Prada: altro che crisi, tra febbraio e ottobre 2011 utile netto a +75%

Marta Casadei

I dati sono così belli che sarebbero da incorniciare, soprattutto oggi, con l'Europa quasi alla canna del gas e gli Usa che comprano in massa televisori e vestiti ma solo con gli sconti. In via Fogazzaro tutto questo sembra essere lontano anni luce: nei primi nove mesi del 2011 Prada ha conseguito ricavi per 1730,4 milioni (+25% anno su anno, +28% a cambi costanti), un Ebitda di 486,5 milioni di euro (+47% anno su anno, con un'incidenza del 28% sui ricavi) e un Ebit di 392,3 milioni (+58% anno su anno, con un'incidenza del 23% sui ricavi). L'utile netto è salito del 75% a 273,2 milioni.

Andando a guardare più a fondo, il terzo trimestre che per tutti è stato nerissimo per Prada ha addirittura evidenziato un'accelerazione rispetto ai mesi precedenti: +33%. Il segreto del successo della casa di moda diretta da Miuccia Prada  è sempre e comunque l'oriente: l'Asia Pacifico si è riconfermata il primo mercato con ricavi per 579,7 milioni (+39% o +44% a cambi costanti). L'Europa ha registrato un progresso del 21% e gli Stati Uniti del 19%.

A trainare le vendite è la pelletteria: i ricavi del settore sono aumentati del 41%. L'abbigliamento e le calzature sono cresciuti: rispettivamente del 3% e del 14%.

Bertelli si è detto soddisfatto: ci credo. L'unico neo del 2011  -  la maison poche settimane fa si è anche aggiudicata un edificio in Galleria: ricordate? - è il valore delle azioni Prada, ancora sotto quello di listing (il nominal price oggi è a 36,4 contro il 39,5 di quotazione).

 

 

 

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