Blog di

di Carlo Maria Miele

La Nazionale, il “rischio biscotto” e un’etica sportiva che vale solo per gli altri

Blog post del 15/06/2012
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Siamo un paese assuefatto alla corruzione (non solo nello sport), nel quale ogni decennio viene fuori uno scandalo calcioscommesse, nella cui Nazionale gioca un calciatore indagato di associazione a delinquere e frode sportiva, e il cui capitano può apertamente dichiarare che non c’è niente di male se due squadre si accordano per un pareggio, senza essere stigmatizzato più di tanto. Ma guai se a venire meno all’etica sportiva, anche solo in via ipotetica, sono gli altri.
 

Ecco così che tutti i commenti del post partita Italia-Croazia sono proiettati sulla prossima partita del girone Spagna-Croazia e al “rischio biscotto”, a un eventuale pareggio per 2 a 2 che manderebbe le due squadre direttamente ai quarti, ai danni della “povera” Italia.
 

 

 

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COMMENTI /

Ritratto di Andrea Mariuzzo
Ven, 15/06/2012 - 22:46
Amariuzzo
è vero che, se siamo in questa situazione, lo dobbiamo soprattutto a noi stessi. ed è vero che per una volta che il biscotto è riuscito in pieno (con una collusione evidente che avrebbe dovuto, secondo me, spingere l'UEFA a intervenire) altre volte la combinazione non si è verificata, e noi siamo passati per demeriti altrui o siamo comunque stati eliminati per demeriti nostri. non solo agli Europei, ma anche in Champions (come ricordano i milanisti che lamentavano il possibile biscotto tra Chelsea ed Herta Berlino, prima di perdere col Galatasaray per evitare recriminazioni). Detto questo: 1) Buffon non ha detto che concordare le partite in quel modo sia una bella cosa: ha detto che è se succede è perché ci sono ragioni e interessi che lo fanno succedere, ha fatto un'osservazione sulla realtà. è come se io potessi essere accusato di collusione con la mafia perché ne studio le origini storiche e sociali. 2) quello che bisognerebbe denunciare apertamente non è la possibilità del biscotto, ma il fatto che, come si è visto nel 2004, un accordo ai nostri danni avvenga col consenso dell'opinione pubblica internazionale e con la sostanziale connivenza delle istituzioni calcistiche. Sono sicuro che se mai un giorno ci trovassimo noi nella possibilità di combinare una qualificazione, i giornali di tutto il mondo griderebbero agli italiani mafiosi, e l'UEFA sarebbe capace di intervenire per cambiare le regole in corsa. Già, nei fatti, ha mostrato la linea di condotta la FIFA, punendo per due parole un po' colorite Materazzi tanto quanto un tentato omicida (ché quello può succedere colpendo con violenza il petto nel posto sbagliato) come Zidane, fatto peraltro passare per un giocatore "solitamente corretto e sportivo" mentre tutto il mondo sa che era una testa calda non nuova a risse ed espulsioni.
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