Perché liberalizzare i taxi?
Mi stupisco di non leggere mai chiaramente per quale motivo il Governo Monti vorrebbe "liberalizzare" i taxi. Dovrei stupirmi meno constatando che quello che il Governo intende fare è descritto male già nel nome. Non si tratta infatti di una liberalizzazione, ma di un aumento del numero delle licenze, senza le quali non si potrà comunque comprare un' auto bianca, mettersi guanti altrettanto bianchi come a Tokyo e portare clienti da un capo all' altro della città.
Perché allora si dovrebbero aumentare le licenze? Perché è difficile trovare un taxi? Con l' attuale crisi e salvo che in una giornata piovosa nella settimana della Moda o in quella del Salone del Mobile, a Milano non è così difficile trovarne uno, ci si trova in coda spesso solo alla stazione Centrale, purtroppo esposti alle intemperie dopo la sciagurata cacciata dei taxi dalla Galleria delle Carrozze. A Malpensa si possono osservare decine, centinaia di taxisti attendere per ore un cliente da portare a Milano alla modica cifra di 90 euro, talvolta superiore al costo del volo.
A che cosa servirebbero altri taxi se quelli esistenti stanno fermi anche per ore? L' economista Monti dovrebbe ammettere che non servirebbero a nulla, perché alle tariffe attuali la regolamentazione non impedisce all' offerta di soddisfare la domanda. Quello che il Governo non osa dire, per evitare una rivolta dei taxisti, è che l' aumento delle licenze serve a far scendere le tariffe. Abbassandole la domanda aumenterebbe e verrebbe soddisfatta soltanto da un numero più elevato di taxi in circolazione.
Su questo punto il Governo è evasivo. I taxi sono fuori dalla portata della maggior parte dei cittadini, con conseguenze negative importanti a carico della collettività. Abbiamo un numero altissimo di vetture per abitante, molte famiglie hanno più auto e di queste non poche vengono utilizzate poco, restano perlopiù parcheggiate intasando le vie. Tornando dall' estero si nota facilmente come le nostre città somiglino a dei parcheggi selvaggi e nemmeno è pensabile vietare la sosta negli assi principali, per rendere più scorrevole il traffico.
Taxi abbordabili spingerebbero molti ad avere un' auto in meno e ricorrere più spesso alle auto bianche. E' poi ragionevole immaginare che le auto di cui si farebbe a meno sono innanzitutto quelle più vecchie e inquinanti. Per le famiglie la seconda o la terza auto, anche se ha una percorrenza annua limitata, ha costi fissi di bollo, assicurazione, manutenzione periodica che pesano e una migliore disponibilità di trasporto pubblico, non solo collettivo ma anche di taxi, potrebbe essere un aiuto. Buona parte della spesa in taxi è a carico delle imprese, un risparmio dei costi di missione sarebbe un guadagno di competitività. Anche il settore turistico sarebbe incentivato.
Credo che debba essere chiaro e pubblico che l' abbassamento delle tariffe è lo scopo che si prefigge il provvedimento governativo e che non si tratta di una liberalizzazione fatta solo in omaggio ad un' ideologia liberista.
Perché il sistema delle licenze scarse tiene alte le tariffe? Perché per fare il taxista non ci si può limitare ad acquistare un' auto da 30.000 euro, ma si deve acquistare una licenza, diciamo per 170.000 euro. Ipotizzando, ma è impossibile, di poter pagare solo gli interessi, senza rimborsare il debito fatto per la licenza che alla cessione di quest' ultima quando si va in pensione, non si spende certo meno di 1.000 euro al mese di interessi, un costo che il taxista deve traslare sui clienti e che nella realtà è molto più alto. Questo è il motivo per cui un NCC vi porta da Fiumicino al centro di Roma con una lussuosa Mercedes ad un prezzo inferiore a quello praticato dal tassinaro, l' NCC non ha una costosa licenza da pagare. Non so quanti cittadini capiscano che buona parte di quello che si paga al taxista serve semplicemente a pagare l' esorbitante costo della licenza.
I neo-taxisti che le ottenessero gratis avrebbero lo stesso reddito pur con tariffe molto inferiori a quelle attuali, che però permetterebbero ad una fascia di popolazione ben più ampia di utilizzare il servizio. Qualcuno forse utilizzerebbe più il taxi e meno il bus, ma credo che l' effetto prevalente sarebbe una notevole diminuzione delle auto private nelle nostre intasate città. Nemmeno è da sottovalutare che più licenze vuol dire più posti di lavoro nel settore taxi, c' è probabilmente spazio per molte migliaia di reclute, se il taxi smette di essere un servizio per pochi e diventa veramente pubblico.
L' ostacolo sta nell' annichilimento del valore delle licenze che la moltiplicazione del loro numero implica e che innegabilmente manderebbe in rovina molti taxisti. E' principalmente alla soluzione di questo difficile problema che il Governo deve pensare, chiarendo insieme che vuole ottenere tariffe più basse. Parlando di liberalizzazione come se fosse un valore in sé, senza comunicarne i vantaggi è difficile ottenere consenso e risultati.
A Pechino il tassametro ha incorporato un piccolo registratore fiscale, che automaticamente stampa anche lo scontrino alla fine della corsa. Sulla sua adozione in Italia invece il Governo farebbe bene a insistere per ragione ideologica e senza preoccuparsi del consenso.
Commenti
Avendo anch'io molte esperienze di viaggio all'estero, ho sempre notato le stesse cose: più taxi, meno auto; purtroppo in Italia si sono sempre privilegiati le auto private ed il trasporto su merci (vedi lo sciopero TIR cosa ha comportato).
Questo ha fatto si che abbiamo costi altissimi sui beni di consumo (specie alimentari) e scarsa politica del trasporto pubblico.
Se l'aumento delle auto bianche in circolazione portasse effettivamente ad un abbassamento delle tariffe, saremmo un po' più vicini all'Europa, ma siamo in Italia e non credo avverrà, proprio per i muraglioni da sempre immobili che non si riesco ad abbattere. Se pensiamo che le corporazioni sono nate intorno al Medioevo e sono ancora vive e vegete, come possiamo sperare di cambiare?
Oltretutto la classe politica è ferma ed immobile dal dopoguerra: i nostri politici siedono in Parlamento da almeno 40 anni e se per 40 anni hanno difeso certe categorie, come non possono farlo ora? Non ci crede nessuno al loro appoggio al Governo Monti. E' tutto un gioco per far sì che se il governo produce qualcosa di buono, sono stati bravi anche i politici che lo hanno sostenuto; se invece il governo sbaglia, saranno pronti a criticarlo e a prenderne le distanze...
Ma dove c'è scritto nel provvedimento che l'aumento delle licenze serve ad abbassare le tariffe?
Le tariffe non le fanno i taxisti, le fanno apposite commissioni comunali, entro cui trovano spazio anche le istanze dei rappresentanti dei texisti, ma non solo.
Se l'obiettivo fosse davvero diminuire le tariffe, basterebbe cambiare i meccanismi della loro determinazione. Non c'entra aniente il numero di licenze. Dunque questo non è l'obiettivo.
Se l'obiuettivo fosse quello di far pagare le tasse a presunti evasori - ricordo che i taxzisti, come tante altre categorie di autonomi sono sottoposti agli studi di settore - basterebbe inserire l'obbligo di traxametro come registratore di cassa o, con meno sforzo, rivedere gli studi di settore. Anche in questo caso, non c'entra un tubo il numero di tariffe.
Se lo scopo fosse quello di rendere più accessibile i trasporto pubblico individuale (taxi) rispetto a quello collettivo ((tram, bus, metrò, ecc.), potrebbero essere incentivate forme miste come il radiobus o l'uso collettivo del taxi (già previsto), anziché essere di fatto boicottate. Anche qui, nulla a che vedere col numero di licenze.
Come detto nell'articolo, ma soprattutto come è evidente a chiunque abbia mai porvato a usare taxi in diverse città italiane, non esiste un "problema taxi" nazionale. Esistono città che offrono un servizio motlo buono, talvolta anche comparativamente ad altre città europeee (Milano a me pare tra queste), e città in cui invece il servizio è pessimo. Se l'obiettivo fose migliorare il servizio, allora ci si occuperebbe dei taxi magari a Roma o a Genova, ma non A Milano. Le licenze non c'entrano neppure qui.
Visto che questi non sono palesemente gli obiettivi del governo - salvo non riconoscere l'incapacitàd el governo nel muovere le leve giuste per perseguirli - l'obiettivo dev'essere un altro.
E visti i pregressi delle supposte "liberalizzazioni" in Italia, azzardo un'ipotesi. L'obiettivo del governo è quello di consentire a qualcuno dei nostri "capitani coraggiosi", "patrioti" o comunque si vogliano chiamare quegli imprenditori inetti totalmente incapaci di gestire imprese impegnate nelkla competizione su mercati aperti, di guadagnarsi l'ennesima nicchia protetta con questo semplice meccanismo, più voplte sperimentato:
- mettere 4 soldi in una società;
- telefonare all'amico banchiere affinché entri nella società con i soldi veri prelevati dai conti dei correntisti ignari;
- telefonare all'amico Sergio per chiedergli qualche migliaio di carrette che Fiat non riesce più a piazzare sul mercato neppure regalandole;
- assumere qualche migliaio di lavoratori precari sottopagati, purché patentati;
- ottenere un bel provvedimento ad hoc grazie agli intrallazzi col Palazzo, tipo la possibilità di applciare tariffe leggermente più basse (ma non troppo) per un certo periodo e magari un qualche finanziamento pubblico che male non fa e, grazie a questo, ottenere un ulteriore vantaggio competitivo rispetto agli attuali taxisti che si troverebbero costretti a molalre il colpo.
Risultato: uns ervizio peggiore (automobili pessime al posto per esempio delle ottime Toyota Prius ibride che costituiscono oltre 1/3 del parco taxi di Milano), lavoratori poco pagati, tariffe sostanzialmente immutate e amgari in rialzo nel lunbgo periodo, tanti bei profitti parassitari per i soliti 4 gatti del capitalismo marcio italiano. Che capolavoro!
Tutto naturalmente passato come un passo verso la modernità, tutto avvolto nell'altrettanto marcfia retorica mainstream del "libero mercato" o vaccate similari che chiunque metta il naso in quelle situazioni in cui sono già state sperimentate (p.es. a Berlino) può verificare il disastro che hanno provocato.
Quella dei taxi è una gigantersca balla data in pasto alle plebi rabbiose ed affamete, nulla più. Fatevene una ragione.
daniele,milano
Che il provvedimento debba servire ad abbassare le tariffe è opinione mia. Se mi sbaglio non vedo a che cosa serva, perché a queste tariffe non vedo molta domanda di taxi insoddisfatta. La fissazione delle tariffe pare che verrà sottratta alle commissioni comunali, evidentemente incapaci di sottrarsi all' influenza dei tassisti che dovrebbero regolamentare.
Perché il provvedimento sia utile all' economia, alla crescita, alle tasche dei cittadini e delle imprese si deve:
- eliminare il razionamento delle licenze che genera un alto valore delle stesse
- fissare le tariffe ad un livello che non tenga conto del costo delle licenze
- trovare un meccanismo per indennizzare equamente chi può dimostrare di aver pagato una licenza, nel periodo di transizione.
Il risultato saranno più taxi a minor prezzo, nel medio periodo.
Mi sembra ragionevole anche un incremento delle licenze determinato subito, ma attuato in un arco temporale di qualche anno.
Caro MARCO GIOVANIELLO le cose in tema TAXI non sono così semplici come le hai descritte cominciando dal punto in cui dici che se non si pagasse la licenza le tariffe scenderebbero: infatti le tariffe sono determinate dai comuni dopo un attento studio che comprende l'amortizzo del mezzo (aquisto manutenzione bollo revisioni ecc..) prezzo del carburante difficilmente calcolabile visto il continuo aumento,pressione fiscale non siamo tenuti ad emettere scontrino fiscale ma rientriamo nei studi di settore e questo significa che se non dichiariamo quello che decide il fisco siamo sottoposti a verifica e controlli e non parliamo del fatto che se facciamo un incidente o ci ammaliamo o qualsiasi altro problema ci dobbiamo arrangiare infatti pur essendo servizio pubblico non abbiamo nessun contributo praticamente a differenza degli altri servizi di trasporto pubblico non costiamo nulla alla popolazione che non utilizza il nostro servizio.Per aumentare il numero dei taxi per prima cosa bisognerebbe eliminare gli abusivi che in italia sono sempre di più di questi non si è parlato da nessuna parte eppure sono un vero esercito e non pagano tasse per fare un esempio nella comunità cinese sono perfettamente organizzati in un sevizio taxi tutto loro con regole e prezzi tutti loro in barba al fisco e se andate all'uscita di qualsiasi discoteca troverete taxi abusivi a vostra disposizione la cosa non cambia all'uscita di stazioni ferroviarie aeroporti e località turistiche il fenomeno è preoccupante e tutto a danno dell'erario e di chi lavora onestamente.E poi smettiamola con i paragoni di città che non hanno nulla a che vedere con la nostra realtà ne ho setito di tutti i colori si parla di PECHINO MOSCA DUBAI RIO DE JANEIRO ecc...ma la volete capire che in ITALIA è tutta un altra cosa? I TAXI quì da noi non sono cari e se si vuole abassare le tariffe dovrà intervenire il governo con sgravi fiscali e sopratutto sgravi sul carburante.Sono comunque convinto che ci sia spazio per un continuo miglioramento e di ciò già molte città si stanno occupando con molteplici iniziative tipo:TAXI multipli,TAXI rosa per sole donne,TAXI anti alcol all'uscita delle disco,TAXI stagionali che già ci sono a JESOLO,maggiore corsie riservate a BUS TAXI e MEZZI di soccorso ecc..ecc.
Ma la tariffa taxi NON tiene conto del valore della licenza, che viene pagata dal taxista a suon di
sacrifici e straordinari. L'obiettivo delgoverno è smantellare l'attuale regolamentazione del settore
per regalarlo ai soliti noti, datevi una svegliata!
Caro Giovanni Pasian, capisco bene che l' Italia sia un' altra cosa, aggiungo purtroppo, perché in alcuni dei Paesi che una volta chiamavamo del Terzo Mondo le cose vanno meglio.
Che i taxi non siano cari è il suo legittimo parere, io e altri la pensiamo diversamente. Le faccio un esempio, per andare da Milano a Malpensa c' è una tariffa agevolata di soli 90 euro, se si andasse a tassametro sarebbero pure di più. Sono 40-60 minuti di lavoro, 50-60 km di percorso, diciamo al massimo 7 litri di carburante, un paio di euro di pedaggio autostradale. Se non fosse conveniente non verrebbe in mente a nessun tassista di andare a Malpensa vuoto, aspettare un sacco di tempo e tornare a Milano col prezioso cliente da 90 euro, ma succede. Se non ne valesse la pena nessuno spenderebbe i 150-170 mila euro di cui si parla per rilevare una licenza, ma forse sono anche di più.
Se si toglie il peso della licenza si possono abbassare le tariffe e avere più clienti. Il problema è come superare il sistema delle licenze, ma non c' è dubbio che costino care ai clienti. Se si toglie il peso della licenza si supera in gran parte anche il problema degli abusivi, perché il loro vantaggio sarebbe ridotto solo all' evasione fiscale.
Se i dice che bisogna ragionare meglio su corsie riservate, fluidificazione del traffico, qualità del servizio, comodità delle auto eccetera e non fissarsi solo sul numero delle licenze con me sfonda una porta aperta.
Caro Marco e cari tutti quelli favorevoli alla liberalizzazione del settore taxi, io non conosco le vostre occupazioni ma conosco la mia e quella dei miei colleghi TAXISTI, ma se una persona si compra un lavoro da 200.000 euro avrà ben il diritto di poter guadagnare un po' di più di un dipendente che non si prende nessun rischio se non quello di arrivare mezz'ora in ritardo perché ha perso il tram?! E se poi prendessimo lo stipendio annuo di un impiegato compresa la tredicesima la quattordicesima e in più il mese di ferie pagato ed i versamenti per il TFR la pensione l'assistenza sanitaria e i giorni di malattia e lo dividessimo per dieci, perché questi sono i mesi di lavoro concreto su cui un radiata può fare conto, vorrei vedere alla fine chi è che guadagna di più! Senza prendere in considerazione che il dipendente non ha messo un ipoteca sulla casa dei genitori di 10/15 anni per copersi un lavoro e che se non paga prima o poi i genitori vanno a vivere sotto un ponte! Senza pensare che un investimento di 200.000 euro alla fine del mutuo sono diventati più di 300.000!! La persona che viaggia tutto il mese con l'abbonamento del tram che costa 90 euro al mese e prende tutti i treni e mezzi pubblici della Lombardia, se anche il prezzo della corsa media di un taxi scenderebbe del 50% continuerebbe a prendere il tram!!!
Caro MARCO GIOVANIELLO evidentemente non la pensiamo allo stesso modo io questo mestiere lo faccio e sò quanto si guadagna non metto in discussione che un profitto ci sia e mi sembra anche giusto ma evidentemente non si dà il giusto valore a questo mestiere che a mio giudizio è tra i più duri e difficili in termine di sacrificio.Non conosco le tariffe di MILANO ma sò che paragonate alla media europea risultano sicuramente nella norma se non più basse nello specifico la tratta MILANO MALPENSA 90 euro si deve tenere conto il viaggio di ritorno a vuoto che di fatto raddoppia le spese di carburante ed il tempo impiegato per un singolo servizio poi per arrivare a prendere a bordo questo prezioso cliente le attese in aeroporto sono sempre lunghissime e dubito che si riesca a fare più di due servizi di questo tipo in una giornata di lavoro con il risultato di un incasso quando va bene di 180 euro se teniamo conto che di queta cifra in tasca al tassista rimane il 35% mi pare che non ci sia niente di scandaloso tenendo conto che se portiamo la macchina dal meccanico per cambiare un filtro dell'aria o qualche altra cosa ci viene messo in conto 45 euro di manodopera all'ora
"Se non fosse conveniente non verrebbe in mente a nessun tassista di andare a Malpensa vuoto, aspettare un sacco di tempo e tornare a Milano col prezioso cliente da 90 euro".
Marco, non è vero!
Il taxi è un servizio pubblico, se nessun taxista andasse a Malpensa sarebbe il Stato a costringerli a farlo. E giustamente. Punto.
Non so se hai mai fatto i conti. La sosta MEDIA di un taxi a Malpensa in attesa del cliente è di circa 3 ore e mezza. Diciamo che un'altra ora e mezza va via per il tragitto di andata e di ritorno? Bene, sono 5 ore di lavoro. Incasso (se riesce a beccare il cliente del ritorno prima di fine turno): 180 euro, cioè 36 euro ora di lordo!
S eprendi i valori tabellari del rimborso chilometrico - che in genere sottostimano i costi reali e non si adeguano in tempo reale al prezzo del carburante - per un 1.8 di cilindrata se non sbaglio sono 0,39 euro/km. Piazza Duomo-Malpensa a/r sono 100KM, 39 euro.
I taxisti devono spendere per la manutenzione molto di più di un privato, perché sono tenuti a standard di efficienza (e di pulizia e di stato della carrozzeria, ecc.) altissimi e perlomeno a Milano, tali standard sono fatti rispettare molto rigorosamente dal Comune tramite i vigli urbani. Inoltre i taxi hanno l'obbligo ad assicurazioni aggiuntive. Come dovrebbero sapere anche i muri, le assicurazioni RC auto in Italia sono più che raddoppiate da quando sono state liberalizzate (tanto per parlare delle liberalizzazioni alla carlona fate in Italia: +184% contro un'inflazione al +43% del 1994 a oggi!!!). Naturalmente, visto il chilometraggio eprcorso, i taxisti hanno anche tassi di sostituione del mezzo molto più alti della media degli automobilisti: acquisto auto più frequente, minori tempi di ammortamento.
Infine, i taxisti non hanno né ferie, né malattie pagate e in caso di fermo auto per manutenzione - se non hanno convenzioni - non possono lavorare perché non hanno auto sositutiva.
Noto a tutti che in Italia i produttori di reddito (a differenza dei eprcettori di rendite e detentori di patrimonio) sono sottoposti alla più alta pressione fiscale riscontrabile in Europa.
In più, come afferma Pasian, c'è anche il fenomeno degli abusivi. In crescita.
Metti tutto insieme: benzina più cara, assicurazioni più care, tasse più alte, nessuna tutela né garanzia, concorrenza sleale degli abusivi e neccessità di costi base (rinnovo del capitale fisso, manutenzione dello stesso, box, ecc.) naturalmente più alti di quanto non sia per un automobilista normale, e forse ti renderai conto che i taxi non sono poi così cari.
A questo aggiungi anche, per quanto riguarda la tua città, Milano, che:
a) hai tutte le alternative possibili all'uso del taxi: mezzi pubblici, car-sharing, bike-sharing, ecc.
b) hai un parco auto taxi di ottimo livello (rarissmo vederne di migliori in Europa, mica in Italia), con oltre 1/3 dei taxi Toyota Prius Ibride.
c) circa il 50% dei taxi sono dotati di POS (che tra l'altro riducono le possibilità di evasione)
d) hai un numero di taxi sul totale della popoilazione tra i piùà elevati in Europa. Raramente capita - come tu stesso affermi - di avere problemi a trovare un taxi in meno di una manciata di minuti.
Ma di che cacchio ti lamenti? Dico, ma tra tutti i servizi che non funzionano, dobbiamno andare a quiestionare tra uno dei pochi che invece fuzniona?
Ripeto, se poi a Roma o a Genova ci sono problemi coi taxi (e ci sono, epr quella che è la mia esperienza personale), si sistemi il servizio in quelle città senza sfasciare quello di Milano, perbacco!
Infine, come cavolo fai a fare i paragoni con Pechino (e ti dirò, in questo caso, anche con New York): sono contesti compeltamente diversi! Quanto guadagna un taxista pechinese o uno newyorkese?
In ultimo: ma non ti basta essere stato tosatoi con le "liberalizzazioni" delle Rc Auto, dei treni lunga percorrenza, dei servizi bancari e finanziari per farti venire almeno un briciolo di dubbio circa l'efficacia (e le intenzioni reali dei governi) in materia di liberalizzazioni?
Ripeto, se l'obiettivo fosse abbassare le tariffe, la questione del numero di licenze non c'entra una mazza. Piantiamola di dire pirlate.
daniele,milano
Detto molto sinceramente, a mio parere la questione della liberalizzazione del servizio taxi è puro e semplice fumo negli occhi, sbandierato da anni dai fautori del Mercato (cfr, Luttwack, Turbocapitalismo, ed.Mondadori anno 1998).
Non a caso è stato il primo obbiettivo del governo, quando da liberalizzare ci sarebbero invece cose molto più importanti. Vabbè, bisogna pure dare l'esempio, no? Tanto, il resto resta come diceva Tomasi di Lampedusa.
"ma credo che l' effetto prevalente sarebbe una notevole diminuzione delle auto private nelle nostre intasate città."
Benissimo, peccato però che sarebbero sostituite, pari pari, da un numero identico di taxi (le auto pubbliche). E allora ? Cosa mi cambia ? Assolutaemnte nulla, se non per il fatto che, almeno inizialmente, a Milano circolerebbero le Prius ibride, presto sostituite da catorci.
Non é che invece si vuole stimolare l'impiego della massa di disoccupati nel servizio taxi, magari assunti da una nuova società come paventa Anonimo il 31 gennaio 2012 - 12:56 ?
Considerata la tempra dei nostri cavalieri bianchi, intrepidi imprenditori italici con nessun rischio a carico, la possibilità mi sembra tutt'altro che remota.
Nel Perù degli anni '90 una gran massa di addetti al servizio pubblico vennero convinti a lasciare il loro lavoro per inseguire la fortuna nei taxi. Risultato ? Un mare di taxi e clienti ciccia.
Non a caso la maggior parte dei furgoni Sda, Gls, Dhl che vediamo circolare freneticamente nelle nostre città sono guidati da padroncini di origine peruviana. Meglio per loro; come dice un vecchio proverbio andino "impara l'arte e mettila da parte".
p.s. non assolutamente nulla contro i peruviani,
Pare che non sia riuscito a far passare questo concetto: la licenza del taxi a 150-200 mila euro costituisce un costo inutile e figlio della regolamentazione che, se eliminato, può rendere ben più abbordabile il servizio taxi, con benefici per i consumatori, le aziende, il turismo.
Il Governo fa bene a cercare di eliminare questo costo, che è speculare alla rendita percepita dai titolari di licenze, se l' obiettivo è quello di avere un Paese più competitivo. Che ben altri siano i problemi non è discorso che accetto, il benaltrismo serve appunto a non voler cambiare mai nulla.
Non sono nemmeno d' accordo con chi pensasse di fare spallucce all' annullamento del valore delle licenze, in cui molti hanno messo tutto quello che avevano o addirittura quello che avranno, essendosi indebitati per acquistarle. Una soluzione equa deve e può essere trovata, ma l' obiettivo è giusto.
Allora le ultime due licenze vendute a NEW YORK 1 milione di dollari questa notizia è comparsa su internet pochissimo tempo fa le licenze taxi hanno un valore in quasi tutti i paesi del modo compresa l'australia paese famoso per la semplicità burocratica, in ITALIA laa vendita è obbligatoria in termine di passaggio da tassista a tassista pagando così il 23% di tasse dellla cifra percepita a meno chè non si decida di consegnare la licenza al comune rinuniando così a percepire il giusto valore.Và in oltre detto che già dal decreto BERSANI le licenze che i comuni risciano mediante concorso sono a titolo oneroso e visto lo stato attuale della situazione del nostro paese non mi sembra il caso di togiere alle case dello stato un'importante fonte di gettito infatti dalla compravendita dei TAXI il governo guadagna ogni anni oltre 100 milioni di euro
Ma chi glielo ha detto a lei che buona parte di quello che si paga al taxista serve semplicemente a pagare l' esorbitante costo della licenza? Per legge le licenze non dovrebbero aver prezzo ma dovrebbero essere solo "cedute"...perciò il prezzo del tassametro (STABILITO DAL COMUNE e non dal tassista) resterebbe lo stesso anche se abolissero il "prezzo" attuale delle licenze....
Mi dispiace ma questo articolo non lo trovo affatto "illuminante" sull'argomento....
Sul fatto che il costo della licenza sia inutile possiamo anche parlare.
Quello che invece non sei riuscito a far passare è:
1) dove cavolo sta scritto che il provvedimento del governo porterebbe a una riduzione delle tariffe (semplicemente perché non c'è scritto!);
2) come fai ad avere la fede cieca - alla luce delle "liberalizzazioni" all'italiana che hanno portato tutte a maggiori costi per i clienti, peggiori condizioni per i lavoratori e per i fornitori - nel fatto che un'operazione di questo genere compiuta da questo governo in questo paese porti a maggiore competizione anziché nell'esatto opposto, cioè nella creazione di un'ulteriore nicchia di protezione per capitali(sti) che tutto volgiono tranne che la concorrenza.
3) come fai a parlare di taxi cari senza una sola considerazione sui costi, né sulla qualità del servizio offerto comparativamente a situazioni in cui esista un servizio lieberalizzato, né una sola comparazione con le esperienze (in genere negative) di liberalizzazione del servizio taxi in Europa;
4) come fai - e in generale si faccia - a parlare di "taxi in Italia" quando le situazini che trovi sono del tutto differenziate su qualunque aspetto rilevante: dal costo delle licenze alla qualità del servizio, dalle tariffe al loro costo per il cliente considerato a parità di potere d'acquisto, dalle alternative al taxi presenti sul territorio al numero di taxi in rapporto alla popolazione. Cosa significa parlare di taxi senza alcun approfondimento in merito? A me pare ideologia. Ideologia che non condivido ma comprendo quando almeno copre interessi materiali, ma che davvero non capisco quando uno neppure ci guadagna un solo centesimo.
daniele,milano
@daniele, milano
1) Che il provvedimento del Governo porti ad un abbassamento delle tariffe sta scritto qui sopra, perché l' ho scritto io. Se aumenta l' offerta, mi pare inevitabile con un aumento delle licenze, il mercato va in equilibrio solo con una diminuzione dei prezzi. Se non succede subito succederà dopo.
2) Non ho la stessa opinione negativa sulle privatizzazioni italiane. Alcune sono andate male, altre no, facciamo l' esempio di Autogrill. Non sogno l' età dell' oro di IRI, ENI ed EFIM, per carità.
3) L' aritmetica è imperativa, se per guidare un taxi devi spendere 30.000 euro per l' auto oppure 200.000 perché devi pagare anche 170.000 la licenza, la prima opzione permette di avere contemporaneamente tariffe più basse e lo stesso reddito per i tassisti, Ma tariffe basse sono un vantaggio per i clienti e vogliono dire maggior lavoro per i tassisti nel loro complesso. Ceteris paribus. Il Governo deve puntare ad un valore zero, nel lungo periodo, per le licenze, naturalmente gestendo bene ed equamente la fase di transizione.
4) Quanto sopra al punto 3 vale ovunque nel mondo e ovunque in Italia, dove la licenza ha valore diverso nelle diverse città e dunque il potenziale abbassamento delle tariffe è diverso per ciascuna.
@ marco
1) la legge della domanda e dell'offerta - che comunque è perfetta sui manuali della Bocconi ma non nella realtà - non vale evidentemente per i "pressi regolati" che sono appunto le "tariffe": Perché le tariffe diminuiscano non serve a un tubo che l'offerta aumenti, ma che chi è titolato ad abbassarle ex lege lo faccia. Guarda ai pedaggi autostradali e datti una risposta.
2) non ho parlato di privatizzazioni ma di liberalizzazioni (benché le due politiche siano andate più o meno di pari passo). E, salvo i servizi telefonici (dove invece la mostruosità è stata proprio la privatizzazione), in tutti ma proprio tutti gli altri casi il prezzo pagato dal cliente (sia che fosse "libero" o "controllato") è sempre, ma proprio sempre aumentato. E - non mi pare marginale - le condizioni del lavoro peggiorate. Quanto ad Autogrill, una battuta. Forse sarà un caso di scuola per gli economics, ma quanto a qualità fa proprio schifo, non perché lo dica io, ma perché sistematicamente detto da qualsiasi indagine compiuta sui consumatori europei.
3) e 4) L'aritmetica sarà pure imperativa, ma non spiega come mai i paesi europei che hanno sperimentato le liberalizzazioni nei taxi stiano tornando indietro (Olanda) o siano già completamente tornati indietro (Berlino) perché il risultato è stato che il servizio faceva schifo. Del resto mi pare che si stia tornando indietro anche sulle privatizzazioni se è vero, come è vero, che la rete ferroviaria inglese è tornata pubblica e, soprattutto, che sono state nazionalizzate decine di banche. Ci dev'essere qualcosa, nell'aritmetica della Bocconi, che non funziona. Forse il fatto che si ragioni solo con l'aritmetica, roba che in genere si insegna alle elementari.
daniele,milano
Mi e' capitato raramente di vedere una persona cosi' ottusa. Le hanno spiegato che il sistema taxi esula dal meccanismo della domanda - offerta. Un numero > di licenze con tariffe fissate dall'alto porterebbe a un impoverimento dell'operatore- tassista perche' i ricavi verrebbero ridistribuiti fra piu' soggetti. Se, come lei sostiene, le tariffe fossero portate verso il basso per spingere la domanda il margine di guadagno si assottiglierebbe ulteriormente con conseguenze come sopra.
Se le tariffe non fossero fissate ma lasciate "libere" come vuole il mercato mi spieghi cosa vieterebbe ad un tassista di chiedermi una cifra iperbolica in una giornata di neve, oppure di sciopero dei mezzi, di notte e non mi dica la concorrenza. In italia siamo bravi a far cartello perche' non dovrebbero farlo loro. Le liberalizzazioni in italia, telefonia a parte , non hanno avvantaggiatO l'utente ma solo chi ha ottenuto il controllo di quel servizio ( benzina, assicurazioni). se si voleva favorire l'utente la strada c'era ( si veda milano primi giorni area c , - traffico , corse + veloci e + economiche, ) ma non e' quello lo scopo.
E non risponda "perche' l'ho detto io." allora io potrei dire che lei ha studiato alla bocconi e e' un ex studente del dott. Monti . Allo stato attuale la sua affermazione vale quanto la mia. Al momento mi sembra uno dei tanti
Che parla di qualcosa che nn conosce e nn vuole conoscere ...xche' per lei e' meglio cosi'. I tassisti invece hanno portato dati, calcoli nn desunti da qualche studio compiacente ma da enti terzi . Ma questo a lei non interessa. Monica insegnante
Quello che non vuole capire e' che i costi di esercizio ( auto , gasolio, bollo , assicurazione,) sono quelli . In un sistema " normale" all'aumento dei costi dovrebbe corrispondere un aumento delle tariffe. Questo non vale per i taxi che non possono aumentare " a piacimento" le tariffe nonostante gasolio e costi del mezzo sono aumentati di molto. In un sistema " liberalizzato" su chi sarebbero ricaduti questi aumenti . Oggi sul tassista e sul suo sempre piu' esiguo guadagno.
il "difetto" degli economisti è quello di pensare che tutte le teorie possano diventare realtà,che possano trsformarsi in certezze.
così attraverso gli anni in cui si è "santificato" il liberismo assistiamo nonostante l indiscusso fallimento(vedi situazione attuale) alla sua apoteosi .
prima ci hanno spinto all acquisto sconsiderato di automobili (fiat docet),ora ci raccontano che non dobbiamo più usare quello che con anni di lavaggio del cervello e ...incentivi ci hanno costretto a comprare.
poi si sono inventati che il lavoro doveva diventare più "flessibile" e si è visto dove siamo arrivati.
poi che il mercato doveva diventare globale....non specificando però che le nostre aziende avrebbero...delocalizzato... cioè spostato il lavoro in altre nazioni dove meglio sfruttare la mano d opera sottopagata ...
poi la finanza ....a cui si è permesso e si permette tutto...anche di "fregare" piccoli risparmiatori, pensionati etc (vedi bond argentini, parmalat,cirio),di moltiplicare per 10 il pil mondiale con strumenti basati sul nulla , non sull economia reale.
la finanza ormai detta le linee politiche dei paesi; il consumismo ci ha portato alle porte della rovina,
e ciò nonostante si cerca ancora di difendere questo sistema di mercato.
volete sapere come si abbassano realmente le tariffe taxi?
come fanno negli altri paesi europei: i taxi sono per la maggior parte regolamentati, non liberalizzati.
il servizio viene aiutato con sgravi sui carburanti(normalmente dal 20 al 30 pc a seconda dei paesi)
sull acquisto della vettura si paga l iva: permettiamo di scaricarla...e abbassiamo le tariffe per l equivalente...
le assicurazioni si pagano molto, molto di più e alcune compagnie "rifiutano" di assicurare i tassisti...
le case automobilistiche praticano si uno sconto sulla vettura, ma al contempo sottovalutano pesantemente la vecchia:
le tasse: perchè non farle a "forfait"??? il fatturato di un tassista è...ridicolo.
saremmo sicuri che tutti pagherebbero una cifra concordata ...(mettiamo pure la ricevuta a tassamentro, non c è problema, come preferite)
gli italiani sono ...strani.... ci raccontano che dobbiamo essere competitivi, e poi compriamo macchine tedesche ad un prezzo nettamente superiore al modello equivalente di altre nazioni in nome della qualità: e allora perchè non costruiamo anche noi vetture di qualità in Italia???
abbiamo inseganto al mondo a costruire automobili: qualcuno...diceva : giù il cappello, passa un alfa romeo!! parliamo di taxi, così non vediamo cosa succede alle autostrade ad esempio.....vero???
Molti parlano di liberalizzazioni, molti ne parlano senza cognizione di causa o in piena malafede.
Per le persone che hanno voglia di pensare con la propria testa é facile reperire le informazioni e trarre le proprie conclusioni.
L'ABC del taxi, tanto per avere un'idea di massima di cosa è prima di parlare senza sapere.
Questo non è un blog, non è un forum, vuole essere solo un punto in cui reperire informazioni il piu' possibile oggettive e verificabili riguardo alla situazione attuale dei taxi in italia.
Un grazie a chiunque decida di investire un po' del proprio tempo e della propria attenzione nell'approfondire preventivamente la questione.
@Monica
Mi dispiace contraddirla, ma nulla di economico esula dal meccanismo domanda - offerta, anche se il prezzo, come la tariffa dei taxi, è fissato in via amministrativa.
Non ho scritto che il prezzo di una corsa in taxi debba essere lasciato libero, come al mercato dei pomodori. Dico che il prezzo viene fissato in un certo modo e che quel modo tiene ovviamente conto dell' ammortamento dell' alto costo della licenza dei taxi. Se i tassisti non dovessero sopportare quel costo si potrebbero fissare prezzi più convenienti, con vantaggio per tutti. E ora vado a mettere la testa nel temperamatite.
Bla, bla, bla....Dove è scritto che le tariffe vengono determinate dal valore della licenza ? Mai sentita prima una cosa del genere, se non dai soliti inquisitori di questa categoria. Certo, ognuno è libero di pensare e scrivere ciò che vuole, ma la realtà è ben altra...Queste vengono determinate dai comuni di appartenenza, e se possono sembrare care, a volte, è perchè c' è una gestione di una attività da coprire. Mi faccia capire, ma lei dove vive ? Possiede un' automobile credo, per cui non dovrebbe esserle così faticoso farsi due conti su ciò che il suo mantenimento comporti, poi se prova a moltiplicarlo per un taxi, forse capirebbe la causa del problema da lei evidenziato. Lei presume che liberalizzando il mercato, aumentando il numero di taxi in circolazione, avremmo risolto ogni problema legato al traffico e all' inquinamento ? Sogni di una notte invernale, il freddo può giocare brutti scherzi. Non si è informato per caso, laddove il servizio è stato liberalizzato, di quanto siano diminuite le tariffe ? Per non andare lontano, guardi cosa è successo in Olanda, le tariffe sono raddoppiate ! Mi perdoni, ma veramente sono stanco di leggere articoli e commenti pretestuosi, che attraverso una pura teoria del genere possano produrre risultati oggettivi. I taxi non potrebbero costare meno se non attraverso l' erogazione di contributi pubblici, e non creda che l' equilibrio, per quanto a volte dannoso, relativo all' inutilizzo delle proprie auto a favore di più taxi in circolazione, faccia piacere all' indotto su cui gravano i costi fissi relativi al mercato dell' automobile. Saluti
Caro Marco una domanda : Lo stipendio medio di un lavoratore dipendente hanno stabilito le statistiche che e' 1300 euro nette.
Sai quanto costa questo lavoratore alla societa' per ora EFFETTIVA lavorata, considerando che prende 13ma, mese di ferie pagato accantonamento liquidazione?
costa 20 euro lorde l'ora, pari a 160 euro lorde al giorno! traine le conclusioni!
p.s. Vorrei anche chiarire per quanto riguarda Roma, per rispondere a chi diceva che ci sono problemi a Roma e Genova.
Roma e' una citta' molto complicata da gestire, ha un traffico lentissimo che crea notevoli problemi di mobilita', bloccando i taxi nel traffico, Ecco il comune dovrebbe trovare delle soluzioni in questo senso cosa difficile da attuare, perche' il permesso di circolare nello ztl lo hanno un numero esorbitante di auto,
Egr. Sig. Giovannello,
intanto grazie per aver cercarto di chiarire l'equivoco. Il Governo non ha intenzione alcuna di "liberalizzare" i taxi ma di "regolamentarli" con un testo di legge quanto mai ambiguo, fumoso e contradditorio..... Gazzetta n. 19 del 24 gennaio 2012 - DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.Nel testo "Art. 1 Liberalizzazione delle attivita' economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle impreseglie" vi è espressamente scritto "5. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente articolo i servizi di trasporto di persone e cose su autoveicoli non di linea"....
Per il resto abbia lei la compiacenza di andarsi a ricercare l'Art. 36 "Regolazione indipendente in materia di trasporti". Se ci sono riuscita io, può farlo anche Lei rendendosi così conto dell'ambigua formulazione della materia e degli interventi laddove sono imperanti le disgiuntive, creando un caos interpretativo e, aggiungo io, volutamente tale.
Sa, sig. Giovannello, come ex insegnate in pensione, ho sempre detto ai miei alunni che documentarsi e andare alle fonti è il modo migliore per analizzare un tema, consiglio , mi consenta, che do anche a lei.
Sono particolarmente interessata al problema,perchè ora semiinvalida e come tale abituale utente del servizio taxi. A titolo di informazione aggiungo che abito a Milano, città che in merito al servizio viene posta al quarto posto in un'indagine di cui, per evitarle qualunque fatica le posto il link: (http://www.aci.it/fileadmin/documenti/notizie/Comunicati/dossier_taxi_20... ).
Mi confesso carente in merito al costo delle licenze, su cui devo ancora documentarmi, ma prendendo spunto dalle sue affermazioni, mi soffermo su alcune osservazioni: le tariffe sono fissate dai comuni, come pure il numero di licenze in circolazione. Secondo il decreto l'aumento di queste ultime dovrebbe essere valuato da un'Authority, in fieri, nominata dal governo, composta da circa 80 persone (altro carrozzone mangia soldi),le cui competenze sono ancora da precisarsi e definirsi.
Questa agirebbe sull'intero territorio nazionale senza tener conto della peculiarietà del contesto urbano dove il servizio opera, ma soprattutto slegata dal parere dei sindaci che non sarebbe vincolante ma solo consultivo. L'Authority, come auspicato da Lei, potrebbe quindi di fatto aumentare il numero di licenze in circolazione ed è su questo punto (sia pure limitandomi alla realtà milanese) su cui vorrei soffermarmi.
A Milano le tariffe sono ferme da anni, nel frattempo , soprattutto negli ultimi 4 anni, si è assistito, causa recessione, ad un progressivo forte calo degli introiti e parallelamente ad un aumento degli oneri pagati dal detentore di licenza, uno per tutti l'aumento della benzina, ma la lista potrebbe essere lunga...
In questo contesto, che Lei chiaramente non conosce, assistiamo alla demagogica affermazione : Più licenze, più lavoro. Che assurdità....
Mi consenta, pare Lei abbia dimenticato i suoi studi di storia soprattutto quelli in merito alla prima rivoluzione industriale con la creazione dei cosiddetti trust o cartelli. Assisteremmo, mio caro sig. Giovannello, ad una guerra tra poveri (una torta da 8 porzioni scarse a famiglia divisa tra 16 famiglie) la maggior parte dei quali soccomberebbe a favore di nuovi oligopoli (già pronti!) che, monopolizzando un certo numero di licenze e assumendo manodopera a basso costo, farebbero lievitare le tariffe come già successo ad Amsterdam e in altre città europee dove questo perverso sistema è stato attuato...E dove, peraltro, si sta tentando di tornare indietro! Le consiglio, al proposito, una ricerca sulle conseguenze della liberalizzazione delle licenze in Irlanda.
Da ultimo , un appunto: Milano è una città a macchia di leopardo, dove non è mai stato studiato un vero piano urbanistico per favorire la circolazione dei mezzi pubblici. Per andare a scuola, lontana da casa mia pochi km in linea d'aria ero costretta a prendere tre mezzi. La prima metropolitana è stata inaugurata se non vado errata nel 1961 (basta digitare su google) ...la linea 3, inaugurata dopo secoli di ritardi senza aver prevenbtivato le abituali esondazioni del canale Seveso, è costata non so quanti miliardi e il Passante Ferroviario, le cui piazzuole gridano al degrado (fortunatamente non immediatamente visibile, vista la pessima dislocazione delle fermate) viaggia in perdita.
Il costo del biglietto è salito del 50% in questi ultimi mesi...... non crede che una politica funzionale al potenziamento dei mezzi di trasporto (stendiamo un velo pietoso sulle ferrovie nord) agevolerebbe la vita dei cittadini milanesi, costretti ora a prendere la macchina per ovviare alle manchevolezze pluriannose del trasporto pubblico? Ha mai condotto uno studio sull'incremento delle libùnee a partire dagli anni '60? Al Giambellino/Lorenteggio circolano oggi gli stessi mezzi pubblici che circolavano allora? Le è giunta voce dello scandalo legato all'acquisto dei jumbo jet (linea 14) che, provenienti dalla Germania, hanno visto il totale rifacimento delle rotaie?
Mi fermo. Se avesse dei dubbi sull'effetto perverso delle liberalizzazioni. in questo caso regolamentazioni, la pregherei di andare a consultare il sito CGIA Mestre dove scrive il mio conterranea e amico sig. Bortolussi...un esperto della materia che ai nostri tecnici potrebbe dare lezioni.
La saluto, ringraziandola per aver messo in luce l'ambiguità del termine "liberalizzazioni". Questo potrebbe riservarci altre sorprese.... e non credo proprio belle........ vi è un piano di proletarizzazione del paese in atto di cui Lei non sembra essersi accorto.
Con osservanza
Luigia Lovisolo
Gentile Giovanniello,
il suo ragionamento contiene una parte di verità (il costo indotto dall'acquisto della licenza) e una parte di sogno, generato dalla teoria economica (l'abbassamento delle tariffe).
Analizziamo una situazione come quella di Milano: se diverse centinaia di migliaia di automobili entrano in città dall'hinterland, il motivo è dato sia dalla scarsità di collegamenti pubblici tra Milano e i Comuni vicini che dalla mentalità dei cittadini, i quali preferiscono comunque usare la propria auto invece di condividere con altri un mezzo pubblico ed essere legati ad orari.
Il vero dilemma è questo: aumentare i treni e i mezzi di linea assumendo personale e acquistando veicoli che rischiano di viaggiare vuoti? Il taxi è il terminale cittadino del trasporto pubblico, a meno che lei non pensi che i taxi possano portare ogni giorno 900.000 persone dall'hinterland a Milano e riportarle indietro alla sera. Soddisfa le esigenze di trasporto porta-a-porta di chi è già in città, ma chi arriva in città con la propria auto, semplicemente non prenderà mai un taxi.
L'unico provvedimento che risolverebbe la situazione, sarebbe il blocco totale del traffico privato in Milano, che genererebbe domanda suffciente per decine di migliaia di taxi, ma mi sembra di difficile attuazione.
In ogni altra situazione, la domanda di taxi in città resta quella che è, con poco spazio per incrementi di offerta. Purtroppo, a questo ci ha condotto un mercato che vede l'Italia come il paese più motorizzato al mondo dopo gli Stati Uniti. Risolvere questa situazione con un libro di economia non mi pare possibile.
Un'ultima aggiunta: si è mai informato sul funzionamento del servizio taxi? Perché mi pare che non sappia che la concorrenza tra taxi e taxi è strutturalmente e normativamente impossibile.
@Marco Giovanniello @linkiesta
come potete pubblicare un articolo cosi' TOTALMENTE "sballato"?
pubblicarlo,x me,significa condividerlo,queste sono teorie personali che nn corrispondono assolutamente a realta',x di piu' io sono un tassista di GENOVA e a GENOVA il servizio e' assolutamente soddisfacente.
x le tariffe legate ai mutui delle licenze....saranno un 20% il totale dei tassisti con mutuo,tutti gli altri non hano mutuo,le tariffe sono fatte dal comune ma cmq. in accordo coi sindacati che tengono conto di tutti i fattori TRANNE che del COSTO MUTUO.
INFORMATEVI CON CHI SA' PRIMA DI SCRIVERE E PUBBLICARE TEORIE SENZA SENSO.
@espomax
Non dubito che, dal suo punto di vista di tassista, lei ritenga il servizio assolutamente soddisfacente. Dovrebbe però ammettere che qualcuno abbia opinioni diverse, senza che tuttavia debbano essere definite teorie senza senso.
Temo che il Governo non sia d' accordo con lei e, per quel poco che conta, nemmeno io. Credo che siano possibili grossi margini di miglioramento riguardo ai prezzi, forse proprio perché le tariffe vengono fatte insieme dai sindacati e dal Comune.
1) ma chi ti ha MAI detto che le tariffe tengono conto del prezzo dell'attivita' (x te costo lic.)???che teoria e'?
2)il provvedimento SERVE SOLO a DEPREZZARE il valore aprendo "porte" ai detentori di capitali che,entrando in questo settore lo trasformerebbero alla newyorkese,autisti sottopagati,extracomunitari,e la differenza tra il costo del "sottopagato" e il mio utile....finirebbe nelle tasche dei detentori di capitali,non di certo ti abbasserebbero le tariffe.
3)la procedura GIUSTA e': trovare/sperimentare una formula "magica" che permetta abbassando le attuali tariffe di avere piu utenza poi...una volta cresciuta,se necessario aumentare i taxi in circolazione.
TU HAI UNA FORMULA MAGICA CHE AUMENTI GLI UTENTI??????io che sono un tassista no.
@giovaniello
-il servizio,a genova,nn e' soddisfacente perche' lo dico io o perche' e' il mio punto di vista,lo e' perche' i nostri utenti sono SODDISFATTI,io mi metto sempre nei panni dellutente,ascolto l'utente,cerco di soddisfare l'utente sempre e i ns utenti lo sono.
-OPINIONI???qui se parliamo di cose REALI ...ok,se dobbiamo teorizzare....passo,venga un giorno con me,tutto un turno,si ISTRUISCA e poi....ne riparleremo.
-certo che esistono grossi miglioramenti possibili:
viabilita'
sgravi fiscali (carburanti e iva su beni strum.)
gia' con queste 2 semplici cose le tariffe si potrebbero abbassare del 25/30%,che sono poi SEMPLICEMENTE i metodi usati nelle citta' europee dove il servizio taxi e' al TOP.
se poi,questo potra' generare un aumento di richiesta....nn vedo perche' nn aumentare i taxi ma...OGGI TAXI NN NE MANCANO DA NESSUNA PARTE.
aumentare i taxi oggi....FANNO AUMENTARE LE ATTUALI TARIFFE.MATEMATICO AL 100%
@espomax
Le tariffe devono per forza tener conto di un costo così alto come quello della licenza. Non viene dichiarato esplicitamente, ma è ovvio.
Il provvedimento serve certo a deprezzare il valore della licenza ed è giusto che sia così, perché rappresenta la capitalizzazione della rendita futura e l' obiettivo governativo è l' proprio l' eliminazione della rendita, che per i clienti dei taxi è un costo. Capisco che si tratti di un ragionamento tecnico un po' complicato, ma penso che lei possa seguire il discorso senza problemi. Se il gelataio deve spendere una cifra rilevante, diciamo 170.000 euro, per avere il permesso di aprire una gelateria, credo che lei non possa avere dubbi sul fatto che il prezzo del gelato ne debba tener conto. Se non c' è bisogno di spendere un capitale per il permesso, il gelato può costare meno e la stesso ragionamento vale per la corsa del taxi. Perché i taxi costino meno a chi li usa è bene che il valore della licenza sia zero e l' aumento delle licenze porta alla diminuzione del loro valore, quindi va nella direzione giusta.
Io ho la formula magica che aumenta gli utenti. è la riduzione del prezzo delle corse.
Il Governo ha sbagliato ad andare allo scontro, presentando il provvedimento come se non si curasse troppo delle conseguenze economiche per chi possiede una licenza di taxi. La cosa più importante era presentare un valido schema per indennizzare almeno in parte chi viene danneggiato, in modo da poter annullare l' extracosto derivante dalle licenze in un tempo ragionevole, che è sempre meglio che perpetuare all' infinito la rendita.
ok....insiste su sta teoria....
io....si...con un po' di impegno posso "farcela" seguire il suo ragionamento,vediamo se lei riesce a seguire il mio:
http://img528.imageshack.us/img528/8968/19899011854554822388410.jpg
poi....copio/incollo il suo scritto (Io ho la formula magica che aumenta gli utenti. è la riduzione del prezzo delle corse.) ok....il 90% delle nostre corse e' sui 10 euro cad. a quanto dovrebbe scendere la corsa che oggi costa 10 x avere piu' utenti?
e' di questo che si DEVE PARLARE=REALTA'.
@Anonimo delle 13.52
1) Certo che i suoi clienti sono soddisfatti! Chi non è soddisfatto è chi non può permettersi il taxi e vorrebbe che costasse meno.
2) Sono d' accordo con lei che il Governo dovrebbe cercare di offrire qualche agevolazione in cambio.
3) Alle attuali tariffe probabilmente non c' è carenza di taxi, ma lei dovrebbe cercare di immaginare un' Italia diversa, dove l' uso del taxi è più comune anche perché è più economico.
4) L' aumento dell' offerta può far aumentare i prezzi solo se sono prezzi amministrati e una lobby è così potente da riuscire ad avere un reddito garantito a prescindere dalla situazione economica. Il suo ragionamento è che, se ci sono più taxi, la torta va divisa fra più bocche e quindi le tariffe vanno aumentate. Questo ragionamento è perverso dal punto di vista economico e riflette rapporti di forza che il Governo vuole cambiare, credo a ragione perché bisogna tener conto anche dei diritti dei consumatori.
qui'...."gioco" di anticipo perche' CAPISCO che a lei mancano numerosi PARAMETRI e glieli voglio dare:
qualcosa inizia a capirla,qualcosa pero'...
i tassisti,tutti,vorrebbero SOLO CHE PIU' CORSE,nessuno sarebbe contrario.
l'offerta e' gia OGGI oltre la domanda,NN MANCANO TAXI DA NESSUNA PARTE,SONO GIA' OGGI DI PIU'. QUINDI o si fanno le cose fatte bene o nn si fanno:
1-si cerca di avere piu' utenza in modo da far veramente mancare i taxi
2-si aumentano i taxi.
3-attendo sua risposta su corsa che oggi costa 10,domani x avere piu' utenti?????
Non voglio polemizzare con lei, ma i dati che mi presenta indicano che una corsa di 7 km a Milano costerebbe 12,18 euro. Quella è precisamente la distanza tra casa mia e l' aeroporto di Linate, ma mi trovo sempre a pagare il doppio.
appunto....viabilita',spende di piu x colpa del traffico e della viabilita',altrimenti sarebbero 12,50.nn carenza taxi.
e cmq....nn mi risponde,io invece si a tutto,la corsa da 10 euro oggi....domani????
nn e' polemica a me piace "istruire",lo faccio sempre anche coi miei clienti.
cmq...adesso devo andare.
le risparmio la fatica,oggi la mia corsa da 10 euro mi impegna x 15-20 min.,oggi con un prezzo di 10 euro faccio 1 al max 2 corse ora.
se domani volessi piu' utenti abbassando i 10 euro....x averli devo scendere a nn piu' di 5,altrimenti i clienti nn aumenterebbero.
se li porto a 5 euro e ci impiego 20 minuti.....fanno 15 euro all'ora,perche' anche con richiesta MASSIMA,io in un'ora nn potrei mai fare,causa traffico,piu' di 3 corse.
quindi....studi bene il tutto e vedra' che capira' che il PROBLEMA PRINCIPALE E' LA VIABILITA',io lavoro la notte e di notte posso fare anche 5 corse in un'ora,ma di giorno nn piu' di 3.
se mi si COSTRINGESSE a fare corse da 5 euro/20 minuti.....manco le badanti equadoregne lavorano a tali cifre.
ripeto:
VIABILITA'>SGRAVI FISCALI>ABBASSAMENTO TARIFFE>+ CORSE>+TAXI questo e' CORRETTO E SENSATO,tutto il resto.....NO.
Mi permetto di tirare le somme concludendo che il mero aumento delle licenze non risolve la questione taxi, che va messa attentamente sotto esame per trovare soluzioni adeguate.
L' inclusione dei taxi in una specie di nuova lenzuolata, dal forte effetto mediatico, ha comportato una certa approssimazione.
BENE..... mi fa piacere che "capisce".
pero'...ABBIA PAZIENZA, quello che lei ADESSO CHE SA', chiama APPROSSIMAZIONE.......io la chiamo PERICOLO NEL DISTRUGGERE UN SETTORE,che guarda caso e' quello in cui opero io e mio figlio,un giovane,mio figlio 24 anni,si parla tanto di giovani e lavoro,io....il MIO giovane....un lavoro glielo avrei dato.
ah....dimenticavo,anche qui,a dublino,avevano fatto lo stesso con la stessa approsimazione,risultato...9 suicidi in un anno e servizio taxi.....giudichi lei.
http://blog.libero.it/55varese55/9231084.html
qui' invece....trova altro materiale x "saperne di piu'"
https://www.facebook.com/pages/Taxi-licenza-liberalizzazioni-faq/1584198...
chiudo con.....le cose O SI FANNO BENE O NON SI FANNO se in gioco ce' la vita di 60.000 lavoratori che,con questo decreto resterebbero in mezzo ad una strada senza ALCUN BENEFICIO X L'UTENZA.
Io non capisco: qual è il costo "giusto" per avere un'auto con autista sottocasa su chiamata o trovata nei posteggi? Quanto dovrebbe guadagnare all'ora un tassista, per poter dire che guadagna il giusto?
Attenzione: guadagno, al netto dei costi e prima delle imposte. Per intenderci, confrontato a quello che si fa pagare un artigiano o un tecnico specializzato in fattura.
Mi sembra che in quei casi si parli di 40 Euro l'ora (oltre IVA).
Lei che ne dice?
Sull'approssimazione sono d'accordo Soprattutto, da un Esecutivo tecnico non mi aspettavo che parlasse di introdurre concorrenza in un settore dov'essa è impossibile per legge e per struttura.
Mi sarei atteso, invece un rimarcamento di questo particolare da parte dei cosiddetti sindacati dei tassisti, invece hanno guardato solo al valore della licenza (importante, ma non unico fattore in gioco)
@Stefano
Dico che non sta a me decidere il costo giusto, che è sempre di difficile e soggettiva determinazione. Personalmente trovo più interessante cercare di avere un servizio sui cui costi non pesi una rendita creata da una regolamentazione inefficiente.
Concordo sul voto d' insufficienza al Governo tecnico per non aver usato a dovere la tecnica e ai sindacati per aver difeso a spada tratta il valore della licenza, trascurando tutto il resto.
Dialogare insieme a lei è stato un piacere.
La saluto e spero di interloquire ancora con lei.
P.S.: il costo che le chiedevo era un semplice parere - come tutto lo scambio di idee lo è stato - non una decisione. Le è chiaro, invece, perché sia impossibile la concorrenza tra taxi e taxi?
Stefano Placucci
La ringrazio.
Continuo ad avvalermi della facoltà di non rispondere sul giusto costo.
Non ho dubbi che sia poco utile la concorrenza fra taxi e taxi, avendola sperimentata parecchie volte in varie città estere dove il tassametro è solo un elemento decorativo. Chi viaggia in taxi certo ha interesse a spendere il meno possibile, ma è peggio dover contrattare, litigare eccetera.
Le dirò di più, la singola cosa che condiziona maggiormente la mia opinione di una città è proprio attraversarla in taxi. Si vede se è bene organizzata, dal tassista ci si fa un' idea dell' etica di chi ci lavora, si vede come si comportano gli automobilisti e quanto valgano le regole, se esiste lo spirito di collaborazione per un bene comune. Anche la gentilezza degli abitanti si valuta cominciando da quella dei tassisti.
Il servizio delle auto bianche deve essere, sperabilmente, comodo, efficiente, ordinato, hassle free, cioè non deve creare noie e funzionare come un orologio. Dove i taxi sono un problema la città è un problema. Non mi sono mai stupito dei tassisti napoletani che fingevano di ignorare la tariffa prestabilita da e per l' aeroporto, né che uno di loro, dal quale pretendevo l' applicazione di quella tariffa, mi abbia sbattuto giù dal taxi minacciandomi, sotto gli occhi di vigili che guardavano da un' altra parte. Come può capire dal mio cognome non è un' invettiva leghista, ma solo una triste constatazione.
Continuo a insistere perché venga abbandonato il sistema di tariffazione cost plus, senza che si faccia nulla per ridurre quei costi e ignorando quello delle licenze. Il taxi non deve essere più riservato ai ricchi e a chi ha il rimborso piè di lista. Sotto questo aspetto il mondo taxi mi sembra somigliare a quello degli aerei prima della liberalizzazione. Il settore aereo è stato fin troppo sconquassato, ma ora volare è alla portata di una fascia di popolazione ben più ampia.
Ora sono al lavoro e....ho tempo ma scrivo col cell. qujndi lo faro' sicuramente male.
Vorrei....una domanda.se gli autobus nn avessero piu le skvvenzioni e diventassero come noi
qhanto costerebbe il biglietto?
Chi si potrebbe permettere di fare 4-6 corse al di in bus?
Come si fara' a far calare il prezzo del biglietto?
Snza sovvenzioni.....x me nn costerebbe meno di 4-5 euro.
Credo che una tariffa più ridotta possa portare qualche beneficio, anche se ignoro l'elasticità della domanda di taxi: non credo che sia pari ad uno e, di conseguenza, la variazione di tariffa potrebbe dover essere addirittura sotto ai costi variabili per poter risultare attrattiva per una domanda molto numerosa. Non dimentichi che la motivazione che fa utilizzare l'auto propria non è solo la mancanza di alternativa, ma in massima parte il desiderio di indipendenza.
Concorrenza: è impossibile perché leggi e regolamenti vietano la ricerca del cliente da parte del tassista, che deve essere indifferenziato rispetto a tutti gli altri tassisti. Questo perché i Comuni hanno interesse che il servizio sia reso totalmente per la collettività, quindi un operatore non deve potersi legare a qualche cliente in particolare, ma attendere in coda agli altri taxi la richiesta di servizio di un utente.
Illuminante la sentenza del TAR bresciano nr. 632 del 2004, di cui le posto il link.
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%201/2...
E' per questo che trovo incredibile l'errore tecnico fatto dal Governo.
Parlare di concorrenza aumentando solo le licenze, non ha senso, significa solo aumentare le code di taxi.
Cordialità
Ho commesso anch'io un errore tecnico: l'anonimo che le ha inviato il link alla sentenza del TAR sono io.
Stefano Placucci
Porto l'esempio di New York , il taxi e' molto utilizzato perche' le auto non si possono tenere parcheggiate in strada e l'affitto o acquisto di un box auto costa molto. Il rapporto auto di conseguenza e' 22 ogni cento abitanti mentre in Italia almeno 60/70 ogni cento abitanti.
il calo di auto in Italia per il momento e' inattuabile perche' crollerebbe tutto il giro di affari di vendita auto e entrebbe in crisi un settore molto ampio.
Il carburante costa circa un terzo dell'Italia. La densita' di popolazione e' il doppio delle nostre principali citta' e nonostante cio' il prezzo dei taxi e' di poco inferiore. Questi sono i piu' importanti fattori che determinano le tariffe, ai quali se ne aggiungono altri. Ogni paese ha le sue realta'.
Il business va avanti con i numeri e la matematica non e' un opionione!
Scusa, ma perchè i taxi in Italia dovrebbero brillare per economicità?
Abbiamo il gasolio più caro al mondo (sito BPH Min. Svil. Economico), abbiamo l'RCA più alta del 50% della media europea, abbiamo la tassazione più alta d'Europa, abbiamo l'IVA alle stelle ecc.ecc.
Eppure abbiamo le tariffe tra le più basse d'Europa....NON LO SAPEVI?
Vedi la tabella eurotest taxi 2011, stilata da 11 automobil club europei dove si evince che Roma e Milano sono tra le più economiche d'Europa. Il tuo post è minato da un presupposto completamente sballato INFATTI LE TARIFFE DEI TAXI ITALIANI SONO GIA' BASSISSIME.
Anche se sicuramente il servizio può essere migliorato.
Informati meglio la prossima volta.
Saluti.
Apprezzo molto il dibattito civile che si e' sviluppato intorno al tema taxi,aggiungo per conoscenza che il prezzo della licenza taxi ha un'origine documentabile risalente ai risarcimenti dello stato Italiano per danni ed espropri di beni immobili e strumentali in tempo di guerra e precisamente quella condotta in Africa orientale.In particolare un garage a Roma e stato a fine guerra risarcito con due licenze,pertanto il valore commerciale ha una giustificazione piu' che esaustiva.
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L'autore
Già tra i peggiori studenti di Mario Monti al DES Bocconi e coltivatore di rapporti fra aziende e investitori.
Mancato astronauta come molti coetanei, dagli anni del trenino in scala 1:25 futuristicamente appassionato di tutto il metallo che si muove, ora soprattutto degli aerei e delle terre lontane che consentono di conoscere.
Programmaticamente cosmopolita con radici a Milano nel Teatro alla Scala.
