Blog di

di Andrea Indiano

Fuga dal Campo 14, in Corea del Nord rivivono gli incubi di Auschwitz

Blog post del 26/04/2012

Per chi vive lontano, la Corea del Nord è più una barzelletta che uno stato. Con le sue folli parate militari, la millantata capacità missilistica e nucleare, la falsa propaganda quotidiana che dipinge la famiglia presidenziale come delle divinità, questo regime totalitario raggiunge spesso i titoli dei giornali più per le sue stranezze che per motivi realmente politici. Eppure, ci si dimentica spesso, che per chi nasce in Corea del Nord la vita è un incubo. Anzi non è nemmeno vita. Nello stato asiatico vige una dittatura comunista che si basa sulla schiavitù, lo sfruttamento e la repressione. A descrivere lo stile di vita nordcoreano arriva ora un libro indagine del giornalista americano Blaine Harden. “Escape from Camp 14” (Fuga dal Campo 14) racconta la vita di Shin Dong-Yuk, l’unica persona al mondo nata in un campo nordcoreano e poi riuscita a scappare.
Il regime di Pyongyang punisce senza pietà i familiari dei traditori dello stato e così quando lo zio di Shin tentò di scappare, tutta la sua famiglia fu incarcerata a vita. In Corea del Nord si suppone esistano sei campi di concentramento dove sono rinchiuse circa 180mila persone che sono state incarcerate senza processo né possibilità di difendersi. Il governo del paese ha sempre negato l’esistenza di questi gulag. Nei campi di concentramento (cui vanno aggiunti anche le prigioni) ogni anno migliaia di detenuti muoiono per le malattie dovute alla mancanza di cibo e di igiene. Fra le storie dei sopravvissuti (si pensa siano circa una ventina nel mondo gli individui riusciti a scappare) sono emerse le storie più atroci e assurde: vi sarebbero rinchiuse anche persone solo perché sorprese a cantare una canzone di un artista della Corea del Sud.
Shin è nato nel Camp 14 e per lui non esiste altra verità oltre quella dettata dalle guardie del campo. Come gli altri detenuti, ha cominciato a lavorare a otto anni nelle miniere senza possibilità di scelta. Turni di sedici ore, un unico pasto assicurato al giorno e il culto del presidente nordcoreano sono le uniche tre certezze che Shin ha avuto nella vita. E non avendo la possibilità di conoscere altro al di fuori del Camp 14 per Shin era questo la normalità. Tanto che quando origliò una conversazione fra la madre e il fratello che pianificavano una fuga, non ebbe dubbi a denunciare subito i familiari. E non versò una lacrima quando la madre e il fratello furono giustiziati nella piazza centrale del campo dopo essere stati torturati. “Shin non è mai stato triste per questa scelta – ha raccontato Harden che lo ha intervistato nel corso di due anni fra Seoul e la California – perché per lui non esistevano rapporti familiari come li conosciamo noi. Per lui esisteva solo il Camp 14. Quello era il suo mondo”. Solo l’arrivo di un anziano signore nello stesso gulag aprì gli occhi a Shin. L’uomo raccontò al giovane il mondo esterno e le possibilità che esistevano oltre il Camp 14: diversi tipo di cibo, gli animali, la musica. Con il passare degli anni i due divennero amici e infine organizzarono una fuga. Solo Shin riuscì a scappare mentre l’amico fu arrestato e ucciso. Dopo un periodo in Corea del Sud, Shin è andato in America e lì con l’aiuto di alcuni gruppi di supporto è riuscito a superare il suo dramma. “Dopo qualche tempo ha capito cosa aveva fatto alla madre e al fratello e ha provato un inizio di rimorso – ha detto Harden - ma per chi ha vissuto sin dalla nascita e per i successivi ventitrè anni con un’unica idea in testa è difficile cambiare modo di vedere le cose”.
“Escape from Camp 14” non è solo la storia di Shin ma anche quella dei milioni di nordcoreani costretti a vivere nella miseria e nella mancanza di ogni bene primario. Per ogni ironia sul fallimento del lancio di un missile o di una parata dai modi anacronistici a Pyongyang, bisogna pensare a chi in Corea del Nord ci vive e non ha la possibilità di andare via.


COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Gio, 26/04/2012 - 13:04
Il paradiso dei lavoratori
SHARE
Ritratto di Anonimo
Ven, 27/04/2012 - 07:23
"For outsiders, North Korea can seem less like a nation than a sick joke". Bell'incipit, ma allora perche' non citarne l'autore (http://www.guardian.co.uk/books/2012/apr/13/escape-camp-14-korea-harden-review) prima di copiarlo?
SHARE
Ritratto di Andrea Indiano
Dom, 29/04/2012 - 15:55
Andrea Indiano
Sì, caro Anonimo non ci si inventa più niente. Fra i tanti articoli letti per documentarmi su questa notizia c'era anche quello, certo non lo nego. Ma paragonare la Corea del Nord a una barzelletta è cosa molto comune , forse perchè rende bene l'idea del pensiero generale su questo paese. io lo spunto l'ho preso da qui. http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/from_our_own_correspondent/8711355.stm saluti
SHARE
Ritratto di Pietro
Lun, 15/04/2013 - 11:53
Pietro
"Turni di sedici ore, un unico pasto assicurato al giorno e il culto del presidente nordcoreano sono le uniche tre certezze che Shin ha avuto nella vita. " Non é vero! Nel libro é ribadito piú volte che Shin neanche sapeva chi fosse il presidente nordcoreano! Ma tu, Andrea, il libro l'hai letto o lo hai solo recensito?
SHARE
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Niente evasione fiscale per Dolce e Gabbana, la Cassazione li assolve

Agli stilisti veniva contestata la presunta evasione fiscale che sarebbe stata realizzata, secondo l'inchiesta, con una 'estero-vestizione'

Attacco a un checkpoint egiziano nel nord del Sinai: almeno 25 morti e 26 feriti

Almeno 25 persone sono rimaste uccise, e 26 ferite, in un attacco al checkpoint presidiato dall'esercito egiziano a Karm al-Qawadeis, nel Sinai del nord

Il primo tweet della Regina d’Inghilterra

Elisabetta II, all’età di 88 anni, ha twittato, con tanto di firma. È la prima volta che succede
SHARE

Come diventare un drago a usare Google

Tutti sanno servirsi del motore di ricerca, ma pochi sono in grado di farlo alla grande. Qui si può
SHARE

Sculpture by the Sea: l’arte in spiaggia a Sydney

Oltre 100 opere esposte lungo il litorale della città. La mostra outdoor che apre la primavera
SHARE

Ebola, i rischi per chi ama viaggiare

Chi gira per il mondo è spaventato, ma sbaglia: le probabilità del contagio sono molto basse
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

La crisi che ha cambiato Papa Francesco

La cura per le persone prima della dottrina e dei dogmi, la storia della sua vita e il momento in cui tutto è cambiato. Perché doveva cambiare

Storia di una fine: il giornale (greco) per i greci di Istanbul sta per morire

L’agonia di Apoyevmatini, una volta organo influente della comunità dei greci di Turchia, ora stampato per solo 600 famiglie è il residuo di un mondo scomparso

Tutti si sono dimenticati di Joseph Kony e del suo Lord's Resistance Army

Ci fu un tempo in cui il tema dominò i media. Ora, dopo la guerra civile in Sud Sudan, l’ebola e le atrocità di Boko Haram se lo sono scordato tutti