, quelli che sono capaci di truccarsi la faccia per vedere la partita a casa di amici. Una squadra quasi sempre dedita al catenaccio ed al contropiede, un mondiale vinto nel 2006 con grinta e cuore. Ero in Piazza Maggiore a Bologna quando Fabio Grosso gonfiò la rete, l'incredulità di un popolo, finalmente la liberazione di poter urlare “Toh! Francesi di merda”. Avevamo il dente avvelenato da Euro 2000 con i Francesi.

Ed ora tutti a parlare del biscotto, a fare calcoli su calcoli. Ma i numeri non ci sono congeniali, almeno nel calcio lasciamoli fuori per una volta. Lasciamoli quando si parla della crisi e dello spread. Per l'ultima compriamo le solite birre, ordiniamo gigantesche margherite per tutti quanti e comunque vada sarà un successo. 

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