Altra Puglia

David Bidussa

E’sempre complicato avere delle idee chiare il giorno dopo.
Eppure non è difficile. Alcuni amici mi hanno segnalato questa lettera di Giuseppe Di Vittorio. Risale al 1920, che ho pensato fosse utile far conoscere oltre la cerchia ristretta dei documentalisti. Un altro mondo, si dirà. Non credo. Certo quel tempo è lontano, ma il problema non è il tempo, il problema è la qualità delle persone.
Il testo della lettera e la spiegazione “di tutta la vicenda è leggibile alla pagina web della Casa Di Vittorio

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"LA FALCE"
COOPERATIVA ANONIMA DI PRODUZIONE E LAVORO
Fra Contadini - Muratori ed affini smobilitati
- CERIGNOLA-
li 24 Dicembre 1920
Egregio Sig. Preziuso.
In mia assenza, la mia signora ha ricevuto quel po' di ben di Dio che mi ha mandato.
Io apprezzo al sommo grado la gentilezza del pensiero del suo Principale ed il nobile sentimento di disinteressata e superiore cortesia cui si e' certamente ispirato.
Ma io sono un uomo politico attivo, un militante. E si sa che la politica ha delle esigenze crudeli, talvolta brutali anche perché - in gran parte - e' fatta di esagerazioni e di insinuazioni, specialmente in un ambiente - come il nostro - ghiotto di pettegolezzi più o meno piccanti.
Io, Lei ed il Principale, siamo convinti della nostra personale onestà ma per la mia situazione politica non basta l'intima coscienza della propria onestà.
E' necessaria - e Lei lo intende - anche l'onesta' esteriore.
Se sul nulla si sono ricamati pettegolezzi repugnanti ad ogni coscienza di galantuomo, su d'una cortesia - sia pure nobilissima come quella in parola - si ricamerebbe chi sa che cosa.
Si che, io, a preventiva tutela della mia dignità politica e del buon nome di Giuseppe Pavoncelli, che stimo moltissimo come galantuomo, come studioso e come laborioso, sono costretto a non accettare il regalo, il cui solo pensiero mi e' di pieno gradimento.
Vorrei spiegarmi più lungamente per dimostrarle e convincerla che la mia non e', non vuol essere superbia, ma credo di essere stato già chiaro. Il resto s'intuisce.
Perciò La prego di mandare qualcuno, possibilmente la stessa persona, a ritirare gli oggetti portati.
Ringrazio di cuore Lei ed il Principale e distintamente per gli auguri alla mia Signora.
Dev.mo
Giuseppe Di Vittorio

 

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