Come ogni anno, alla vigilia del nuovo anno accademico, mi trovo a riflettere su una questione spinosa che non mi fa dormire la notte: perché i ragazzi che devono fare i test di ammissione all’università si fanno accompagnare da mamma e papà?
Sono anni che, dietro la mia bella scrivania anteguerra, prendo nota di nomi e cognomi di giovani di belle speranze, che però – ahimè – si presentano con la famiglia. Perché? Perché?

Quando mi sono iscritta io all’università – era il 1995, alla radio impazzava ancora Corona ed io ero bella e abbronzata come solo le diciannovenni spensierate sanno essere – mai e poi mai avrei concesso a mia madre di accompagnarmi a Milano a farmi da balia per i corridoi dell’università. Piuttosto ci sarei andata strisciando, ma guai ad avere dietro un genitore. E le mie amiche uguale. Siamo venute tutte insieme per i fatti nostri, senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi mammà.

Poi, col passare degli anni, deve essere successo qualcosa. Non so cosa, ma qualcosa. Perché io, ogni santo anno, mi ritrovo dei genitori che, come schegge impazzite, mi chiedono in quale aula deve andare il figlio, dove è la figlia, se ha finito, se è ancora dentro, se so come è il test (ma secondo te lo saprò?), se – per caso – c’è un bagno nei paraggi.
L’anno scorso – giuro che è la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità – è addirittura successa una cosa che ha dell’incredibile: un’intera famiglia è arrivata alla spicciolata dalla Valcamonica per fare una sorpresa ad una (povera) ragazza che stava facendo il test per le professioni sanitarie. È arrivata anche la nonna, che a momenti non si reggeva in piedi, perché l’è isè braa la me s'cèta (ok, è bergamasco, ma questo so).

Perché vengono? Non certo per allietare la mia giornata e quella dei miei colleghi, anche se, lo confesso, a volte è terribilmente divertente vedere tutti questi cinquantenni in ansia per il loro adorato pargolo.
Solo che l’adorato pargolo ha quasi vent’anni, non va in prima asilo.
E a vent’anni c’è davvero bisogno di farsi ancora accompagnare a scuola da mamma e papà?
Qualcuno mi sa dare una risposta?
Of course, Mama's gonna help build the wall.


 

COMMENTI /

Ritratto di Paola Carniglia
Mer, 18/07/2012 - 14:33
Pcarniglia
hahahahahha!!!!!!!!! io ci sono andata da sola!!! e per come vedo mio figlio ( anni quasi 5 ) non mi vorra' MAI....( al nido mi ha salutato e detto: sei ancora qui...??:( pero' ti posso dire che il mio ex fidanzato dell'universita' mi voleva presente a tutti, e dico tutti gli esami...portavo buono diceva..... ciao s'cèta!!!
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Ritratto di Francesca
Mer, 18/07/2012 - 14:38
Francesca
Io vedo gente accompagnata da mammà ai concorsi pubblici. Dovrebbe essere vietato. L'autosufficienza come requisito fondamentale!!!
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Ritratto di Sally
Mer, 18/07/2012 - 14:39
Sally
Anch'io me lo chiedo sempre, quando nell'appartamento dove abito si fa la selezione delle nuove coinquiline..e anche se tendenzialmente quelle con la mamma, soprattutto se ficcanaso, sono scartate in partenza, a volte tocca farci un pensierino per non rischiare di restare senza occupante pagante! Si stanno davvero moltiplicando ogni giorno che passa! :)
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Ritratto di luisella
Mer, 18/07/2012 - 14:42
luisella
Io sono entrata nel 1998 e per circa 5 anni a ogni esame c'erano sempre un paio di colleghi accompagnati dai genitori. Una mamma, in particolare, non si perdeva un esame del figlio ed una volta l'ho vista anche parlare col prof dopo che il suo pargoletto era stato bocciato (probabilmente chiedeva spiegazioni all'imbarazzatissimo docente che, secondo me, avrebbe solo dovuto mandarcela!) . Per non parlare delle segreterie studenti, frequentatissime da genitori in fila perchè i loro bambini dovevano studiare e non avevano tempo di occuparsi di iscrizioni, domande per borse di studio e altre rotture burocratiche. Risultato: forse oggi avranno i figli laureati, ma incapaci anche solo di pagarsi una bolletta alla posta.
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Ritratto di heen
Mer, 18/07/2012 - 15:14
heen
Effettivamente anche io sono andata sempre sola a sostenere esami o test di ammissione, soprattutto perché, anche volendo, mia madre non sarebbe potuta venire per via del lavoro. Questo post però mi fa pensare a coloro che ho visto andare in giro a cercare camere in affitto con i genitori. Sinceramente io mi sono sempre arrangiata e non ho cercato una stanza in affitto una volta sola, anzi! E la cosa che mi ha spesso sconvolto sono gli studenti erasmus con al seguito il parentado alla ricerca di una stanza in affitto, cioè, l'erasmus è un'ottima occasione per crescere e diventare indipendenti...se ti porti dietro mammà quando cresci?
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Ritratto di Angelo D’Addesio
Mer, 18/07/2012 - 15:26
Amdaddesio
Io sono andato da solo dall'inizio alla fine. Ero quasi solo perfino alla seduta di laurea...Però non c'erano giovani prof. assetati di vendetta con mandato di bocciatura e battuta tagliente accompagnata da sorriso sardonico. (io agli esami boccio e anche tanto cit.) :-):-)
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Ritratto di Gianluca Franti
Mer, 18/07/2012 - 16:22
Gianluca Franti
Sul perché vengano, ahimé, non le so dare una risposta. O meglio, non le posso dare una risposta sintetica. Però la posso confortare. Ho 18 anni e qualche mese fa ho sostenuto il test d'ammissione in un'Università milanese: naturalmente non avevo a mio seguito genitori e parenti, e nella stessa situazione era la grande maggioranza dei miei futuri colleghi. Tuttavia le domando: sono i ragazzi che, come lei scrive, "si fanno accompagnare", oppure sono i genitori che si aggregano, contro la stessa volontà dell'esaminando, nella spensierata gita accademica?
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Ritratto di Sonietschka
Mer, 18/07/2012 - 17:24
Sonietschka
Mah, non so praticamente neanche dove sia la sede di studi dei figli. L'ultima volta che li abbiamo accompagnati è stato all'iscrizione alla scuola secondaria, quando avevano 12 anni. Per la verità sono andata anche a vedere il lavoro di fine d'anno del master di uno de tre. In compenso mi sono scandalizzata dall' atteggiamento di una mamma che aiutava il figlio a sistemarsi a Bxl Ora quest figlio ha quasi trent'anni, si è laureato a Padova, ha fatto un master a Parigi, adesso fa un dottorato di ricerca(stipendiato) a l'università libera di Bruxelles. Non proprio un bambino da tenere per mano, no? Ebbene, l 'ultimo acquist di sera: detersivo per lavatrice e carta igienica. Perfino mia figlia ha strabuzzato gli occhi!
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Ritratto di Anna Simone
Mer, 18/07/2012 - 18:26
Asimone
Io sempre sola anche durante la discussione della tesi:-) Quel giorno del lontano 2005 a Roma si è scatenato un temporale misto a neve che ha bloccato tutto. Nell'elenco ero l'ultima ma visto che ero l'unica presente mi hanno chiesto di iniziare... in solitario con la commissione e un testimone :-)
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Ritratto di Serena Cappelli
Mer, 18/07/2012 - 19:00
scappelli
@Paola Tuo figlio è troppo avanti! @Francesca Vietatissimo, altro che vietato e basta :) @Sally Al bando le mamme ficcanaso! @Luisella La mamma che parla con il professore all'università è di una tristezza infinita. @Heen Pienamente d'accordo sulla faccenda Erasmus! @Angelo e Anna No, dai, alla mia laurea i miei genitori sono venuti :) @Gianluca Non lo so, non lo so. Però a me i ragazzi non danno la sensazione di essere infastiditi, quindi... @Sonietschka Carta igienica per il figlio trentenne? Argh! :)
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Ritratto di Fabrizio Sibilla
Gio, 19/07/2012 - 09:21
fabriziosibilla
Io per fortuna ho avuto un educazione che definire spartana é ancora poco. Lavorano (tutt ora) entrambi i miei genitori, e mi han sempre detto che anche per parlare coi professori mi dovevo arrangiare da solo (a partire dalle medie). Il loro argomento era anche il mio e ineccepibile, anche se alcuni professori non lo digerivano. In buona sostanza era come (rivolto al proff) "lei conosce il telefono senza fili vero? Più si passa la voce più si degrada il messaggio originario, ergo se vuole dirmi qualcosa me lo dica personalmente che se lo dice ai miei e loro lo giran a me si perde solo tempo e si degrada il messaggio" Figuriamoci poi all universitá...
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Ritratto di Serena Cappelli
Gio, 19/07/2012 - 09:53
scappelli
@Fabrizio Però alle medie, e spesso anche alle superiori, un po' di controllo non guasta :)
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Ritratto di Marco Giovanniello
Gio, 19/07/2012 - 11:53
mgiovanniello
Per lo stesso motivo per cui i ragazzini vanno in bici con il casco (probabilmente sacrosanto) e vengono accompagnati sempre: i genitori sono apprensivi e refrattari a qualsiasi rischio. A nove anni andavo sempre da solo in giro per Milano, che attraversavo in tram e in metropolitana per andare ad esempio in piscina. Nel 2012 sarei stato affidato ai servizi sociali.
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Ritratto di Serena Cappelli
Gio, 19/07/2012 - 12:42
scappelli
Per parlare da anziana, Marco, come cambiano i tempi :) A parte gli scherzi, anche io da piccola andavo in bici e coi pattini rigorosamente a capo/ginocchia/gomiti nudi e mi sono presa le mie belle botte. Poi mi rialzavo e morta lì. Ma sono sicura che, se avessi un figlio, il suo bravo casco glielo farei mettere. Per fare un esempio più upper class, il mio compagno, che da piccolo abitava a Bruxelles, andava in aereo da solo, col suo bravo cartellino al collo e le hostess che lo curavano.
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Ritratto di Marco Giovanniello
Gio, 19/07/2012 - 16:35
mgiovanniello
L' UM (unaccompanied minor) esiste sempre, almeno nelle linee linee aeree tradizionali. Fra le low cost easyJet pretende un' età minima di 14 anni, Ryanair di 16. Resta faccenda da upper class, perché ad esempio Alitalia chiede per il servizio un supplemento che va da 40 a 125 euro a tratta, per i piccoli passeggeri che devono comunque avere almeno 5 anni.
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