Blog di

Blog a più mani

Ron Paul, radicalismo e realismo

Blog post del 5/01/2012

Probabilmente le primarie del GOP le vincerà Romney, che è anche il candidato con più chance di vittoria contro un Obama indebolito dalle sue promesse non mantenute e dal precario stato dell’economia reale.

Dalle mie parti si parla molto di Ron Paul, un candidato che ha i vizi e le virtù dei libertari: principi rigidi dove avere principi è un difetto, una retorica politicamente scorretta che piace a frange dell’elettorato non sempre rispettabili, e un’opinione netta su temi fondamentali come la politica monetaria ed estera.

Quest’ultima è anche il suo più grave difetto: negli USA è un lusso che non ci si può permettere. Paul ha però un grande asso nella manica: è l’unico che ha capito che bisogna cambiare rotta. Questa consapevolezza potrebbe però non essere ancora politicamente matura.

I cattivi politici benintenzionati si dividono in due gruppi: i visionari che vogliono invertire la rotta ma non sanno come si ingrana la retromarcia, e gli amministratori che ritengono che andare avanti sia un fine in sé anche di fronte ad un burrone. Se la situazione richiede cambiamenti radicali, il radicalismo che serve deve essere realista, non è sufficiente che sia radicale. Serve un radicalismo riluttante.

Se io fossi presidente degli USA mi occuperei e preoccuperei delle seguenti cose:

  • Passività non coperte dello stato sociale: sono enormi, e i costi sanitari aumentano più rapidamente della crescita economica. Ma non basta tagliare: occorre aumentare l'efficienza. Come?
  • Fragilità sistemica dei mercati finanziari: occorre recidere il cordone ombelicale che lega la finanza alla Fed. Questo lo dice solo Paul. Ma poi bisogna anche gestire la crisi. Come?
  • Riduzione del margine di egemonia globale: il futuro vedrà tanti egemoni locali in più, dal Brasile alla Cina. Serve tenere in piedi l'ordine globale, ma non è più sostenibile il ruolo di unico gendarme globale: l’isolazionismo di Paul non è un’opzione e occorre una nuova strategia. Quale?
  • Conti pubblici: sono un disastro, con un triliardo di deficit. Occorre diminuire la spesa di quell'ammontare, agendo sia su quella militare che soprattutto su quella sociale che è la più insostenibile. Come?
  • Costituzione: l'impalcatura costituzionale USA si è indebolita, sia come federalismo che come garantismo giuridico. Ron Paul dà più garanzie degli altri a riguardo, ma c’è un abisso tra liberalismo e gli “state rights” che i “paleo”-libertari non sembrano percepire.

Un conservatore, che “conserva”, non può affrontare questi problemi. Serve un radicale, che riparta dalle radici. Ma serve un radicalismo realista. I politici sono spesso migliori della loro propaganda, e Paul ha una lunga esperienza al Congresso che indica che non è uno stupido. Ma agli USA serve un radicale realista, e Paul dà garanzie solo sull’essere radicale: non basta, e per certe cose è anche pericoloso.

Spero che Paul duri a lungo perché ciò indica che la sensazione di dover cambiare rotta è forte nell’elettorato (discorso simile vale per i Tea Parties), molto più che nell’establishment che per natura è conservatore. La forza di Paul è l’aver centrato il problema: la democrazia americana è fuori rotta e non è in grado di autocorreggersi. Questa consapevolezza deve diventare una proposta politica realistica, credibile, ragionevole: deve essere anche radicale solo perché è necessario. Il libertarismo americano deve uscire dalle secche della fringe politics e diventare una visione economica, giuridica, geopolitica, sociale nuova e concreta. Non succederà con Paul, ma i semi ci sono.

Pietro Monsurrò

COMMENTI /

Ritratto di gianni
Gio, 05/01/2012 - 11:55
gianni
Troppo complicato! A L'Inkiesta sono per la mega-patrimoniale di Profumo A proposito che fine ha fatto? :-)
SHARE
Ritratto di Mercato e Libertà
Gio, 05/01/2012 - 12:21
Mliberta
Yes, Linkiesta è a favore della patrimoniale e ho già scritto in passato che è una scemenza. Il partito delle tasse è purtroppo fortissimo perché obbedire a prescindere al potere sperando che dando buoni consigli diventi più sostenibile e rispettoso è considerato un dovere di ogni persona decente. E così alla fine si rimane con l'obbedienza passiva, la critica di forma, e il wishful thinking della rigenerazione morale. Problema tipico di tutti i liberali moderati, tra l'altro, o di chiunque si illuda che la democrazia possa veramente risolvere i problemi che crea. Però qui stiamo parlando di radicalismo, cioè dei difetti opposti al moderatismo. Non so che fine abbia fatto Profumo. Immagino sia un po' preoccupato per le ricapitalizzazioni e molto molto grato ai regalini di Monti e Passera a favore delle banche. PM
SHARE
Ritratto di marcoR
Gio, 05/01/2012 - 15:10
marcoR
Oh si, ci mancava anche il candidato austriaco...
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

È morto il fotografo svizzero René Burri

Aveva 81 anni, le sue foto a Che Guevara hanno fatto il giro del mondo

Grillo espelle da M5s i contestatori del Circo Massimo

Dopo il sindaco di Comacchio cacciato con una mail, Casaleggio sul blog: fuori dal movimento i quattro attivisti.

Il metodo per mantenere a lungo l’attenzione necessaria

Spesso ci si distrae quando meno sarebbe opportuno, per mancanza di energia. Ecco un trucco
SHARE

Aziona anche tu la macchina della nostalgia

Basta un clic e ci si ritrova nel passato, a inseguire i ricordi e risentire antiche emozioni
SHARE

Come cambiare abitudini e svegliarsi presto

Chi sta sveglio la notte poi non produce. Ecco come cambiare ritmi e ingranare la giornata al meglio
SHARE

La pubblicità più lunga del mondo, girata con manichini

Simula un volo di sei ore da Newark a San Francisco e mostra quanto può essere noioso stare in aereo
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Twitter: Gasparri vs Fedez, insulti anche alla ragazza sovrappeso

A pochi giorni dalla violenza di Napoli che ha coinvolto un ragazzo di quattordici anni perchè sovrappeso

India: segna, esulta con le capriole e muore

Peter Biaksangzuala, centrocampista 23enne del Bethlehem Vengthlang, è deceduto dopo cinque giorni di agonia per la lesione del midollo spinale

Aereo malese, per i servizi segreti tedeschi la colpa è dei filo-russi

A rivelarlo è il settimanale 'Der Spiegel' secondo cui il responsabile dei servizi di Berlino avrebbe fornito al Bundestag prove certe