21 June 2012
Pisser à Paris, la guida per far pipì con stile nella Ville Lumière
Serena Cappelli
Ci sono momenti, nella vita di un uomo, che richiedono un intervento tempestivo. E se sei in gita di piacere nella città più bella del mondo, la soluzione non può essere che una: fiondarsi a bere un caffè.
Sempre bello e piacevole, per carità, ma i bagni dei bar non sono certo il top in quanto a design, posizione e storia. E poi bisogna consumare, dal momento che anche tutte le grandi catene – Starbucks, McDonald's, etc – hanno adottato la buona pratica del codice toilettes contro gli intrusi.
Fortunatamente oggi esce Pisser à Paris – Guide pratique et culturel des WC gratuits, di Claude Lussac e Nathalie Marx, grazie alla quale sarà possibile fare plin plin gratis in luoghi consoni al regal momento.
«Attraverso i bagni, si può parlare di cultura, politica e arte. Abbiamo privilegiato i luoghi che hanno un'anima» dicono i due francesi, che hanno battuto Parigi alla ricerca di toilettes di carattere e facilmente accessibili, dove poter rispondere al richiamo della natura circondati da un'atmosfera particolare.
Per gli amanti del lusso ci sono, ad esempio, i bagni stile impero del Crillon, place de la Concorde, o quelli Art Déco del Lutetia, boulevard Raspail.
Per i nostalgici c'è l'unico vespasiano rimasto in boulevard Arago, mentre gli intellettuali possono fare una pausa ricordando Jean-Paul Sartre nei bagni dell'Ecole normale supérieure, rue d'Ulm.
E per chi ha gusti, diciamo così, un po' più particolari?
Niente paura, al Musée Baccarat ci sono le toilettes érotiques ridisegnate da Philippe Starck, mentre al bar-club Belushi's, rue de Crimée, ci sono i Kisses di Meike Van Schijndel, delle grandi e provocanti bocche rosse spalancate per voi.


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