Blog di

di Peppino Caldarola

Forza Napolitano! Il Presidente ha buttato nella spazzatura il bambolotto di pezza della secessione

Blog post del 1/10/2011

L’avevamo invocato alcuni giorni fa e l’affondo di Giorgio Napolitano c’è stato. Il Presidente non può intervenire sui comportamenti morali di singoli esponenti politici, anche se mi aspetto che prima o poi qualcosa dirà, ma può parlare degli interessi primari di una comunità nazionale. L’ha fatto. È persino singolare lo scandalo suscitato dalle sue parole. In un Paese normale la tutela dell’unità nazionale dovrebbe essere considerata un dovere degli uomini pubblici. È legittimo pensarla diversamente, è illegale praticare ipotesi di rottura secessionista. Il presidente ha ricordato con grande vigore alcune verità: l’inesistenza del popolo padano, che è un’invenzione tutta politica assai diversa da un dibattito serio sulle diverse storie regionali italiane, e l’obbligo alla tutela dell’unità statale sancita dalla legge suprema della Repubblica che prevede sanzioni contro non solo chi volesse infrangerla ma anche verso quelle autorità che non si ergessero a difesa dell’unità nazionale. Il Presidente della Repubblica, in quanto rappresentante e tutore dell’unità del Paese e a capo della magistratura e delle Forze Armate, non solo deve difendere l’unità ma è obbligato a farlo dalla Costituzione sulla quale ha giurato. Questo dogma dovrebbe valere anche per i ministri e per il premier, anche lui tenuto all’osservanza della legge fondamentale.


Napolitano, come avranno notato i lettori più attenti, non ha fatto un attacco ad alzo zero alla Lega. Ne ha semplicemente criticato l’attuale deriva secessionista. Il Capo dello Stato ha infatti ieri apprezzato la svolta federalista del partito bossiano ritenendolo un passo avanti rispetto alle idee separatiste della prima fase. Non ha alcun senso quindi affermare che il Quirinale ha messo sotto accusa un partito che ha i suoi rappresentanti in Parlamento mentre è vero che ha ricordato i limiti costituzionali della sua azione politica. Oggi i giornali di destra titolano su Napolitano che «vuole arrestare Bossi». Titolo brillante che rende un pessimo servizio al Paese, al Capo dello Stato e anche al leader leghista. Bossi sa che Napolitano deve dire quello che ha detto. Sa anche che la secessione è impossibile soprattutto oggi che il suo partito è ai minimi termini e che il cosiddetto popolo padano ha altri pensieri nella testa.
Le parole di Napolitano hanno voluto anche spezzare questo singolare giochetto da teatrino della politica che si svolge alle spalle del Paese. il giochetto consiste nella minaccia scessionista che serve a tenere buona una parte della base leghista e motivare la necessità dell’alleanza di governo con i berluscones. Non a caso il più irritato è Silvio Berlusconi. Avendo chiarito quello che tutti sanno, cioè che la secessione è un atto che prevede una reazione adeguata dello Stato, due settimane fa scrissi che è materia più che della politica della Divisione Pastrengo dei carabinieri, il premier non sa cosa offrire a Bossi per aiutarlo a tenere buona la sua base irritata per i salvataggi di ministri discussi e per l’inconcludenza del governo. Da ieri il bambolotto di pezza della secessione finisce nella spazzatura e Bossi e Berlusconi sono di nuovo di fronte alle loro responsabilità. Se la Lega attaccherà oggi pesantemente il capo dello Stato e il premier non difenderà il Quirinale l’intera coalizione di governo si porrà al di fuori della dialettica democratica.

COMMENTI /

Ritratto di daniele,milano
Sab, 01/10/2011 - 15:03
daniele,milano
Che il Presidente della Repubblica sia garante dell'unità nazionale è una banalità. Per quel principio può essere difeso intelligentemente o stupidamente. napolitano nel suo intervento l'ha fatto in maniera stupida. Stupida perché se la Lega - come afferma Caldarola - deve compiere uscite secessioniste per tenere buona una parte della sua base, significa che ci sono alcuni milioni di italiani che hanno perso il senso, il significato dell'unità nazionale. Io - pur non essendo base della Lega - sono uno di quelli. Allora se il Presidente ponesse a tema il recupero del senso dell'unità nazionale, scavando le ragioni di una perdita in atto ormai da tempo e su vasta scala (e non solo in Italia, guardando a cosa accade nel Regno Unito, in Belgio, in Spagna), farebbe opera meritoria, interessante e degna di essere ascoltata e dibattuta. Napolitano, invece, se n'è uscito con toni inusitatamente (per il Quirinale) forti. Quell'accostamento agli arresti dei secessionisti siciliani con il discorso sul "Popolo Padano" suona come una sinistra minaccia, neppure troppo velata (e anche un po' mafiosetta nello stile, a dirla tutta). Un tono del discorso senz'altro più educato ma nella sostanza non molto diverso dal dito medio di Bossi e del tutto inutile a difendere l'unità nazionale. A questo punto la domanda è: perché il Quirinale, normalmente così prudente nel linguaggio, parla con toni elegantemente borgheziani (nel senso di minatori e violenti?). La mia risposta – considerando Napolitano una persona intelligente e il suo staff tutt’altro che cialtrone e improvvisato – è che al Quirinale devono avere informazioni, segnali o scenari che che gli fanno ritenere l’eventualità di un rafforzamento del separatismo meno improbabile di quanto non possa apparire a chi non dispone di quelle informazioni. Cioè, se il PdR è garante della Costituzione e dunque dell’Unità d’Italia, non ci sarebbe alcuna ragione di intervenire con toni così duri sull’Unità d’Italia se non si percepisse una minaccia reale. Dunque la minaccia è reale. Per quanto mi riguarda metto in relazione questa ipotesi con a) i rischi concreti di rottura dell’euro e dell’Unione Europea, b) con l’incapacità conclamata della Lega di rappresentare ancora l’autonomismo del Nord lasciando dunque campo libero a eventuali movimenti separatisti, c) l’oggettivo spolpamento cui cittadini, contribuenti, lavoratori e imprese del Nord sono oggi sottoposti (più di ieri) per via delle ripercussioni sulle finanze pubbliche italiane della crisi globale. Quanto agli argomenti di merito usati da Napolitano, li trovo tutti risibili: 1) deridendo l'ipotetico Lombardoveneto indipendente perché non sarebbe competitivo nei confronti della Cina e delle altre grandi potenze, il Presidente dimentica che il Lombardoveneto non sta su Plutone, ma in Europa e in Europa potrebbe competere né più ne meno di quanto competano altri Stati di analoghe o inferiori dimensioni demografiche ed economiche quali i Paesi Bassi, il Belgio, l'Austria, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, la Svizzera o la Norvegia. Forse l'Italia senza Lombardoveneto avrebbe qualche difficoltà in più. 2) definire "contro la Storia" qualunque cambiamento dello staus quo è ridicolo: la Storia non c'è, la Storia si fa (come il mercato... piantiamola con la metafisica) 3) il "popolo Padano" non c'è. Forse è vero. Però, al di là che anche i popoli in certa misura s'inventano (compreso quello italiano, altrimenti aveva ragione il Metternich), la Lega parla di Popoli Padani (al plurale). Quello veneto esiste, perché esiste nello statuto della regione, come esiste anche quello sardo. Basterebbe una variazione nello statuto della Regione Lombardia ed ecco che legalmente esisterebbe anche quello lombardo. 4) La via costituzionale alla secessione non esiste. Vero. Però è anche vero che a) è riconosciuto il diritto all'autodeterminazione dei popoli (dall'ONU, mica da Borghezio); b) che quel diritto è tradotto in molti paesi civilissimi anche con la facoltà di organizzare referendum per l'indipendenza, come nel Regno Unito o in Canada, mica in Uganda e Congo. Dunque, come la mettiamo? C'è qualcuno - al di là dei discorsi di Napolitano - che, proprio perché ha a cuore l'unità nazionale italiana, abbia le capacità di porre la questione del senso dello stare insieme dei territori di questo Paese, senza ricorrere a inutili sventolii tricolori, strazianti canti di un inno francamente brutto e retoriche risorgimentali senza più il minimo grip? daniele,milano
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Ritratto di Aldus
Dom, 02/10/2011 - 10:53
Aldus
Bravo Daniele da Milano, condivido parola per parola il tuo scritto. Anche a me è sembrato un Napolitano fuori dalle righe! I suoi ghost writer. stanno esagerando e lui trasmette serenamente parole liberticide. Mah temo proprio che stiamo andando alla catastrofe finanziaria e ...sociale!
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Ritratto di Enobarbo
Dom, 02/10/2011 - 00:48
Enobarbo
Napolitano ha detto un paio di cose innegabili e ha fatto bene a dirle chiaramente. L'unico appunto che si potrebbe fare è proprio che si tratta di cose ovvie, ma dato che nel dibattito pubblico vi è chi le menziona avventatamente il ristabilimento dell'ovvio è cosa sacrosanta. L'unità e indivisibilità della Repubblica sono limiti che la Costituzione pone non solo alla legge ma anche alla sua stessa revisione. Figuriamoci agli statuti regionali. E non si può certo dire "chissenefrega della Costituzione" perchè questa non è un componimento poetico, è una norma fondamentale e in quanto norma prevede e impone i meccanismi per la propria attuazione. E' del tutto ovvio che se qualche sciroccato pensa di azzardarsi a mettere in piano propositi scissionisti si trovi di fronte l'apparato repressivo e se del caso militare. E' bene che sia chiaro a tutti che le giaculatorie leghiste sulla "Italia che va giù, Padania viene su" son solo di parole in libertà.
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