3 July 2012
Batterio killer, ovvero le tribolazioni dell'italiano in mensa
Serena Cappelli
Sono a Grenoble per una trasferta di lavoro. Piove, dormo a cento metri da un reattore nucleare, sono chiusa in un anello senza finestre e sono circondata da scienziati che si occupano di tutti i problemi del mondo tranne uno, quello fondamentale: perché la tenda della doccia si attacca sempre al corpo? Possibile che, con tutta questa scienza, nessuno abbia inventato una tenda antiaderente che non faccia da seconda pelle e che non ti costringa, di conseguenza, a pensare con sospetto a chi, prima di te, ha occupato la medesima doccia?
L'unica mia soddisfazione è la mensa. Tre volte al giorno il cibo è lì, pronto davanti a me, che mi dice con voce suadente e allusiva “Mangiami, sono tutto per te”.
Il fatto che da una settimana trovo colazione, pranzo e cena pronti senza dover alzare un dito, mi riempe di infantile entusiasmo, tanto da portarmi ad amare anche gli avventori che – normalmente – mi darebbero un sincero fastidio.
Perché, diciamolo, la mensa è un luogo che unisce, ma che, allo stesso tempo, divide. Figuriamoci poi una mensa francese, il male assoluto. Noi siamo in quattro, tre uomini e una donna: quattro diverse filosofie di vita, quattro diverse tipologie di clienti di cui (s)parlare.
Miss Mangia che è buono, ovvero l'entusiasta
Sono io. Decisamente. L'entusiasta è quella che a casa non ha mai voglia di cucinare e che, quindi, in mensa trova tutto di suo gusto, in primo luogo perché è già pronto.
Non sa cosa è quello che ha davanti? Fa niente, lo prende, lo mangia e dice invariabilmente “Buono!”, mentre i suoi commensali, che stanno mangiando la stessa cosa, la guardano schifati come se si fosse appena rotolata nel fango in compagnia di cento scrofe, trovandolo addirittura piacevole.
Mr. Bipolare, ovvero l'erba del vicino è sempre più verde
Mr. Bipolare è un puro di cuore, uno di quelli per cui il piacere della scoperta è qualcosa di insostituibile. Guarda, assaggia con gli occhi, sente i profumi, a volte si stupisce, prende il suo piatto ed è felice. Poi arriva al tavolo, guarda il tuo vassoio e il suo sorriso si trasforma in una smorfia di dolore: “ecco lo sapevo, avrei fatto meglio a prendere quello che hai preso tu”.
Mr. Ni, ovvero Viva la Fanta, che l'è mia buna ma l'è tanta
Mr. Ni è essenzialmente passivo. Si adatta con facilità, non si lamenta mai, predilige la quantità alla qualità. Dieci minuti prima del pasto ti dice che oggi no, non vuole mangiare molto, oggi vuole stare leggero. Ma poi sai, è tutto gratis, perché non assaggiare qualcosina? E, già che ci siamo, perché non berci sopra anche un litro di coca?
Mr. Ommioddio i batteri, ovvero cronaca di una morte annunciata
Dopo sette giorni insieme, sai già quello che dirà Mr. Ommioddio i batteri appena seduto. Lo sai così bene che potresti muovere le labbra in sincrono. Ma come, hai preso quella cosa molliccia che sembra yogurt ma non è, lasciata alla mercé di batteri che la sera prima ci hanno fatto sopra un rave? Sei matta? La tre giorni in bagno è assicurata! E poi guarda queste polpette, saranno sicuramente avanzi di due giorni fa. E il croissant bruciacchiato? Certo che risparmiano proprio sui costi. Blablabla.
Tu sorridi e gli vuoi bene, per carità, ma non siamo in un giallo di Agatha Christie e nessuno sta tentando di avvelenare nessuno. Ecco, forse di sedare sì, ma il colpevole non è certo la Sodexo.
Ogni riferimento a Marco, Mauro e Paolo è puramente casuale.


Comments
I casi clinici sono quattro, ci sono anche io :)
quando tornano i tre casi clinici
devi metterli in corrispondenza biunivoca
cmq un buon caffè ci sta sempre bene
@Angelo
Accidenti, la doccia! Non ci avevo pensato! Che occasione sprecata ;)
@Fabrizio
La tenda della doccia ha francamente rotto le scatole, indipendentemente dalla fluidodinamica. Più box per tutti! :)
La tenda della doccia si appiccica per effetto venturi ;)
Dovreste provare le mense olandesi, le peggiori in assoluto, piacciono solo agli inglesi. Il che spiega tutto.
La mia mensa attuale (Germany) é nel sito industriale dove vi é un inceneritore, mentre quella prima era architettonicamente ben adagiata su un laghetto di raffreddamento di una mini centrale nucleare di ricerca.
In entrambi i casi si mangia decentemente.
Ok allora è un post da Psycho. Ci sono tutti gli elementi di Hitchcock: il cibo avvelenato, tre uomini ed un donna, la doccia. Io ci avrei visto bene una foto in bianco e nero.
@Matteo, se sei il Matteo che penso
Ma cosa ne so, noi eravamo rimborsati da ESRF. Comunque ti porto gli scontrini, così vedi i costi nel dettaglio :)
@Matteo, se non sei il Matteo che penso
Io non c'ero e se c'ero dormivo :)
@Angelo
Ah ah perché? (è un post, è un post!) :-)))
@Ionico
Cosa? :) Tanto di Cappelli è così brutta che la trovo quasi bella.
Un altro proiettile in canna, un altro centro.
La tua capacità di descrivere con ironia e sagacia ogni situazione le rende così reali da poterle adattare a migliaia di persone. Una sorta di psicologa degli attimi di vita quotidiana di tutti noi, una capacità sopra la media di saper leggere il libro delle nostre esperienze.
Tanto di Cappelli. Brava.
Che articolo da Psycho!
Indaga sui costi! Chi paga in Francia e quanto?
Il pasto costa di più allo studente che al docente?
Il precario paga il 100% come fosse al ristorante?
I francesi devono sapere cosa vuol dire essere italiani! :-)
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