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di Andrea Indiano

L'arte come protesta, la rivolta gentile dei giapponesi contro il nucleare

Blog post del 12/04/2012
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A volte l’arte può nascere anche dalle disgrazie. In Giappone sono aumentate negli ultimi mesi le manifestazioni contro il nucleare e neanche l’arrivo del tanto atteso Hanami le ha fermate. Davanti alla sede della Dieta nazionale a Tokyo, un presidio fisso di persone protesta contro l'uso dell'energia atomica. La rabbia è aumentata con il passare del tempo, dopo il rischio corso con la distruzione di tre reattori nucleari nella centrale di Fukushima a seguito dello tsunami dell'anno scorso. Per i pacifici manifestanti, l'artista Nao Matsumoto ha creato delle candele a forma di mano con dito medio alzato, per lanciare un messaggio chiaro ai politici giapponesi su ciò che la popolazione pensa ora del nucleare. Un'altra protesta, gentile nei modi e silenziosa nel suo svolgimento, l'ha messa in atto il regista Hayao Miyazaki, premio Oscar per La città incantata. L'artista ha camminato per le strade di Tokyo con un cartello contro il nucleare al collo, insieme a due amici e al suo cane. Senza esagerare, ma lanciando un messaggio forte, com'è tipico dei giapponesi. Un popolo non avvezzo alle manifestazioni, ma che si sta riscoprendo politicamente attivo dopo l'emergenza dell'anno scorso. Gli attivisti di Stop Nuclear invece, hanno concesso la possibilità ai propri sostenitori di dare libero sfogo a pensieri ed emozioni su quadri e poster. Le stesse tele sono state poi esposte in vari musei e portate in mano dagli autori nelle manifestazioni cittadine. Niente scontri con la polizia né lacrimogeni o manganelli, perchè anche con l'arte e il silenzio si può mandare un messaggio di protesta.

Le candele dei manifestanti


La protesta silenziosa di Hayao Miyazaki

I poster di StopNuclear

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