Blog di

di Carlo Maria Miele

Sangue e polemiche sul calcio egiziano

Blog post del 1/02/2012

Port Said, nord dell’Egitto. Da qualche secondo è terminata al Masry-al Ahly, partita di cartello della massima serie. A sorpresa, la squadra locale si impone per 3 a 1 sui titolati rivali del Cairo. Ma non c’è nemmeno il tempo di festeggiare, perché subito dopo il fischio finale centinaia di tifosi della squadra di casa invadono il campo per dare la caccia ai giocatori ospiti. La polizia non interviene, e sugli spalti e sul terreno di gioco scoppia il caos.

 

 

Il primo bilancio parla di oltre settanta vittime e di almeno un migliaio di feriti. Una cifra enorme anche per un contesto quale quello egiziano, dove pure le violenze negli stadi non rappresentano una novità. Intervenendo alla tv di Stato il vice ministro della Sanità Hesham Sheiha parla del “peggiore disastro nella storia del calcio egiziano”.

Ma sono in tanti a pensare che questa volta non si tratti di una semplice casualità e a leggere i fatti di Port Said alla luce dei conflitti politici in atto nell’Egitto post-Mubarak. Dal proprio sito web i Fratelli musulmani, la formazione uscita vittoriosa dalle ultime elezioni, puntano il dito contro le forze di sicurezza e parlano di “messaggio dei partigiani dell’ex regime” e di “scontri pianificati”. I calciatori dell’al-Ahly, testimoni diretti delle violenze, si scagliano contro la polizia, accusata di aver assistito passivamente alle violenze e di avere abbandonato spettatori e calciatori a sé stessi. E nella stessa direzione vanno i commenti a caldo dei tifosi dell'al-Ahly.

Intanto la Federcalcio egiziana (Efa) ha annunciato la decisione di sospendere gli incontri della massima serie a tempo indeterminato, mentre il Parlamento è stato convocato per domani in seduta urgente.

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Reyhaneh Jabbari è stata impiccata in Iran

Nel 2009 la donna era stata condannata per l'uccisione, avvenuta nel 2007, di un uomo che la voleva violentare, un ex dipendente dell'Intelligence iraniana.

Niente evasione fiscale per Dolce e Gabbana, la Cassazione li assolve

Agli stilisti veniva contestata la presunta evasione fiscale che sarebbe stata realizzata, secondo l'inchiesta, con una 'estero-vestizione'

Attacco a un checkpoint egiziano nel nord del Sinai: almeno 25 morti e 26 feriti

Almeno 25 persone sono rimaste uccise, e 26 ferite, in un attacco al checkpoint presidiato dall'esercito egiziano a Karm al-Qawadeis, nel Sinai del nord

Il primo tweet della Regina d’Inghilterra

Elisabetta II, all’età di 88 anni, ha twittato, con tanto di firma. È la prima volta che succede
SHARE

Come diventare un drago a usare Google

Tutti sanno servirsi del motore di ricerca, ma pochi sono in grado di farlo alla grande. Qui si può
SHARE

Sculpture by the Sea: l’arte in spiaggia a Sydney

Oltre 100 opere esposte lungo il litorale della città. La mostra outdoor che apre la primavera
SHARE

Ebola, i rischi per chi ama viaggiare

Chi gira per il mondo è spaventato, ma sbaglia: le probabilità del contagio sono molto basse
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

La crisi che ha cambiato Papa Francesco

La cura per le persone prima della dottrina e dei dogmi, la storia della sua vita e il momento in cui tutto è cambiato. Perché doveva cambiare

Storia di una fine: il giornale (greco) per i greci di Istanbul sta per morire

L’agonia di Apoyevmatini, una volta organo influente della comunità dei greci di Turchia, ora stampato per solo 600 famiglie è il residuo di un mondo scomparso

Tutti si sono dimenticati di Joseph Kony e del suo Lord's Resistance Army

Ci fu un tempo in cui il tema dominò i media. Ora, dopo la guerra civile in Sud Sudan, l’ebola e le atrocità di Boko Haram se lo sono scordato tutti