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Se il Pd vuole davvero governare deve aver paura di allearsi con Di Pietro, non con Casini

Peppino Caldarola

Ogni volta che qualcuno nel centro-sinistra propone di allargare la coalizione ai moderati c’è sempre qualcun altro che salta su a dire il contrario. Spesso con buone ragioni, fra queste, le elenco alla rinfusa, c’è il moderatismo cattolico refrattario ai diritti civili, c’è l’estremismo dei moderati in materia sociale, c’è la tentazione ricorrente dei moderati di rivolgersi alternativamente a due forni. Infine c’è la grande questio0ne dei veti.

I moderati di recente conio non amano Di Pietro, Vendola scopre di non potersi separare da lui e altri ancora nel Pd, per segnalare il loro distacco da D’Alema, che insistono per legare il proprio destino a una coalizione rossa- rossa invece che rosso-verde o sinistra-centro. Quel che appare carente in tutto questo proliferare di formule da vecchi farmacisti è il tema di fondo, cioè come creare una maggioranza riformista nelle condizione date. Più volte si è stati sul punto di fare da soli, con il primo Ulivo e con l’Unione, e tutte e due le volte si è perso. La prima e la seconda volta non piacevano i moderati di Cossiga, questa terza volta non piacciono quelli di Casini.

C’è una strana idea che corre nella sinistra o almeno in una sua parte, ed è quella che gli alleati più lontani e diversi vanno bene se assomigliano alla sinistra. Con questa visione è ovvio che salta l’idea stessa di alleanza che è un compromesso fra parti divise e diverse e tendenzialmente concorrenti. Sarebbe meglio allora se questi critici delle alleanze dicessero chiaramente che vogliono fare da soli, magari puntando a quel cinquantuno per cento che sembrò insufficiente persino a Berlinguer per governare l’Italia. Ho invece il sospetto che la questione delle alleanze non c’entri molto con il posizionamento di molti leader della sinistra. Molti cercano visibilità e si collocano là dove si apre uno spazio nuovo, con saccenteria e con giudizi taglienti. Il tema delle alleanze negli storici partiti della sinistra aveva ben altro respiro e alludeva a movimenti della società e a umori profondi. Non si vede nulla di tutto questo. Prevale così uno stertile gioco di veti che sarà sopraffatto dalla durezza delle scelte future. E la sinistra se vorrà far da sola dovrà legarsi ai Di Pietro per tutta la vita. Può darsi che sia una scelta obbligata. Resta da vedere se è una scelta di sinistra. 

: Antonio Di Pietro / nichi vendola

Comments

Sergio's picture
Inviato da: Sergio
8 July 2012 - 23:37

BERSANI,STA FACENDIO LA PIU GRANDE CAZZATA DELLA SUA VITA,COME SI MUOIVE NON RAPPRESENTA PIU I LAVORATORI E PENSIONATI,AVENDOLI TRADITO DANDO IL VOTO FAVOREVOLE,PER TASSARE IL CETO MEDIO BASSO,NON CONTENTO DI QUESTO,VUOLE FARE ALLEANZA CON CASINI,AMICO E PROTETTORE DEI MAFIOSI,BENE SE QUESTO GLI STA BENE,I PARTITI DI SINISTRA FINALMENTE,AVRANNO LA POSSIBILITA DI FARE UN GUALIZIONE FORTE,E MANDARE A CASA: Bersani,Casini,ALFANO,Berlusconi,con tutta la sua cricca di leccaculi,quanto L!Italia si libererà di questi porci,tutto sara piu chiara e pulita.

Daniele, Napoli's picture
Inviato da: Daniele, Napoli
5 July 2012 - 09:08

Ernesto Galli Della Loggia, sul Corriere della Sera del 04 luglio 2012, scrive che Monti gli ricorda la Destra Storica. Cioè la Destra che con tagli e sacrifici riuscì a portare il bilancio in pareggio (1876).
Ovviamente a danno di non poche persone, che si ribellarono (cosiddetta "tassa sul macinato", 1868).
Da aprile 2012 il pareggio di bilancio è legge dello Stato. Ma molti economisti non condividono, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista politico.
Sembra, però, che nella Sinistra italiana, a dire di Galli Della Loggia, vi siano non poche persone favorevoli al metodo rigoroso del Governo Monti. Di conseguenza meglio Casini anziché altri. Meglio, cioè, chi garantisce alla comunità di potere esprimere le proprie idee per costruire qualcosa, anche guardando a cosa si fa all'estero, anziché chi giudica e condanna e protesta e, forse, si aspetta dallo Stato di più di quello che gli compete.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 July 2012 - 16:52

Aho Caldarola... certo che non molli mai. Capisco che i molti anni passati a scrivere per i giornali di Berlusconi ti hanno instillato un odio profondo per chi lotta (o ha lottato) contro tangenti e corruzione... ma qui esageri un po', suvvia. Che c'è? Sei arrabbiato perché ti stanno indagando per tangenti pagate o ricevute? Qual è il tuo rovello? Ho capito che a te piaceva un'altra sinistra. A te piaceva quella sinistra di cui facevi parte quando eri deputato. Tu amavi quella sinistra che nei fatti giustificava e sosteneva la violenza, gli attentati brigatisti e la violazione della legge in nome di una presunta rivoluzione e per conto dell'URSS. Beh, oggi c'è un'altra sinistra, una che pensa che il rispetto della legge sia un obbiettivo da perseguire. Oggi c'è una sinistra che non flirta con Putin, a differenza del tuo finanziatore Berlusconi, Fattene una ragione! E magari, già che ci sei, fatti anche un esame di coscienza. C'è un limite a quello che si può scrivere al solo fine di ottenere denaro.

marco villa's picture
Inviato da: marco villa
4 July 2012 - 14:15

Non capisco i riferimenti storici di Caldarola.
Nel 1998 nacque il governo D'Alema I con dentro l'UDR di Cossiga, alle elezioni europpe del 1999 i partiti della maggioranza parlamentare persero le elezioni, la sconfitta delle regionali del 2000 pose fine al D'Alema II
Nel 2001 l'ulivo con dentro anche l'UDEUR non si alleò né con Rifondazione nè con Di pietro e perse.
Nel 2006 ci fu l'unione con tutti dentro e andò come andò, ma il colpo di grazia lo diede l'alleato Mastella non Bertinotti.

paolo's picture
Inviato da: paolo
4 July 2012 - 13:43

Secondo me Di Pietro non rappresenta nessuno quindi bene farebbe Bersani a lasciare che il nulla lo inghiotta (e sarà uno spettacolo da non perdersi). Vendola invece rappresenta una parte del popolo della sinistra, che non è mai riuscito a farsi piacere o perlomeno accettare di governare un paese dell'Europa occidentale. In Puglia certe questioni puoi anche non portele o lasciare alle abili parole di un politico di talento di dirimerle in qualche modo, ma quando si tratta di politica nazionale le contraddizioni sono ineludibili. Anche se Vendola avesse un peso limitato nella futura coalizione di centrosinistra, la sua ragion d'essere sarebbe comunque quella di distinguersi, porsi al riparo da critiche e sul consueto piedistallo morale. Ha tutto il diritto di farlo, ma da solo, non dopo essersi appoggiato ad un partito che (forse) preferisce rivolgersi alla fase adulta degli elettori.

Daniele's picture
Inviato da: Daniele
4 July 2012 - 13:08

Proprio una trovata geniale! allearsi con casini che porta in dote addirittura il 3-4% dei consensi, l'uomo banderuola che ha la responsabilità di aver appoggiato berlusconi per 15 anni. Eh si lui davvero ha una idea politica di questo paese..un'idea di come rimanere bene incollato alla sua poltrona che senza il pd perderebbe quasi certamente. Ma fatemi il piacere!

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