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Riflessioni (pessimistiche) sull'Unione Europea

Blog post del 11/07/2012
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L’Unione Europea è un tale disastro che si stenta a credere che si possa volerne di più: una burocrazia autoreferenziale che produce miriadi di regolamenti inutili, una Politica Agraria ottusa e parassitaria, dieci anni di spread nulli che hanno prodotto squilibri senza che nessuno alzasse un dito almeno per mostrare di essere cerebralmente vivo, cinque anni di politiche economiche di emergenza che hanno perpetuato gli squilibri e fatto accumulare passività a carico del contribuente, e divieti di bailout e vincoli di bilancio dimenticati nel cassetto per ignavia e incompetenza.

Un track record da invocare la chiusura per fallimento. E invece no. Sul mercato chi sbaglia paga, anche fallendo. Ma chi fallisce in politica viene premiato con un ampliamento dei propri poteri, perché la ‘narrativa’ che i politici hanno interesse a diffondere è che il loro potere era insufficiente, e che se ne avranno abbastanza lo useranno bene. La più grande espansione del potere federale USA, durante gli anni ’30, fu il premio per le follie di Hoover e Roosevelt, che causarono ed aggravarono la Grande Depressione.

Negli USA non c’è la garanzia dei debiti degli stati: il motivo è ovvio, dato che chi può indebitarsi senza pagarne le conseguenze ha incentivi a comprare i voti dei propri elettori a scapito della sostenibilità delle proprie finanze. Classi dirigenti nazionali irresponsabili faranno scelte politiche ancora più oscene, e alla fine per ‘salvare l’Europa’ bisognerà commissariare gli stati membri, non essendoci alternativa che togliere loro il potere di decidere.

Vincoli costituzionali non bastano: nessuno li prende sul serio, basta ricordare Maastricht. Ai politici stanno stretti i principi: a loro piace la discrezione, anche se produce disastri ed è incompatibile con la ‘rule of law’. Quindi l’Unione Europea dovrà diventare un mostro burocratico per impedire agli stati membri di danneggiare l’economia continentale con controlli minuti. Ogni rimanente autonomia nazionale sarà un pericolo, perché le politiche populiste avranno benefici diretti per i politici nazionali, ma costi esternalizzati su tutta l'Europa: gli stati diventeranno come la Sicilia di Lombardo.

Se poi la regola dell’unanimità nelle decisioni europee dovesse saltare, si spalancherebbe la porta alle lotte di potere per ottenere fondi a spese degli altri paesi. La fissazione con la democrazia nasconde la banale evidenza che se i cinesi potessero votare assieme ai sanmarinesi, voterebbero per depredarli e sfruttarli. Gran parte delle attività politiche consiste proprio in questo, ma tra connazionali si produce poca conflittualità: a livello europeo ne dubito.

Si dice che le autorità europee siano più competenti di quelle nazionali. In parte ciò è vero: l’Unione Europea non ha legittimità democratica, e dunque può permettersi di resistere alle spinte oclocratiche della democrazia. Ma le oligarchie dovranno aprirsi, se giocheranno un ruolo politico più ampio, e questo produrrà un deterioramento in senso populista.

Insomma, l’Unione politica europea sarà prevedibilmente un disastro, ma siccome è nell’interesse delle classi politiche europee, soprattutto delle repubbliche (e monarchie) delle banane, si farà. Salvo poi accorgersi che continuerà a produrre disastri, che sarà fonte di conflittualità, che sovvenzionerà politiche populiste. E potrebbe anche finire come la Jugoslavia: un bel finale, per un progetto nato per creare la pace attraverso il libero scambio, e diventato un'oligarchia burocratica.

Per questi motivi spero che la Germania, che essendo relativamente sana diventerebbe la vacca da mungere d’Europa, si opponga all’ESM, all’unione fiscale, etc. Purtroppo c’è la Merkel, politico privo di principi, che non ha ancora trovato il coraggio di dire ai propri elettori che i loro risparmi previdenziali prestati all’Europa meridionale si sono volatilizzati, e che per nascondere questa evidenza perdite altrettanto grandi sono ora a carico dei contribuenti di Berlino. La Merkel non anteporrà l’interesse dei suoi cittadini a quelli della sua carriera.

Visto che avrebbero la forza di perpetuare gli squilibri e le follie della politica per ancora molti decenni, gli Stati Uniti d’Europa rappresentano un grave pericolo per gli europei: potrebbero rimandare alle calende greche ogni aggiustamento in senso liberale delle politiche.

Smettiamola di giocare al dittatore sociale 'benevolo': questi esperimenti hanno già prodotto, e continueranno a produrre, innumerevoli problemi. In un periodo storico in cui non sappiamo come difenderci dall’irresponsabilità della politica, non ha senso creare istituzioni per sovvenzionare e perpetuare l'uso scriteriato del potere politico. Chi non ha il coraggio di subire le conseguenze dei propri errori, non ha alcuna chance di mantenere la propria libertà.

Pietro Monsurrò

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COMMENTI /

Ritratto di lucianopontiroli
Mer, 11/07/2012 - 15:11
lucianopontiroli
Monsurrò, se non m'inganno fu proprio Hayek ad esprimere apprezzamento per il dittatore sociale benevolo: qualcuno sospetta che avesse in mente il generale Augusto Pinochet, altri lo identificano in Oliver Cromwell. A prescindere dall'incarnazione storica del modello ideale, non Le pare di trovarsi in contraddizione?
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Ritratto di Mercato e Libertà
Mer, 11/07/2012 - 16:38
Mliberta
Mi dia la citazione. Che Cromwell possa essere stato citato favorevolmente da Hayek è una cosa che posso escludere a priori. Hayek, ovviamente, non aveva alcuna intenzione di difendere i costruttivisti che creano modelli sociali insostenibili e cercano di porre rimedio ai loro disfunzionamenti intrinseci con espedienti temporanei e privi di principi. Su questo era molto chiaro, e infatti dubito che possa aver mai detto qualcosa a favore del dirigismo tecnocratico. Per questo dicevo, mi dia la citazione. PM
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Ritratto di lucianopontiroli
Mer, 11/07/2012 - 17:43
lucianopontiroli
Per risponderle senza ritardo, Le consiglio di leggere interventi e documenti recenti pubblicati su Marginal Revolution.
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Ritratto di Mercato e Libertà
Mer, 11/07/2012 - 20:00
Mliberta
ho letto un po' di citazioni su MR e Wikipedia. fondamentalmente, Hayek ha scritto più o meno che (1) le dittature sono sempre un problema nel lungo termine, ma che (2) in alcune condizioni sono il male minore purché non distruggano la società con politiche illiberali, e che (3) il Cile dopo Pinochet sarebbe tornato una democrazia. purtroppo è vero. a parte la prima e l'ultima frase che sono vere sempre, a volte una società può essere così debole che non può permettersi di scegliere il bene, ma solo tra due mali. e Allende era un pericolo per la democrazia cilena, non certo un democratico senza macchia. quando bisogna scegliere tra Menscevichi e Bolscevichi, tra Batista e Castro, tra Pahlavi e Khomeini, è ovvio che si sta dalla parte dei primi, a meno di non voler preferire un sistema autoritario, che è un male, ad una società totalitaria, che è molto peggio. col senno di poi, si può dire che al Cile è andata meglio che a Cuba, all'Argentina, al Venezuela. ma il guaio è che questa scelta è necessaria: una società è marcia se non riesce a produrre un'opzione migliore. bisogna sempre sforzarsi di non dover fare scelte del genere, e per farlo bisogna rispettare la rule of law, la legalità, la non-violenza, insomma, tutti i principi "minimali" del liberalismo. PM PS considerando che il 99% degli intellettuali a quell'epoca difendeva sistemi totalitari e autoritari brutali come se fosse il futuro della civiltà, anche se il giudizio (secondo me corretto, nei limiti in cui Allende era un pericolo per la libertà e la rule of law, come lo era effettivamente da ciò che ho letto) sul male minore si rivelasse errato storicamente, mi sembra un problema abbastanza secondario.
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Ritratto di gialluca.greco
Gio, 12/07/2012 - 01:00
gialluca.greco
Che io sappia i Menscheviki, Batista o Pahlevi non hanno indetto un referendum per chiedere democraticamente ai propri cittadini se preferivano loro o i loro avversari, rispettivamente Bolscevichi, Castro o Khomeini. Sono stati massacrati perché hanno perso ad un gioco (che non era quello democratico ma quello della violenza) di cui hanno pure dettato le regole, dimostrando quantomeno di essere degli imbecilli incompetenti. Le ricordo che tra i principi "minimali" del liberalismo c'è quello dell'auto determinazione, che non mi pare sia patrimonio dei suoi campioni.
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Ritratto di luciano pontiroli
Gio, 12/07/2012 - 10:15
luciano pontiroli
Dott. Monsurrò, da ieri sera cerco di risponderLe ma l filtro anti-spam mi blocca sempre. Come mai?
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Ritratto di Mercato e Libertà
Gio, 12/07/2012 - 10:52
Mliberta
non so come funzionano i commenti su Linkiesta, a volte non vedo i miei, altre mi dice che ci sono ma non posso leggerli. dopo qualche ora però in genere compaiono. in lista d'attesa non ho niente. PM
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