Blog di

di Lorenza Frigerio

Italia-UK: 1-1

Blog post del 20/04/2011

Tom ha 22 anni, viene da Sheffield e studia lingue all'università in Galles. Ha vissuto sei mesi a Torino e se n'è innamorato: "Non capisco perchè la gente sia fissata con Milano quando a Torino puoi avere le stesse cose...ma in un posto che è molto più bello!", dice. Tom lo conosco passando la notte in aeroporto a Gatwick: io sto andando a trovare i miei, lui sta andando in quella che sarà la sua nuova casa. Dopo l'esperienza al nord e dopo aver fatto amicizia con persone di diverse parti della nostra penisola ha deciso di trasferirsi a Napoli. Trascorriamo la notte a chiacchierare seduti sugli scomodissimi (e molto rari!) seggiolini posizionati tra alcuni banchi del check-in ed i cancelli dei controlli di sicurezza e ci scambiamo impressioni sulle nostre esperienze, pressochè parallele.

In postazione per la notte (foto: Lorenza Frigerio)

Lui l'Italia la ama, ma dice che la maggior parte dei suoi amici pensa che sia pazzo: i Brit, ovvio, non capiscono come possa volersi trasferire in un paese come il nostro, e gli Italiani...lo stesso. E' questa la cosa che mi fa più impressione, perchè in effetti anche a me è balenato in testa lo stesso pensiero. "Tutti mi dicono che loro cercano di scappare e che io invece ho scelto proprio una città piena di problemi come Napoli; ma sai come si dice, noi nel nord del Regno Unito siamo considerati un po' come il Sud da voi: siamo quelli che fanno casino, quelli dove le cose funzionano meno, quelli che hanno l'accento più forte. Io sono fissato con i dialetti: vuoi che ti dica qualcosa in napoletano?!". Tom, a dire il vero, parla un italiano così perfetto da avermelo fatto scambiare per madrelingua, prima che mi raccontasse la sua storia - anzi: le "e" e le "o" tradiscono un accento leggermente torinese. E infatti scopriamo di avere entrambi una passione che è nata prima di tutto dalla lingua: anche per me riuscire ad imitare un accento, una cadenza, un modo di dire è sempre stato parte integrante del mio amore per il Regno Unito. Una sfida, un gioco...non saprei. Gli insegno la parola "caciarone" e lui mi insegna "nash", una sorta di "essere freddolosi". Sa benissimo che in Italia ci sono molte difficoltà e non si illude di riuscire a trovare subito un lavoro, ad esempio, ma la prende con filosofia: è difficile ovunque farcela e nessun posto è perfetto. Rebus sic stantibus, meglio stare laddove ci siano sole (soprattutto!), buon cibo e gente sorridente. Non è un ragionamento difficile da condividere.

Allora mi ritrovo a pensare: non sarà che la sindrome da "erba del vicino" è più comune e più influente di quanto possiamo pensare? E, se anche fosse, che male c'è a volersi muovere, a voler esplorare, a voler cambiare? Che la stanzialità ci stia relativamente stretta non è poi un tratto così peculiare della nostra società (post) moderna: da sempre abbiamo visto potenzialità in luoghi lontani, magari sospinti nelle nostre ambizioni dal semplice desiderio di...andare; di poter tornare e raccontare; di essere quelli che hanno scelto di non prendere quello che avevano già davanti.

E così ecco che ci siamo io e Tom che ci scambiamo posto, bilancio in pari, entrambi emozionati al pensiero di ciò che potremo costruire nelle nostre nuove vite. Sono quasi le quattro e mezza del mattino: ci salutiamo lasciandoci l'immancabile contatto su Facebook.

Quel libro mi ha fatto dormire... (foto: Lorenza Frigerio)

Da come mi ha parlato dell'Italia, dal sorriso che gli si accende, dalla totale fascinazione che lo pervade, capisco che paradossalmente lui, in quanto non autoctono, sarà in grado di adattarsi meglio e di accettare anche i difetti che rendono me così insofferente al mio stesso paese. Lui sta diventando un po' italiano, io un po' Brit e - come in tutti i veri amori - accettiamo anche le cose che non si sarebbe mai creduto di riuscire ad accettare. Cosa ci si può fare..? Alla fine si scopre inevitabilmente che home is where the heart is

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Reyhaneh Jabbari è stata impiccata in Iran

Nel 2009 la donna era stata condannata per l'uccisione, avvenuta nel 2007, di un uomo che la voleva violentare, un ex dipendente dell'Intelligence iraniana.

Niente evasione fiscale per Dolce e Gabbana, la Cassazione li assolve

Agli stilisti veniva contestata la presunta evasione fiscale che sarebbe stata realizzata, secondo l'inchiesta, con una 'estero-vestizione'

Attacco a un checkpoint egiziano nel nord del Sinai: almeno 25 morti e 26 feriti

Almeno 25 persone sono rimaste uccise, e 26 ferite, in un attacco al checkpoint presidiato dall'esercito egiziano a Karm al-Qawadeis, nel Sinai del nord

Quanto è peggiorato il vostro udito?

Un video che è, al tempo stesso, un test per l’udito: ascoltate i segnali fin dove li percepite
SHARE

Lo strano percorso: come viaggiano i dati in rete

Dal pc fino a un altro pc, passando per router e server: il giro del mondo dei dati in Internet
SHARE

Il primo tweet della Regina d’Inghilterra

Elisabetta II, all’età di 88 anni, ha twittato, con tanto di firma. È la prima volta che succede
SHARE

Come diventare un drago a usare Google

Tutti sanno servirsi del motore di ricerca, ma pochi sono in grado di farlo alla grande. Qui si può
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

La crisi che ha cambiato Papa Francesco

La cura per le persone prima della dottrina e dei dogmi, la storia della sua vita e il momento in cui tutto è cambiato. Perché doveva cambiare

Storia di una fine: il giornale (greco) per i greci di Istanbul sta per morire

L’agonia di Apoyevmatini, una volta organo influente della comunità dei greci di Turchia, ora stampato per solo 600 famiglie è il residuo di un mondo scomparso

Tutti si sono dimenticati di Joseph Kony e del suo Lord's Resistance Army

Ci fu un tempo in cui il tema dominò i media. Ora, dopo la guerra civile in Sud Sudan, l’ebola e le atrocità di Boko Haram se lo sono scordato tutti