Domani si vota, ma la gente non ne ha voglia. Sarebbe una normale, forse ordinaria, domenica di pioggia, se non fosse per quell'incombenza, di cui, oggi come oggi, con l'antipolitica che tira, fare davvero a meno.

E dire che le amministrative sono, di regola, le elezioni più sentite e partecipate, perchè gli eletti - questi sì mica come quelli a Roma - sono a stretto contatto con gli elettori. Sempre sotto la lente, controllati e  controllabili. Eppure i partiti sono consapevoli della sonora sconfitta cui andranno incontro.

                     

Un esito negativo scontato, ma voluto. Autoprocurato.

Si è appena conclusa una delle campagne elettorali più trascurate e volutamente sottotono della storia repubblicana. La parola d'ordine, il leit motiv di maggio è solo uno: ridimensionare. Qualunque cosa succeda. Ridimensionare e trascurare. Far finta di nulla.

L'hanno volutamente trascurata e resa trascurabile, così da non farla neanche risultare test o termometro della disaffezione collettiva. Metterci la faccia davvero, per i leader politici, avrebbe causato un ulteriore abbassamento della percentuale di consensi.

Ma la gente non si rassegna tanto facilmente. Ha bisogno di  politica, di buona politica, e con essa di partecipare e di emozionarsi ancora. 

E per votare, vota. E infatti saranno molti quelli a dare, nel segreto dell'urna, la propria prferenza al Movimento 5 Stelle, già da molti definito "spazzino" dell'emoragia dei consensi di tutti i partiti tradizionali.

Voto di rottura, di protesta, di fiducia, di cedimento al populismo demagogico. Definitelo come volete, dategli il significato che credete più opportuno, ma non trascuratelo. Anche perchè molti credono che non sarà possibile.

Il Movimento 5 Stelle, i suoi candidati, finanche lo stesso Grillo hanno già vinto nella battaglia più dura. Riportare la gente nelle piazze, ad ascoltare, partecipare, emozionarsi e contestare. Colmare la distanza dalla politica, permettendo a tutti di farla e di esserne parte.

Folla ad Alessandria in attesa della presentazione dei candidati del Movimento 5 Stelle

 

Mentre i candidati dei partiti parlavano a sparute folle, il M5S raccoglieva, anche nei paesini più piccoli dei circa 900 comuni al voto, cittadini desiderosi di dare fiducia e giudicare le idee dei singoli. Non politici di professione, ma cittadini come tanti, che hanno voluto mettersi in gioco, ricostruendo un rapporto diretto e sano con gli elettori. La prova dei fatti, se ci saranno, permetterà di giudicarli. E comunque lo faranno i loro elettori. Vedremo se avranno, tutti, la forza e la capacità di allontanarsi dall'ingombrante Grillo e attuare il programma. Intanto, si sono comunque guadagnati il diritto di essere messi alla prova.

E' un fenomeno emergente e sempre crescente, di cui non si può non tener conto. Facile snobbarlo e sminuirlo tacciandolo di semplice anitpolitica. Rischia, chi cade in simili banale e poco circostanziate invettive, di confondere il supporto, spesso eccessivo di Grillo, con i programmi concreti di tanti candidati che, a livello locale, fanno e vengono votati.

E' la politica, da cui i cittadini prendono le distanze e verso cui hanno livore e rabbia, la prima causa del fenomeno M5S e della sua ascesa inarrestabile.

Da Alessandria a Caltagirone miete consensi e rimpie le piazze, mentre noi ci chiediamo ancora il perchè.

COMMENTI /

Ritratto di  ProAssange-InsideJob
Dom, 06/05/2012 - 13:53
ProAssange-InsideJob
Si. Condivisibile quasi in toto. Solo un appunto FONDAMENTALE. Se Grillo e il 5 Stelle hanno intenzione di combinare qualcosa è il momento di avvicinare al movimento uomini di valore riconosciuto della società civile (università,imprenditoria,cultura,etc...) Stare a sentire quattro concetti banalizzati da un comico è divertente. Fare un "progetto alternativo" al nulla criminale di oggi è un compito che ne Grillo, ne i volti nuovi (e troppo giovani) di cui si circonda possono assolvere.
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Ritratto di Enrico Ferrara
Dom, 06/05/2012 - 16:01
Enrico Ferrara
Perfettamente d'accordo
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Ritratto di Dino Giarrusso
Lun, 07/05/2012 - 03:59
Dino Giarrusso
Il "perché" che cerchi giustamente nella chiusura del pezzo, lo puoi trovare in un altro articolo da voi pubblicato, questo: http://www.linkiesta.it/rutelli-calabria Finché i partiti dimostrano questa "coerenza", è chiara la ragione per la quale chi è stufo cerchi altrove persone cui dare fiducia.
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