Lo scienziato Krauss: «Vi dimostro l’inutilità di Dio»

“A Universe from Nothing”, un universo dal nulla. Il titolo è troppo provocatorio per non destare sospetti. Perché uno scienziato come Lawrence Krauss, insigne cosmologo, professore di fisica presso l’Arizona State University, principe dei divulgatori e autore, tra gli altri, del bestseller “La Fisica di Star Trek”, si imbarca nell’impresa di scrivere un libro con un titolo simile? La prima risposta – fuorviante, non la considerate – è che non vedeva l’ora di raccontare ai suoi lettori i più recenti orizzonti della fisica e le bizzarre implicazioni cosmologiche. Ma si tratta, appunto, di una risposta fuorviante.

Quotidiani di carta, ultimi in classifica nell'economia che cresce

Come sta cambiando l’economia? Una risposta a questa domanda (per gli Stati Uniti) viene fornita dal Council of Economic Advisors che (in collaborazione con Linkedin, fornisce una mappa delle tendenze in atto settore per settore tra il 2007 e il 2011. I settori a più alta crescita sono le energie alternative (+49,2%), Internet (+24,6%), l’editoria online (+24,3%) e l’e-learning (+15.9%). I quotidiani cartacei sono invece l’industria che sta perdendo più colpi: -28,4%.

A Genova borghesi in fila per Doria e operai a casa

Per alcuni è il candidato di Sel, per altri il marchese rosso. Altri ancora lo considerano il Forrest Gump del nuovo populismo di sinistra, un personaggio che potrebbe essere replicato con successo in altre città. Il nuovo che avanza. Genova ha sempre anticipato i tempi, e anche questa volta potrebbe avere centrato l’obiettivo. La vittoria di Doria alle primarie genovesi è paradossale per almeno due buone ragioni.

Ma "Occupy Wall Street" non sta rinnovando la sinistra

L’occupazione di Zuccotti Park, a New York, si è conclusa con una metafora suggestiva: i manganelli inviati da un sindaco (un finanziere miliardario) che colpiscono i giovani indignati per l’immoralità di Wall Street. Il simbolismo non potrebbe essere più lampante. Non è chiaro perché Michael Bloomberg abbia deciso questa svolta repressiva proprio ora, quando tra i militanti si stava discutendo se interrompere l’occupazione per l’incombere del Generale Inverno. Ma qualunque sia stata la motivazione (probabilmente solo una forma di perbenismo legalitario che mal tollerava un campeggio non autorizzato a due passi da Wall Street), quel movimento è tutt’altro che finito.

In questi Usa Reagan e Obama andrebbero a braccetto

Paul Krugman la considera “una catastrofe politica per i democratici”. Non ha torto. L’accordo bipartisan appena raggiunto prevede un innalzamento del tetto del debito di 2400 miliardi, in cambio di 3000 miliardi di tagli alla spesa pubblica. In pratica: si taglia il welfare, si lasciano intatte le spese militari e non si prevede alcun aumento delle tasse ai più ricchi, quell’uno per cento della popolazione che ogni anno si porta a casa il 24% del Pil.

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