Serena Sileoni – Avvocato, dottore di ricerca in diritto pubblico comparato e giornalista pubblicista, si ostina a inseguire la carriera universitaria, mentre è fellow dell’Istituto Bruno Leoni e responsabile editoriale della casa editrice Liberilibri.
Leonardo Baggiani – Laureato in economia all’Università di Pisa e master in finance and risk management all’Università di Milano-Bicocca, attualmente impiegato presso il risk management di un primario gruppo bancario. Si occupa di economia austriaca e liberalismo,scrivendo per Ideashaveconsequences.org, Chicago-Blog.it, ilSussidiario.net, ed attraverso partecipazioni a seminari, lezioni universitarie, e pubblicazioni.
Silvano Fait – Laurea in Economia Aziendale, master in Corporate Banking, lavora presso un istituto di credito.
Pietro Monsurrò – Ha conseguito il Dottorato in Ingegneria Elettronica alla Sapienza e la laurea in Economia alla LSE, si occupa di economia austriaca e liberalismo, e scrive per l'Istituto Bruno Leoni, Libertiamo, Chicago-Blog e Liber@amente. Ha scritto per Noise from Amerika, Liberal, Aspenia, ha tenuto seminari al Mises e al Rothbard Seminar dell'Istituto Bruno Leoni, e ha fatto lezione alle Scuole di Liberalismo di Roma, Torino, Cervinara, Sulmona e Benevento.
Massimiliano Neri – PhD in Economia Applicata presso l'Universita Rey Juan Carlos di Madrid. Si occupa di microeconomia del rischio e dell’incertezza presso la medesima università. In passato ha tenuto seminari presso la LUISS, l'Institut de Recherche sur la Gouvernance et l'Économie des Institutions (Université de Paris-Assas) e il Mises Institute.
Marco Biagetti - ha conseguito il dottorato di ricerca in Statistica economica alla Sapienza e un Master in Econometria applicata presso la Scuola superiore dell'Economia e delle finanze. E' esperto di analisi quantitative applicate alla micro e alla macroeconomia. Lavora presso il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello Sviluppo economico - Affari regionali ed è autore di varie pubblicazioni accademiche e ministeriali.
Matteo Corsini - Laureato in economia aziendale all’Università di Modena e Reggio Emilia, è responsabile dell’area finanza presso una banca. Scrive per diletto una rubrica dal titolo Scorie in cui si occupa per lo più di economia austriaca e libertarismo.
Daniele Venanzi - Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. É contributor dei web magazines Libertiamo, l'Occidentale e The Front Page. Gestisce Disarming the Greens, blog di tematiche ambientali trattate da un punto di vista liberale. E' redattore de Gli Occidentale, la community della Fondazione Magna Carta. Nel 2011 ha tradotto con Nicola Iannello un dialogo tra Friedrich Von Hayek e James Buchanan, pubblicato in appendice all'Autobiografia di Hayek edita da Rubbettino
Comments
e ora,caro Monsurro',niente da dichiarare rispetto a Monti,Italia e Spagna?Non era stato un po' affrettato all'epoca?
Vero che il Parlamento non aiuta, però spread e CDS hanno cominciato a salire non con i litigi in Parlamento, ma proprio il 5 Dicembre. è bastato sapere che Monti non avrebbe fatto nulla di serio, e l'ha detto esplicitamente, per far capire ai mercati il problema.
Ovviamente c'è anche un problema in Parlamento. Però finora quali proposte sono state bloccate? Taxi, farmacie, art. 18. Le prime due sarebbero stati macroeconomicamente irrilevanti, e l'ultimo sarebbe stato utile ma poco rilevante finché le imprese non recuperano capitali e competitività. E finora l'unica riforma che è stata fatta è un anticipo del passaggio al contributivo e un giro di vite sull'età pensionabile, che porterà però a risparmi di spesa minimi, tant'è che la spesa totale è prevista in aumento di decine di miliardi nel 2012 e nel 2013, in buona parte ovviamente per gli spread.
Con le proposte avanzate finora, se io fossi il mercato non avrei fatto diminuire lo spread neanche se il Parlamento fosse ubbidiente e pronto al sacrificio come un militante di Al Qaeda. Che manovre che agiscono sulle entrate ma non sulle uscite abbiano effetti recessivi maggiori, ma soprattutto sacrifichino la competitività e la crescita potenziale di lungo termine è purtroppo un fatto noto.
dire che gli spread sono saliti "visto che monti mette le tasse" è una interpretazione, ma per me non è la corretta.
Ritengo che gli spread salgano visto l'alto tasso di litigiosità e irresponsabilità in parlamento che alza le probabilità di manovre incomplete rispetto alle intenzioni o addirittura il rischio di una caduta prima del 2013. I mercati sono schizofrenici, ma non possono essere così tonti da credere che un nuovo governo potesse fare tutto e subito, stanno solo pensando i manifesti veti incrociati della classe politica.
Diverso il discorso della Spagna: i loro annunci sono credibili (oltre che più interessanti come contenuto) per l'immagine di maggior concordia e responsabilità del parlamento.
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