La notizia - scema, si capisce - del giorno sono le giacche di Angela Merkel, raccolte dal designer olandese Noortje van Eekelen, nell'ambito suo progetto «Spectacle of the tragecy», in una sorta di fotografia-Pantone che illustra le variazioni cromatiche del capo prediletto dalla Cancelliera Tedesca. Una donna, che, diciamolo, se spicca per qualcosa non è certo per l'eleganza: perfino l'ex presidente francese Sarkozy aveva espresso, in un commento privato poi riportato dall'allora ministro della Sanità francese nel suo libro, un giudizio ben poco lusinghiero nei confronti del guardaroba della Merkel. E, si sa, almeno per osmosi coniugale, prendiamo per buona l'ipotesi che di moda un po' se ne intenda.

Ma date un'occhiata direttamente:

 

"Lady" Angela passa dal lime di Dresda al navy dell'Aquila (per i non tecnici, verdino e blu), dal rosa di Baden Baden nel 2009 a un orrido color cammello scuro indossato a Berlino nel 2011. A salvare il tutto c'è l'intramontabile e quasi sempre appropriato nero che la signora Merkel ha indossato molto spesso. Se qualcuno - come il Corriere della Sera - ha espresso la propria perplessità sulle 90 giacche possedute dalla regina dell'Austerity, io mi limito a fare un confronto di stile, potere e soprattutto Pantone.

Perchè - sì, lo so: chi mi conosce sa che ho una passione smodata per la sovrana britannica, ma tant'è - la Regina Elisabetta in quanto a Pantone batte la Merkel 10-0. E se non mi credete, giudicate voi:


Non è solo una questione di colori: il look di sua Maestà, 60 anni di regno e 86 anni portati egregiamente, spezza quella banale monotonia che invece caratterizza le giacche della Merkel con i suoi adorati cappellini, con borse realizzate su misura e solo per lei (e con gioielli da svariate migliaia di sterline). E la fa sembrare una "lady di ferro" (non LA Lady di Ferro, capiamoci) umanizzata da vezzi che appartengono un po' a tutte le donne (che magari si vestono da Zara e non hanno un sarto su misura).

Cara Cancelliera, mi perdoni il post un po' stupido - ma è Luglio, ogni tanto un break ci vuole, no? - e metta da parte, per un attimo, insieme alle urgenze dell'Eurozona le sue 90 giacche: alcune, francamente, sono orribili. L'abbigliamento non è sempre segno della debolezza di chi si veste per piacere o per compiacere, a volte può essere una strategia: per sembrare un po' meno un cane da guardia e un po' più una donna che ha l'onore e l'onere di guidare uno Stato, rimanendo pur sempre una signora.

 

COMMENTI /

Ritratto di bruno
Mer, 18/07/2012 - 16:31
bruno
Perché su questo giornale non cominciate ad essere un tantino propositivi?Dovete prendere posizione sulla cattiva redistribuzione del reddito,cominciare a pensare ad una Giustizia sociale costruita con le banche,non contro le banche.
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Marchionne veste Prada
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