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30 May 2012
Ma il 2 giugno è una festa per l’Italia, non contro l’Italia
Massimiliano Gallo
Purtroppo oggi l’Italia è un paese senza filtro, senza drenaggio. Innaffi e il terreno non assorbe più l’acqua. Tutto passa senza incontrare non dico ostacoli, ma un tornante, una sosta per fermarsi a pensare. Basta un tweet per innescare una catena che nessuno più ha l’autorità e l’autorevolezza di arrestare. Nemmeno il presidente della nostra amata Repubblica.
E così, per chi nulla sapesse del 2 giugno, magari qualche straniero, in Italia si discute se sia giusto o meno dar vita a una parata militare ai Fori imperiali sabato mattina. Possibile che si debba assistere a cotanto scempio mentre stiamo piangendo le vittime del terremoto?
E allora io rispondo con un’altra domanda: ma è possibile che il nostro Paese non abbia più memoria? Possibile che non ci sia più un’autorità che si renda realmente credibile agli occhi della cittadinanza? Badate bene, non ce l’ho con il cosiddetto popolo del web - termine che mi fa sempre molto ridere - che pure ha le sue responsabilità, secondo me; ce l’ho soprattutto con una classe dirigente che ha via via sperperato il proprio bagaglio di credibilità. E adesso raccoglie i frutti della semina.
E oggi siamo finiti a fare i guelfi e i ghibellini anche su una festa fondativa della storia italiana. Per chi non lo sapesse, il 2 giugno si festeggia la vittoria della repubblica sulla monarchia al referendum istituzionale. Anno 1946. Dodici mesi prima, il 25 aprile, l’Italia aveva festeggiato la Liberazione dai tedeschi. Mi fermo qui. E vi rimando alla scena di un film memorabile, Una vita difficile, per la regia di Dino Risi, con la superba interpretazione di Alberto Sordi con al fianco una bravissima Lea Massari. Questo è il 2 giugno. Una festa per l’Italia. Non contro l’Italia.
: 2 giugno / alberto sordi / dino risi / festa della Repubblica / lea massari / monarchia / una vita difficile

Comments
l'italia non esiste. Esiste il potere massonico delle grandi industrie e delle banche che hanno fatto del Popolo Duosiciliano una colonia da sfruttare fin dal 1861. Il plebiscito fu una farsa, quindi l'italia non e' mai stata fatta nemmeno dal punto di vista "burocratico". Viva il Glorioso Regno Delle Due Sicilie!!! Abbasso la dittatura massonica!!!1
Sara' perche' sono convintamente monarchico ma questa inutile e costosa festa per me non va assolutamente festeggiata
La Repubblica va festeggiata; a nessun francese verrebbe in mente di contestare la festa del 14 luglio.
Affiancherei però ad una "sobria" parata militare, iniziative culturali, per esempio proprio la famosa notte dei musei, per connotare la Repubblica italiana più culturalmente che militarmente.
se volessimo fare un bel gesto dovremmo festeggiare la Repubblica andando tutti a lavorare per devolvere la ricchezza prodotta ai terremotati, conoscendo gli italiani di fronte ad una proposta del genere comincerebbero a protestare perché la festa della repubblica è intoccabile e andrebbero tutti alla parata con la tromba
Questo Paese è senza memoria!! Questa Italia rimarrà senza memoria fino a quando non verrà divulgata la VERITA' e non la MENZONGNA circa la sua nascita!
L'occupazione del Regno delle due Sicilie con tale violenza da fare impallidire i nazisti!
Nessuno ha pagato ancora!
Nessuno pagherà mai perché ormai i carnefici sono morti, ma almeno bisognerebbe fare emergere la verità... anche nelle scuole, dove ancora si insegna la MENZOGNA!
Nessuno mette in discussione l'importanza del celebrare il 2 giugno, l'anniversario della nostra Repubblica nata con la sconfitta del fascismo e nel sangue di tanti italiani. Nei loro confronti ci sarà sempre riconoscenza, ci mancherebbe...
Il problema è legato all'utilità, nel 2012, di ricordare un momento fondativo così importante con una triste e scontata "esibizione di forza" militare (l'art. 11 della Costituzione ci ricorda che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali). Nel ventunesimo secolo e, ancor più, dopo una tragedia come quella emiliana, dovremmo trovare nuove forme di celebrazione, di partecipazione comunitaria al sentimento nazionale.
Il dirottare i fondi previsti per l'inutile parata romana alle vittime del terremoto sarebbe un piccolo segno capace di farci sentire davvero orgogliosi di esser italiani. Come il sacrificio dei partigiani e degli oppositori al fascismo merita.
Ho molto apprezzato il suo articolo non solo nel contenuto ma anche perchè sottolinea, fuori dal coro,
come tutto oggi sembra accreditarsi solo perchè confluisce, senza ostacoli, nel sentire più comune, in un vero consumismo delle opinioni.
Da mesi su twitter ascolto il moltiplicarsi di posizioni spesso demagogiche sui più disparati argomenti utili a saziare i propri followers, spesso di taglio barricadero, o forcaiolo .
Certo sempre contro e mai "per" l'Italia , come nel caso della nostra festa nazionale.
Con l'aggravante che a mio parere, questi antagonisti con la pancia piena, in un contesto lievemente modificato, negherebbero di averlo sostenuto.
Proprio perchè chi ha a cuore questa ricorrenza, anche con la tradizionale parata, dovrebbe preservarla e non esporla a rischi di venire vilipesa da chi non si sente minimamente e per fondati motivi nella disposizione d'animo favorevole a celebrarla. Se tutto fosse finito il 20 (mi riferisco alla fase di instabilità tellurica in Emilia) con un pò di sforzo e fantasia si poteva anche pensare di andare avanti con la parata, ma visto che le placche continentali la pensano diversamente, forse è meglio soprassedere visto che con loro proprio non si ragiona.
Forse il temine festeggiare può dare fastidio ma non lo confoderei con "divertimento", qui si tratta di ricordare agli italiani che siamo una nazione unica, uscita da una guerra mondiale e civile ancora più rinforzata.
Perché le Forze Armate? sono storicamente il simbolo delle lotte che gli Italiani hanno dovuto fare per garantirsi la libertà e l'indipendenza, dagli austriaci prima e dai tedeschi dopo.
Non siamo un popolo di invasori e guerrafondai, le uniche volte dopo l'impero romano che abbiamo cercato di uscire dai nostri confini le abbiamo giustamente prese, da noi l'esercito é uno dei simboli dell'unità nazionale (l'altro é il calcio ma lascerei un attimo perdere), gli alpini sono sempre in prima linea anche sulle calamità naturali, dove va l'esercito italiano nelle missioni di pace é riconosciuto come uno dei più attenti alle popolazioni locali suvvia un po' di orgoglio nazionale ci aiutera a interessarci un po' di più dei fratelli emiliani anche quando i giornali si stuferano di parlarcene.
A mio parere, pur in bonafede, chi ha scritto il pezzo non ha ben capito quello che molti stanno criticando e quello che si sta chiedendo di sospendere... nessuno vuole abolire o "non festeggiare" il 2 giugno!!!! Si chiede solo di non spendere soldi per parate militare inutili! Si può festeggiare e ricordare la festa della Repubblica anche senza milioni di euro spesi per far sfilare militari in alta uniforme alla presenza di "autorità"! Insomma... i militari li vorremmo vedere in Emilia ad aiutare i terremotati "... anche quello sarebbe un "festeggiamento", si chiama solidarietà e senso dello Stato (quello vero).
Si tratta anche di soldi, pochi soldi destinati ai terremotati, e per finanziarli si aumenta ancora l'accise della benzina (come se non fosse già abbastanza cara) mentre tanti soldi vengono spesi nella "parata"!!!!
insomma, festeggiare si, ma in questa occasione si potrebbe festeggiare in maniera diversa!
Ciao. Vorrei sapere se il 2 giugno, in questo delicato momento, è necessario festeggiare la festa della repubblica in barba ai tanti terremotati e alle vittime del sisma che non hanno una beata cippa da festeggiare....o dicendola con molta sincerità....sono in una bella situazione di m***a?
Le rispondo, Ruggiero. Ho scritto poche righe non per dire se fossi contrario o favorevole alla festa del 2 giugno, ma per ricordare perché si festeggia il 2 giugno. Mi sembra importante. A leggere solo i social network, o i quotidiani che interpretano il pensiero dei social network, sembra che il 2 giugno sia una festa militare. E non è così. Si può modificare il cerimoniale, certamente si può, ma una festa si celebra sempre, anche in silenzio, volendo. Il punto è il senso della nazione che abbiamo noi italiani. E che, come ho scritto, la irresponsabilità dei nostri dirigenti ha fatto sì che smarrisse progressivamente.
Caro Gallo, ho letto il suo pezzo e mi è piaciuto molto almeno per due motivi. In primo luogo per la riproposta della scena di un grande film, memorabile perché si svolge proprio la sera dei risultati del referendum e da una lettura molto chiara oltre che sulla società italiana anche sul clima e sugli avvenimenti. Curiosamente però il cinema italiano, che pure si è occupato tanto di numerosi aspetti di storia del Paese, sul tema monarchia-repubblica e sul referendum in particolare – a parte un accenno mi pare in «Filumena Marturano» (Sophia che cammina a suon di musica mentre si esegue la Marcia reale) – ha prodotto poco. Probabilmente, penso, senza per questo emettere un giudizio, che la Resistenza fosse più appetibile cinematograficamente parlando.
Condivido invece in pieno che la domanda che dobbiamo porci oggi è perché si festeggia il 2 Giugno. Viviamo in un momento particolare, in cui si parla molto di memoria, ma non ce n’è affatto: chiedendo i motivi della festa o della ricorrenza del giorno, che sia la Giornata della Memoria, o la Giornata delle Foibe o il 25 Aprile c’è sparsa sopra la marmellata appiccicosa dell’ignoranza. La memoria è quindi non solo parcellizzata e non unitaria, ma volutamente ignorata.
Personalmente sono tra quelli che hanno espresso delle perplessità per la rassegna ai Fori Imperiali. «Festa della Repubblica» significa non solo 2 Giugno, ma per me anche la prima festa nazionale in ordine di importanza perché collegata anche alla Costituzione. Mi piacerebbe infatti che diventasse un po’ come il 14 Luglio in Francia o la festa nazionale in Norvegia a metà maggio: ne cito solo due, ma credo si tratti di due autentiche feste popolari. Pertanto, guardandomi attorno oggi, credo che in realtà non ci sia niente da festeggiare, o si debbano mantenere dei toni molto, ma molto bassi. Spero quindi che magari l’anno prossimo andrà meglio. Respingo però in maniera ferma la tentazione demagogica di parlare dei costi della rassegna solo in termini economici: come se il soldo fosse diventato il metro del giudizio morale e politico.
Cordialmente
La Repubblica va festeggiata. Il problema è se farlo, adesso, con una sfilata militare: più che per i soldi, per rimediare al fatto che a 10 giorni di distanza dalla prima scossa il Presidente ancora non si è visto da queste parti. Me ne lamento come cittadino italiano e da romagnolo.
Senza contare che la tradizione della festa non è per nulla granitica (date, cerimonie, ecc.), tanto che le attuali modalità risalgono all'iniziativa di Ciampi nel 2001.
Penso solo che una visita personale di Napolitano ai luoghi del terremoto, quest'anno, potrebbe essere una valida alternativa per la celebrazione dello spirito del 2/6.
Io vorrei sapere se il giorno del suo compleanno c'e' un lutto in famiglia, lei festeggia ugualmente?
Mi risponda per favora.
quanta inutile retorica.
scriva qualcosa di utile.
Lo trovo strumentale e ridicolo chiedere l'annullamento della festa. Non capisco una parata militare, ma la festa e le celebrazioni vanno fatte, esattamente per il motivo sopra citato, è una festa all'italia e agli italiani, e bello sarebbe dedicarla all'Emilia. Un motivo di forza e coraggio per l'unità del paese che ci farà uscire da questo momento difficile, ancor di più per i terremotati.
Nessuno contesta questo. Si contesta, aldilà dell'opportunità o meno di svolgerla tra tre giorni con l'Emilia in ginocchio, che nel 2012 si debba festeggiare una Repubblica facendo sfilare l'esercito. Io la trovo una cosa inaudita. E sono una persona che crede fortemente nell'importanza di riti e simboli per una civiltà. Ma l'ostentazione muscolare di forza è ormai astorica e proprio fuori luogo, e nel nostro caso anche abbastanza ridicola. Non c'è un modo più pacifico, civile, solidale, divertente di festeggiare la nostra amatissima Repubblica?
Secondo me non è ostentazione muscolare... C'è la Croce Rossa, c'è la protezione civile, e il resto dei militari è per dire loro grazie della loro opera.... opera che in certi casi si può esprimere solo col le armi specie se servono per difendersi (leggi missioni di pace)
Sono pienamente d'accordo.Chi ha coscienza della storia non ha bisogno di gesti eclatanti come le parate per averne memoria.Proprio adesso cosa si dovrebbe festeggiare un Paese allo sbando?Il dovere del Presidente della Repubblica,specialmente per le generazioni che hanno appreso dai libri quanto accaduto,dovrebbe essere mantenerla "sana" sia economicamente che politicamente.Dopo il crollo di un malgoverno stiamo assistendo a quello provocato dal terremoto in Emilia,non dimentichiamo quello dell'Aquila del 2009 che ancora dopo tre anni attende la ricostruzione,con quale stato d'animo possiamo festeggiare?
Non è discussione la ricorrenza né la giornata festiva. Lo spreco della parata militare invece sì. E sarebbe uno spreco comunque, anche senza terremoto.
lo spreco di un sabato mattina per celebrare l'Italia..... ma avete letto quanti soldi sono stati sprecato dagli stessi assessori che oggi piangono le vittime? lo spreco di non aver lottato per mettere l'Ítalia in sicurezza. Lo spreco di parole invece di investire in progetti giusti, lo spreco dei falsi in bilancio, lo spreco dell íllegalita' diffusa... e in un paese fatto di persone anziane che per questa Italia hanno combatutto e perso vite e che ci tengono alla loro parata.. dai ma perfavore non e'certo questo lo spreco.... fate sta parata, ma noi tutti che scriviamo facciamo la nostra parte ma veramente per evitare i veri sprechi....
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