Svezzata dai vicoli napoletani, periferia orientale, per la precisione, adottata dalla Capitale, vivo di giornalismo da 18 dei miei 36 anni.
Sono redattrice del quotidiano Metro, dove mi occupo di interni e inchieste. Da dodici anni.
Specializzata in tematiche green, adoro studiare faldoni e dossier. E scovare notizie. Ho scelto di diventare giornalista fin dalla quinta elementare. E quindi mi è andata bene. Nel 2004 ho vinto il premio Cronista dell’anno con l’inchiesta sull’uranio impoverito, da cui è nato il libro “Uranio, il nemico invisibile” (Infinito edizioni, 2005).
L’ambiente è diventato sempre più il mio habitat professionale: nel 2009 ho scritto “Amianto, storia di un serial killer” (Edizioni ambiente) e a ottobre 2011 l’ultimo nato: “Toghe verdi”, racconta storie di disastri ambientali, ma soprattutto delle battaglie che avvocati, magistrati, uomini e donne stanno conducendo per punire i responsabili. Dal libro è nato il blog togheverdi.wordpress.com, con il quale metto in rete esperienze, competenze, documenti. La mia caratteristica professionale è la tigna. Quando seguo un argomento non lo mollo più. La mia mappa d’Italia ha impresso la geografia dei delitti al nostro territorio, ma anche la passione e la dedizione di quanti si prendono cura di esso.
Adoro: i colori della sera, sbirciare nelle case con le prime luci accese, il mare, andare in moto, con la mia Monster gialla, Munch, la mia gatta Camilla, i concerti di Ligabue, Sex and City, il notturno op2 di Chopin, cucinare. Napoli. Il caffè del bar Luise di piazza dei Martiri. Le feste comandate in famiglia. Viaggiare in treno. Viaggiare. I libri di Bob Woodward. Non sopporto: stare seduta per ore, stare connessa sempre, la pioggia. La dieta. La puntualità della rinite allergica. Le fonti che cambiano versione. Le inchieste che si arenano. La lontananza della mia famiglia e dei miei migliori amici. Tutto il resto è sopportabile.
Comments
Boh, io non contesto Saviano tout court, anche se mi ha davvero stufato il savianismo che ha permeato tutta la nostra editoria.
Nello specifico, credo che citare le fonti sia importante, no, di più, fondamentale. Non solo per il rispetto verso le fonti, che, come giustamente scrive Giampiero, hanno lavorato sodo e con fatica hanno portato alla luce notizie e storie. Ma lo deve al lettore/pubblico, perchè sia più informato possibile.
Detto questo, io ho detestato in particolare questo monologo per alcuni motivi, non per uno.
Intanto ho potuto valutarlo meglio rispetto ad altri monologhi perchè conoscevo meglio l'argomento.
E proprio per questo mi è parsa stonata la forma. Sì, parlo di forma, non di contenuto perchè ha attinto a piene mani da fonti attendibili, non mi sento di contestarne il contenuto. Ma la forma. Mi è apparsa artefatta, retorica, ridondante, saviano-centrica. Il centro di questa sciagura non è, o non deve essere lui, ma le storie, le persone, i fatti, i dati. Non l'ho trovata informazione, ma retorica teatrale. Ed è per questo, caro Alberto, che ho preferito Lucarelli. Perchè, nonostante sia innegabile la sua abilità di narratore, riesce a mettere in primo piano la storia, il fatto, ed è quello che apprezzo, e che ritengo utile alla causa.
Ma, chissenefrega che lo apprezzi io: quello che voglio dire è che, da cronista, credo sia importante che emerga il fatto, la notizia. E la notizia non può essere: Saviano si è interessato all'amianto. Altrimenti è solo spettacolo. E allora mi annoia.
Anche l'attore Ulderico Pesce, ad esempio, narra con pathos, con una trascinante oratoria, storie di battaglia civile. E, nonostante lui sia un attore, non un giornalista, non uno scrittore, riesce, con tutti i mezzi a lui concessi dallo spettacolo teatrale, a mettere al centro della sua narrazione i fatti. Secondo me è giusto così.
ciao e grazie
Stefania
Ti dirò di più, ha attinto a piene mani dal libro "Lana di Salamandra" di Giampiero Rossi che forse conoscerai senza nemmeno citare le fonti e l'autore. Saviano è a busta paga di B. (Mondadori), per quattro stronzate scritte sulla camorra ci costa un occhio perchè se ne va in giro con la scorta, inoltre il programma è una produzione Endemol quindi sempre del signor B.! Che pena miha fatto vedere anche Guccini in quel contesto!
Gentile Stefania Divertito,
Credo che il suo commento, privo di qualsiasi argomentazione, sia veramente pessimo,
e le scirve una persona che come lei ha detestato quel monologo di Saviano, (per la verità ho detestato la quasi totalità dei monloghi di Saviano) sopratutto considerando che su un tema come quello lei ha più competenza di chiunque per dimostrare che Saviano e questi suoi bignamini mal scritti e malissimo recitati servono solo al suo narcisismo, ma non aiutano le persone a capire, spesso confondono i fatti, sono superficiali e sopratutto sono indice di una pigrizia intellettuale clamorosa.
Invece cosa abbiamo avuto da Lei? L'informazione che si è annoiata e che ha preferito Lucarelli, due notizie che ammetterà tutti i suoi lettori potranno tranquillamente archiviare alla voce "stocaxxo".
Cordiali Saluti
L'amianto di Casale è una tragedia immensa. Io però ieri sera ho visto Criminal Intent. Saviano non si può davvero più vedere! Scrivi mezzo libro e diventi una specie di Garibaldi. Mah...
Era noioso, concordo e anche affettato, un marketing rivolto a pochi che avrebbe ascoltato comunque
sì però quelle trasmissioni lì le vedono sempre i soliti. Bisogna arrivare agli ignoranti, alla gente della strada, che ieri sera certo non stava sentendo Saviano...
Cara Stefania, forse la tua percezione della tragedia dell'amianto non è la stessa di un cittadino (e telespettatore) medio. Posso dirti che la mia impressione è stata diversa dalla tua, e penso che il messaggio sia arrivato. Non concordo sull'accusa di "recitare" che rivolgi a Saviano, che come attore sarebbe pessimo, impacciato, dondolante e pieno di tic come è, ma quello che racconta è, a mio modesto parere, comprensibile, efficace e giunge a destinazione.
Concordo con A.
Paolo
Ma magari facesse marketing sulla lotta all'amianto! Riuscirebbe lì dove tu come autrice di un libro sull'amianto, io come semplice cronista e pochi altri colleghi non abbiamo potuto far niente: estendere il tema dell'amianto al grande pubblico sperando che diventi un tema sensibile.
Ricordare che Raffaele Guariniello si sta battendo ora per la superprocura nazionale sugli infortuni e le malattie professionali e farlo in prima serata, in un programma che - per quanto noioso - ha molto seguito, non è mica poco.
A.
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