Blog di

di Serena Cappelli

All’università con la mamma. Ma non è ora di crescere?

Blog post del 18/07/2012

Come ogni anno, alla vigilia del nuovo anno accademico, mi trovo a riflettere su una questione spinosa che non mi fa dormire la notte: perché i ragazzi che devono fare i test di ammissione all’università si fanno accompagnare da mamma e papà?
Sono anni che, dietro la mia bella scrivania anteguerra, prendo nota di nomi e cognomi di giovani di belle speranze, che però – ahimè – si presentano con la famiglia. Perché? Perché?

Quando mi sono iscritta io all’università – era il 1995, alla radio impazzava ancora Corona ed io ero bella e abbronzata come solo le diciannovenni spensierate sanno essere – mai e poi mai avrei concesso a mia madre di accompagnarmi a Milano a farmi da balia per i corridoi dell’università. Piuttosto ci sarei andata strisciando, ma guai ad avere dietro un genitore. E le mie amiche uguale. Siamo venute tutte insieme per i fatti nostri, senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi mammà.

Poi, col passare degli anni, deve essere successo qualcosa. Non so cosa, ma qualcosa. Perché io, ogni santo anno, mi ritrovo dei genitori che, come schegge impazzite, mi chiedono in quale aula deve andare il figlio, dove è la figlia, se ha finito, se è ancora dentro, se so come è il test (ma secondo te lo saprò?), se – per caso – c’è un bagno nei paraggi.
L’anno scorso – giuro che è la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità – è addirittura successa una cosa che ha dell’incredibile: un’intera famiglia è arrivata alla spicciolata dalla Valcamonica per fare una sorpresa ad una (povera) ragazza che stava facendo il test per le professioni sanitarie. È arrivata anche la nonna, che a momenti non si reggeva in piedi, perché l’è isè braa la me s'cèta (ok, è bergamasco, ma questo so).

Perché vengono? Non certo per allietare la mia giornata e quella dei miei colleghi, anche se, lo confesso, a volte è terribilmente divertente vedere tutti questi cinquantenni in ansia per il loro adorato pargolo.
Solo che l’adorato pargolo ha quasi vent’anni, non va in prima asilo.
E a vent’anni c’è davvero bisogno di farsi ancora accompagnare a scuola da mamma e papà?
Qualcuno mi sa dare una risposta?
Of course, Mama's gonna help build the wall.


 

COMMENTI /

Ritratto di Paola Carniglia
Mer, 18/07/2012 - 14:33
Pcarniglia
hahahahahha!!!!!!!!! io ci sono andata da sola!!! e per come vedo mio figlio ( anni quasi 5 ) non mi vorra' MAI....( al nido mi ha salutato e detto: sei ancora qui...??:( pero' ti posso dire che il mio ex fidanzato dell'universita' mi voleva presente a tutti, e dico tutti gli esami...portavo buono diceva..... ciao s'cèta!!!
SHARE
Ritratto di Angelo D’Addesio
Mer, 18/07/2012 - 15:26
Amdaddesio
Io sono andato da solo dall'inizio alla fine. Ero quasi solo perfino alla seduta di laurea...Però non c'erano giovani prof. assetati di vendetta con mandato di bocciatura e battuta tagliente accompagnata da sorriso sardonico. (io agli esami boccio e anche tanto cit.) :-):-)
SHARE
Ritratto di Anna Simone
Mer, 18/07/2012 - 18:26
Asimone
Io sempre sola anche durante la discussione della tesi:-) Quel giorno del lontano 2005 a Roma si è scatenato un temporale misto a neve che ha bloccato tutto. Nell'elenco ero l'ultima ma visto che ero l'unica presente mi hanno chiesto di iniziare... in solitario con la commissione e un testimone :-)
SHARE
Ritratto di Serena Cappelli
Mer, 18/07/2012 - 19:00
scappelli
@Paola Tuo figlio è troppo avanti! @Francesca Vietatissimo, altro che vietato e basta :) @Sally Al bando le mamme ficcanaso! @Luisella La mamma che parla con il professore all'università è di una tristezza infinita. @Heen Pienamente d'accordo sulla faccenda Erasmus! @Angelo e Anna No, dai, alla mia laurea i miei genitori sono venuti :) @Gianluca Non lo so, non lo so. Però a me i ragazzi non danno la sensazione di essere infastiditi, quindi... @Sonietschka Carta igienica per il figlio trentenne? Argh! :)
SHARE
Ritratto di Fabrizio Sibilla
Gio, 19/07/2012 - 09:21
fabriziosibilla
Io per fortuna ho avuto un educazione che definire spartana é ancora poco. Lavorano (tutt ora) entrambi i miei genitori, e mi han sempre detto che anche per parlare coi professori mi dovevo arrangiare da solo (a partire dalle medie). Il loro argomento era anche il mio e ineccepibile, anche se alcuni professori non lo digerivano. In buona sostanza era come (rivolto al proff) "lei conosce il telefono senza fili vero? Più si passa la voce più si degrada il messaggio originario, ergo se vuole dirmi qualcosa me lo dica personalmente che se lo dice ai miei e loro lo giran a me si perde solo tempo e si degrada il messaggio" Figuriamoci poi all universitá...
SHARE
Ritratto di Serena Cappelli
Gio, 19/07/2012 - 09:53
scappelli
@Fabrizio Però alle medie, e spesso anche alle superiori, un po' di controllo non guasta :)
SHARE
Ritratto di Marco Giovanniello
Gio, 19/07/2012 - 11:53
mgiovanniello
Per lo stesso motivo per cui i ragazzini vanno in bici con il casco (probabilmente sacrosanto) e vengono accompagnati sempre: i genitori sono apprensivi e refrattari a qualsiasi rischio. A nove anni andavo sempre da solo in giro per Milano, che attraversavo in tram e in metropolitana per andare ad esempio in piscina. Nel 2012 sarei stato affidato ai servizi sociali.
SHARE
Ritratto di Serena Cappelli
Gio, 19/07/2012 - 12:42
scappelli
Per parlare da anziana, Marco, come cambiano i tempi :) A parte gli scherzi, anche io da piccola andavo in bici e coi pattini rigorosamente a capo/ginocchia/gomiti nudi e mi sono presa le mie belle botte. Poi mi rialzavo e morta lì. Ma sono sicura che, se avessi un figlio, il suo bravo casco glielo farei mettere. Per fare un esempio più upper class, il mio compagno, che da piccolo abitava a Bruxelles, andava in aereo da solo, col suo bravo cartellino al collo e le hostess che lo curavano.
SHARE
Ritratto di Marco Giovanniello
Gio, 19/07/2012 - 16:35
mgiovanniello
L' UM (unaccompanied minor) esiste sempre, almeno nelle linee linee aeree tradizionali. Fra le low cost easyJet pretende un' età minima di 14 anni, Ryanair di 16. Resta faccenda da upper class, perché ad esempio Alitalia chiede per il servizio un supplemento che va da 40 a 125 euro a tratta, per i piccoli passeggeri che devono comunque avere almeno 5 anni.
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Disoccupazione giovanile, a gennaio scende al 41,2%

Nel 2014 il tasso di disoccupazione è salto al 12,7% dal 12,1% del 2013. Il dato annuale è il massimo mai registrato dal 1977

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

Maicol&Maicol

Barbapapà, i veri ideologi del No-Tav

Una riflessione su un cartone animato terzomondista ed ecologista, dopo la morte del loro creatore
SHARE

Cosa succede se i film di Kubrick diventano videogiochi

Anche se trasposti in un formato diverso, riescono a mantenere i caratteri dell’originale
SHARE

Perché l’igiene corporale è diventata un dogma

Merito di pubblicità ossessive e della nuova urbanizzazione. Ora ci si lava sempre, forse troppo
SHARE

Le città divise: dove vanno turisti e residenti

Monumenti e piazze sono luoghi per chi visita. Chi vive in città, va altrove. La mappa lo dimostra
SHARE

PRESI DAL WEB

Come nasce un capolavoro: il backstage del video di Razzi

Immagini rubate mostrano Antonio Razzi, sul lungomare di Pescara, mentre canta e balla per il suo videoclip "Famme cantà"

La politica non basta più, e Antonio Razzi diventa cantante, con "Famme cantà"

Il brano è una sorta di auto-presa in giro del discusso e discutibile politico, che riprende sue frasi diventate tormentoni e le mette in musica