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«I tempi non sono maturi», dice il parroco di Cinisi don Pietro d'Aleo a La Stampa. Il fratello di Peppino Impastato, Giovanni, aveva chiesto una messa per commemorare il fratello, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978 a 30 anni. «Noi avevamo chiesto una messa, ci ha risposto che era meglio di no», dichiara Giovanni sempre a La Stampa
Peppino Impastato, comunista, uomo di Democrazia Proletaria, via Radio Aut sfotteva i boss di Cosa Nostra. In particolare Gaetano Badalamenti, uno dei più potenti del dopoguerra della mafia siciliana.
Insomma, ricordare quel comunista in una chiesa, non si può ancora. Non è tanto il fatto di dover concedere una messa a chiunque, forse lo stesso Peppino non ne avrebbe voluta una, di messa. Certo, fa specie una Chiesa che seppellisce nei suoi sotterranei un boss come Enrico De Pedis, bollandolo come 'benefattore', e ritiene che i tempi non siano maturi per avvicinarsi a chi i boss li ha sfidati sul campo rimettendoci la vita a 30 anni. Senza poi stilare la lunga lista di processioni sotto casa dei boss e le gestioni 'allegre' dei conti dello IOR, la Banca Vaticana.
Dall'interno del mondo cattolico, come riporta il pezzo de La Stampa si cercano giustificazioni per la scelta del parroco. <<Una messa che sarebbe vista male anche dal mondo comunista>>.
«Peppino - dice il fratello Giovanni - è stato già isolato in vita, e sarebbe terribile isolarlo pure in morte». Non aiutano anche le divisioni interne al ricordo di Peppino tra i 'compagni', certo, ma quella Chiesa sempre pronta a benedire e celebrare ladroni e mai pronta a guardarsi all'interno, è sempre più fuori dal tempo. Nel 2012 il nome di Peppino Impastato, insomma, è ancora tabù.
Un estratto di uno dei programmi di Radio Aut

Comments
Questa ancora mi mancava: l'utilizzo delle dichiariazioni di un sacerdo di un paese di 12,000 abitanti (Cinisi) per rivangare le vecchie store su Ior, crociate, papesse, San Giuseppe che non faceva scontrini eccc.....e a poco servono missionari, Marie Terese, martiri e quant'altro, la Chiesa ha fatto solo il male (da secoli), e il male continuerà a fare.
Se poi si comincia a strumentalizzare anche l'anniversario della morte di Impastato per evidenziare questa cosa, ancora meglio.
Saluti
P.S: Sono sicilianoe stimo Impastato proprio per il suo desiderio di provvedere al bene comune, desiderio che la "malvagia" Chiesa tende a realizzare da secoli
«I tempi non sono maturi», non l'ho detto di certo io Kan63
...si ma "i tempi non sono maturi" per gli altri che non sono capaci di mettersi d'accordo e strattonano (come sempre capita in Itala) il povero Impastato da una parte all'altra per avere ragione tra di loro e il parroco che cerca di spiegarglielo senza diventare il caprio espiatorio, anche perché me lo dite voi che cavolo gliene fregava a Impastato (quello vero non il fratello) di una Messa in chiesa... é così difficile da capire?
Leggendo l'articolo sulla Stampa mi sembra di capire che il problema sia tra la "Casa memoria" gestita dal fratello di Impastato e "l’associazione Impastato guidata dall’amico Salvo Vitale, geloso custode del ricordo duro e puro" e il parroco ha scelto di evitare la messa per non scatenare la rissa tra i due ma piuttosto di optare per la veglia. Poi ci sono anche nelle non meglio identificate reticenze all'interno del mondo cattolico a fare una messa per un
A partire da questo l'articolo parte con il solito "rosario" delle colpe della Chiesa: De Pedis, lo IOR,... Il silenzio sulle deportazioni degli ebrei, l'inquisizione e le crociate...
L'articolo doveva intitolarsi "come ti uso anche Impastato per parlar male della Chiesa", sarebbe stato più onesto.
Guardi, non ho alcuna intenzione di difendere la Chiesa, ma non capisco perchè, se non ci si professa religiosi, si pretenda il rispetto di una istituzione religiosa.
Comunque la mia invettiva non era rivolta a Lei, ma alla pretesa di voler celebrare la messa di suffragio.
Mi sfugge il motivo per il quale la Chiesa sarebbe "sempre più fuori dal tempo". Qui non si discute il valore dell'uomo, ma la prepotenza di pretendere che la Chiesa si assoggetti ai voleri dei non credenti.
Va bene che è di moda, ma spegnete l'odio e lasciate che la Ragione vi guidi.
Deduco che per Lei, meglio celebrare un credente delinquente, che un non credente che almeno per la gente ha fatto qualcosa di buono. Punti di vista, per carità, mi stupisce sempre questa volontà di accantonare esempi laici positivi, per finti timorati. Non è questione di odio.
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