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di Tiziana Cavallo

Matteo Renzi non mi ha aiutato a sciogliere il dubbio!

Blog post del 14/09/2012
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Ci eravamo lasciati con il complesso dilemma del restare o ripartire….Ringrazio tutti coloro che qui hanno dato il proprio commento, contributo e le decine e decine di amici e conoscenti che sul mio profilo ‘faccialibro’ mi hanno aiutato a scioglierlo.

Volete sapere qual e’ il risultato finale?


Allora se dovessi dare conto a quanti mi hanno consigliato di ripartire potrei dire che dovrei gia’essere con la valigia in mano…ma quei pochi, a dire il vero, che invece hanno articolato il loro consiglio di restare e contribuire a risollevare le sorti della triste Italia mi hanno messo in una crisi fortissima.

Ora mi trovo a casa, a Verona, nel mio luminoso bilocale acquistato con mutuo venticinquennale, continuo a spostare la data in cui dovrei tornare a Hong Kong – con cui resto, grazie al web, e non solo in perenne contatto – perche’ non sono convinta sia la scelta giusta.

Chi mi conosce sa che c’e’ anche un elemento personale, familiare, non trascurabile tuttavia questo elemento sa perfettamente e condivide il mio percorso struggente di abbandono dei lidi natii.

Ieri ho deciso di fare una cosa che di solito non faccio: andare a sentire un ‘comizio’. La fortuna, se cosi vogliamo definirla, ha voluto che ieri da Verona partisse la campagna per le primarie di Matteo Renzi.

Ci tengo a precisare che dopo 7 mesi di vita in Oriente le uniche notizie politiche tricolore che ci erano giunte fino la’, sono state quelle legate alla laurea in Albania del figlio di Bossi e la debacle di suo papa’. E ovviamente le continue domande “Monti bis o no?”.
Preciso anche che non mi nascondo dietro il dito e da sempre e’chiara la mia posizione non sicuramente centrista o centrodestista…

Detto cio’ – ho paura che i lettori de Linkiesta mi subisseranno di commenti poco carini ! – mi sono detta che andare a sentire uno che ha la mia eta’e che da anni fa il sindaco senza grandi danni e che si contrappone ai dinosauri del centrosinistra valeva la pena.

“Futuro, Europa e merito”ecco lo slogan di Matteo Renzi. Ero indecisa se andare via subito dopo questa dichiarazione – soprattutto per il setting tristemente scopiazzante una convention obamiana – ma sono rimasta fino alla fine.

Ho atteso, fiduciosa che anche lui facesse una riflessione per tutti quei giovani – e anche non – che da anni sono emigrati in cerca di futuro, merito ed Europa (esclusi quelli in paesi extra eu) lasciando famiglia, amici e un po’, tanto, cuore a casa.

Nulla di nulla. Nessun riferimento. O meglio qualche riferimento c’e’stato agli studenti Erasmus che notoriamente vanno e tornano, e spesso ricordano solo grandi bevute e feste fino a tardi nelle varie amee sedi che le loro universita’hanno tra i partner europei. Sul resto della sua lunga presentazione vi lascio a chi di politica ne sa e ne scrive meglio di me.

Adesso (citazione renziana visto che lo ha scelto come pay off della campagna) mi chiedo: ma se io torno a Hong Kong o dovunque fuori di qui, ha senso pensare che tra qualche anno possa ritornare per vivere la mia patria con merito e futuro se chi si propone di governare non tiene conto di ri-dare un senso di appartenenze a questa 'povera patria' ?

Scusate, saro’ prolissa e ripetitiva, ma la mia crisi identitaria si alimenta del fatto che oggi piu’che mai per sentirmi italiana io devo andare via dall’Italia.

E il dubbio, restare o ripartire, rimane tale…

Adesso mi bevo un caffe’, che almeno quello e’ un valido motivo per ora per restare!
 

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COMMENTI /

Ritratto di Carlo Scaroa
Ven, 14/09/2012 - 18:53
Carlo Scaroa
Non capisco proprio il senso di questo commento.....io vivo ormai all'estero, ma non mi aspetto che un candidato presidente del consiglio ammicchi alla mia situazione....
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Ritratto di Anonimo
Ven, 14/09/2012 - 20:56
Ciao Tiziana, come ben sai mi sto occupando in questo periodo di intervistare i veronesi che sono andati a vivere all'estero. Dopo 6 puntate e tanti "ideali" km percorsi con la penna fra Cina, Australia, Stati Uniti ed Europa ho cominciato a capire che non è possibile stabilire un motivo (uno solo) per andare o per rimanere. Ognuno si è spostato per motivazioni diverse. Chi per seguire un amore (e può essere un motivo fortissimo), chi per un'idea (che poi magari l'ha deluso), chi per curiosità di mettersi alla prova o perchè magari aveva avuto l'occasione di poter svolgere un'attività che in Italia non gli era consentita....o non a quel livello, almeno. Qualcuno di questi progetta di tornare, qualcun altro non ci pensa nemmeno. Moltissimo dipende anche da "dove" sono andati. Mi ha stupito un ragazzo che è andato a vivere a Sidney (che, almeno sulla carta, è piuttosto cool) e che non vede l'ora di tornare, mentre un altro, a San Francisco mi ha confessato che sarebbe da pazzi farlo. Insomma, ciascuno ha le sue motivazioni, dettate dal lavoro, dai sentimenti, dalla qualità della vita. Ecco, la qualità della vita secondo me rimane una fortissima motivazione. Come sai ho vissuto un anno "da lavoratore" (e non da Erasmus) in Spagna. E sono tornato. Per un motivo principale - il lavoro - e per altri mille motivi secondari: qualità della vita (che a Verona è comunque molto alta, soprattutto per chi ha la fortuna di lavorare e vivere in centro o vicino al centro), amicizie e altro che ovviamente non sto ad elencare. Io avevo il lavoro dalla mia: mi piace vincere facile, direbbe qualcuno, e me ne rendo conto. Ma t'assicuro che non è stata assolutamente una passeggiata e anzi....forse è stato molto più semplice andare in Spagna che tornare in Italia. E sono consapevole che avrei tranquillamente potuto fare la scelta opposta e rimanere, con altrettante motivazioni, tutte validissime. Sarei stato bene ugualmente, forse, anche se a livello lavorativo avrei avuto maggiori difficoltà. Tu hai un dilemma diverso, credo, e difficilmente paragonabile al mio come a quello dei ragazzi che ho intervistato. O a quello di migliaia e migliaia di persone che sono emigrate lontano dai lidi natii. Ecco, penso che nessuno possa darti una motivazione a rimanere e nessuno possa dartene una a restare. Ciascuno troverà in realtà motivazioni per difendere la propria scelta o le proprie idee e il dibattito è interessante e hai fatto bene a tirarlo fuori, ma temo che non riuscirà a darti alcuna certezza, in un senso o nell'altro. Siamo tutti diversi e tutti abbiamo esigenze diverse. Io ad esempio - anche se apprezzo il tuo spunto - non avrei mai neanche lontanamente pensato ad un fattore politico in grado di influenzare una scelta di questo tipo, anche se io stesso ho pronunciato la fatidica frase: "Se Berlusconi viene eletto di nuovo è la volta che emigro". Scherzavo? Magari si, però intanto l'ho detto. Quindi in fondo hai ragione tu. Non si può escludere niente nella spunta dei pro e dei contro. Penso che fossi in te starei semplicemente vicino alla persona a te più cara. Ovunque egli sia. E' dura, ma alla fine penso che sia la scelta migliore. Perchè in fondo abbiamo la nostra casa dove abbiamo il nostro cuore. Non è un consiglio, nè un invito ad andartene. A me dispiace quando persone in gamba come te (e a cui voglio bene) se ne vanno dall'Italia, perchè inevitabilmente ci impoveriamo tutti, anche se con la tecnologia di oggi in realtà possiamo dare il nostro contributo anche da lontano. Ma ognuno ha la sua strada e spesso la nostra non la decidiamo neppure noi. Un bacio
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